cerca

Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

La scalata di Exor all'Economist

La quota azionaria passa dal 4,7 per cento al 43,4 per cento. Lo rende noto la holding che ha stipulato un accordo per acquistare 6,3 milioni (pari al 27,8 per cento) di azioni ordinarie e 1,26 milioni (pari al 100 per cento) di azioni speciali "B" per un corrispettivo complessivo di 405 milioni. In Italia si parla invece di migranti, Cina e riforme.

12 Agosto 2015 alle 10:44

La scalata di Exor all'Economist
Santa Giovanna Francesca de Chantal, nacque a Digione nel 1572 e all’età di 20 anni era sposa del barone de Chantal. Rimasta vedova, decise di consacrarsi e fondò la congregazione delle Visitandine.

 

Titoli. Il Palazzo è spiaggiato e il risultato sui giornali è che ogni tanto aprono una finestra sul mondo. Le imposte di via Solferino stamattina si sono spalancate, questione di un attimo, la sala Albertini una luce d’Oriente. Primo caffè, Corriere della Sera: “Profughi, nuova strage. E si apre il fronte greco”. Cronaca, puntuale, precisa, da Corriere. Corredo con ricami di Ernesto Galli della Loggia, servizi da pagina 9 a pagina 11. Tecnicamente un po’ indietro per essere poi l’apertura del giornale. Segno che qualcosa è cambiato durante la lunga giornata del Corrierone. E infatti il primo treno di pagine (dalla 2 alla 6) è dedicato all’economia cinese: “La Cina scuote i mercati mondiali. Svalutato lo yuan”. E’ la notizia del giorno, lo è nella sequenza del Corriere, non è lo in prima perché diventa un taglio. Ombre cinesi che s’accoppiano con la foto centrale, ombrellino con ideogrammi e “Nucleare, Tokio riparte”. Possibile che nel Pd non si stiano scannando? Strano. Apro il giornale del progresso, apre con la svalutazione della moneta cinese, si scaglia contro il razzista Donald Trump (grande preoccupazione tra i lettori in Alabama), piazza la foto sugli immigrati e oplà, eccoci! EuGenio scrive a Giorgio, l’epistolario dell’estate è partito come un Freccia Rossa sulle pagine di Repubblica, Napolitano e Scalfari che si scambiano le reciproche saggezze sulla riforma del Senato e il renzismo e la democrazia e un Martini con due olive, grazie. Must read. Sintesi della lettera scalfariana di oggi: tu Giorgio mi vuoi bene e io ti voglio bene, siamo amici, ci vogliamo assai bene, abbiamo idee diverse sulla riforma, ma ti voglio bene e tu mi vuoi bene, lasciamo il Senato ma senza potere di dare la fiducia, perché io ti voglio bene e tu mi vuoi bene, il premier con una sola camera e il premio di maggioranza così ha troppo potere, ma ci vogliamo bene caro Giorgio e poi, lascia che ti dica, la sinistra non c’è più, ma ti dispiace anche se tu non sei marxista e sei come me, un liberal-democratico, siamo tutti e due del Partito d’Azione, perché io voglio bene a te e tu vuoi bene a me, anche se sono un po’ angustiato, ma sempre tuo, Eugenio. Siamo in pieno Sturm und drang politico, prima o poi su Repubblica comparirà qualcuno nella parte di Madame de Stael. Cose dall’estero? Il giornale più venduto a Washington, la Stampa (di Torino) ha un titoletto di taglio basso dedicato alla rivoluzione di Google (roba straconsumata), andiamo oltre. Er Messaggero punta il temibile riflettore di via del Tritone sulla Cina: “La Cina svaluta, guerra dei cambi”. E un caffè ar vetro, per favore. Alt, c’è una lettera della Presidenta in Camera, Laura Boldrini. Cose grosse, temi universali, cambiare l’Unione Europea. Occhio al passaggio di rito fallimentare: “Ciò che serve è comprendere i danni provocati dal rigore miope che ha avvelenato l' Unione, smettere di dare la precedenza assoluta alla stabilità finanziaria, ragionare invece di politiche della crescita e dell' occupazione, adottando l' impatto sociale delle misure economiche come criterio-guida”. E’ la guida perfetta per il crac. Darne immediatamente copia al belloccio di Atene, Alexis Troikas. Che succede là in fondo, a destra? La nave dei “Vescovoni” è sotto tiro. Libero è ai cannoni di prua: “Vaticano vietato ai profughi”. Il Giornale ai pezzi di poppa: “L’affare clandestino delle coop cattoliche”. Money? Sul Sole  24Ore: “Poste, il 40 per cento sul mercato a ottobre”. C’è il prospetto informativo, operazione da 10 miliardi. Dalle epistole di Scalfari e Napolitano alle lettere in Borsa. Buona giornata.

 

Papa Francesco sulla pista da (s)ballo. "I ritmi sregolati della festa fanno vittime soprattutto tra i giovani", ha detto durante la catechesi all'Udienza Generale di oggi.

 

The Economist. Exor diventa il principale azionista del settimanale britannico. La quota azionaria passa dal 4,7% al 43,4%. Lo rende noto la holding che ha stipulato un accordo per acquistare 6,3 milioni (pari al 27,8%) di azioni ordinarie e 1,26 milioni (pari al 100%) di azioni speciali "B" per un corrispettivo complessivo di 405 milioni. Commento di John Elkann: “Con l'aumento della partecipazione in The Economist siamo lieti di confermare il nostro ruolo di azionisti di lungo termine a sostegno del Gruppo, insieme alle famiglie Cadbury, Layton, Rothschild e Schroder, e ad altri singoli investitori stabili. Abbiamo sempre ammirato l'integrita' editoriale e la prospettiva globale che sono gli elementi caratteristici del successo de The Economist e sottoscriviamo pienamente la sua storica missione di “prender partito nella dura battaglia tra l'intelligenza, che ci spinge verso il progresso, e un'ignoranza vile e timorosa, che lo ostacola”.

 

Grecia. Tutto quello che c’è da sapere sull’accordo con i creditori è sulla Bbc. Ma la borsa di Atene continua a andare giù in picchiata:

 

 

L’Asia delle nazioni. Se volete sapere qualcosa sui nazionalismi dell’area del Pacifico, sul Financial Times c’è l’articolo che fa per voi. Mercati aperti, innovazione, ma i libri di testo a scuola sono old style e la storia è a una dimensione.

 

Euro, Dollaro e Yuan. Dalla newsletter di Paul Donovan per Ubs: “La valuta cinese si è indebolita del 3,6% nei confronti del dollaro e si è rafforzata del 5,1% nei confronti dell’Euro. Un evento produce titoli, l’altro viene ignorato. Gli economisti alzano gli occhi al cielo (lo facciamo spesso)”.

 

La Cina di Alibaba. Il gigante del commercio elettronico cinese presenta oggi i suoi risultati. Il risultato netto è atteso in forte calo (oltre il 50%) mentre i ricavi sono previsti in rialzo del 36%. Sarà interessante vedere le previsioni, perché sono un indicatore sulle aspettative per l’economia cinese dopo la svalutazione dello yuan e il rallentamento della crescita.

 

La Cina del lusso (molto italiano). Occhio alle quotazioni dei brand del lusso. La manovra cinese si fa sentire. Per i marchi italiani è un tema importante: il 26% del mercato di Prada è in Cina, come il 15% di Tods e il 15% di Ferragamo. (via Quartz).

 

Google. Il mercato vende (Dow Jones e Nasdaq ieri hanno chiuso sotto l’uno percento), ma Google sale del 4.1% e capitalizza 444 miliardi di dollari. Gli investitori credono nell’operazione Alphabet, per ora. (via Financial Times)

 

12 agosto. Nel 2000 affonda nel mar di Barents il sommergibile nucleare russo Kursk. Muoiono 118 membri dell’equipaggio, si apre la storia di un mistero.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi