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Fatti, commenti e appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Lo show di Donald Trump, tra reality, scorrettezza e impoliticità

E' andato in scena il primo confronto tra i candidati repubblicani negli Stati Uniti. Italia: in agenda la direzione del Pd che si preannuncia pirotecnica. E occhio ai mercati. Fatti, commenti e appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

7 Agosto 2015 alle 10:22

Lo show di Donald Trump, tra reality, scorrettezza e impoliticità

Donald Trump al confronto tra candidati repubblicani (foto laPresse)

Santi Sisto II, papa, e compagni, martiri. Fu arrestato e decapitato su ordine dell’imperatore Valeriano. Con lui subirono il martirio quattro diaconi.

 

Titoli. E’ dai tempi dell’impero di Roma che il Senato è fonte di potere e debolezza, gioia e dolore, governo e congiura. Cesare e le Idi di marzo sono là, testimonianza per chi assume lo scettro. Non ci credete? Primo caffè, Corriere della Sera: “Battaglia sul nuovo Senato”, titolo ammobiliato da questo catenaccio: “La minoranza del Pd presenta gli emendamenti. Renzi: non ci fermeremo”. Uhm, tira un’ariaccia da resa dei conti. E questo pomeriggio si riunisce la direzione nazionale del partito. Saranno bagliori di bengala nella giungla. D’altronde, i dem hanno promesso il Vietnam, qualcuno prima o poi tirerà fuori il napalm e comparirà anche – come già scritto su List – il colonnello Kilgore, la sagoma di Apocalypse Now – che dirà: “Il napalm, lo senti? Non c'è niente al mondo che abbia questo odore. Mi piace l'odore del napalm al mattino”. Altro sul Corrierone? Come no, c’è Wolfgang Munchau che scrive “Perché l’Italia deve imparare a dire no alla Germania”. Questa l’ho sentita parecchie volte nel corso degli ultimi dieci anni. Che temperatura c’è là fuori? Caro Munchau, la Francia tradisce sempre. Volto pagina, anzi cambio giornale. Alt! C’è un titoletto seminascosto che meritava un titolone: “Le accuse di Buzzi per i magistrati non sono credibili”. Mi stropiccio gli occhi, ma cosa leggo? Ragazzi, avete impaginato ettolitri di inchiostro con il Buzzi magna magna e mafia mafia e ora “non è credibile”. E battezzate tutto questo con un titoletto? Passo a Repubblica: “Sud, investimenti per 100 miliardi senza vincoli Ue”. Attendo lettera di Saviano, tanti saluti. No, ancora un minuto, c’è la spalla su Cecil ucciso – e decapitato - dal dentista americano (spero gli cavino tutti i denti, senza anestesia): “Perché siamo diventati tutti pazzi per Cecil”. Lo scrive Adam Gopnik, è un bel pezzo, ma senza le suggestioni che offre quello pubblicato dal Foglio, firmato da Giulia Pompili, dove affiorano Kipling, Salgari e le rotte dei cacciatori con fucile telescopico e soprattutto bigliettoni verdi in tasca. E Mafia Capitale dov’è? Su Repubblica c’è sempre un titoletto, ma con il teorema accusatorio tutto in piedi: “Buzzi: soldi e auto, ecco i 30 politici sul mio libro paga”. Cose nuove dal mondo? E’ il momento del giornale più venduto a Washington, La Stampa (di Torino). Niente America, ma tanto tanto Egitto. Grande foto del presidente egiziano e titolo: “Il canale di Suez raddoppia. La sfida dell’Egitto di Al Sisi”. E poi? L’apertura, per la Rai, perbacco. A Torino le antenne interessano, eccome: “Campo Dall’Orto dg. Prove di dialogo Renzi­Berlusconi”. Eeeehhh, c’è movimento dalle parti del Cav. e si vedrà. Fate passare i bollori estivi e vedrete. Cose di portafoglio e bottega? Libero: “Ci tassano le badanti”. Per chi ne ha una, non è una buona notizia. E poi c’è la devastante minaccia fiscale su pizza e pummarola: “Per i democratici pure l’origano è un lusso da punire”. Occhiellino: “Patrimoniale sulla pizza”. Gustoso, l’incipit del pezzo di Francesco Borgonovo: “Ci sarà un motivo se, quando al ristorante ordinate una «pizza rossa», vi portano un tondo di pasta con un cucchiaio di pomodoro sopra. Questa è la pizza che ordina il vero compagno. Spartana. Sobria. Rispettosa delle differenze di genere…”. Sublime. In via Negri al Giornale il titolista continua ad essere legnoso, ma c’è sempre Renzi nel mirino: “Renzi insabbia la verità su Roma”. A giudicare dai titoletti precedenti su Buzzi, la verità è leggermente in bilico. Sintesi? La fa er Messaggero: “Roma, l’ultimo duello tra premier e Alfano su Marino sotto tutela”. La relazione del ministro dell’Interno arriverà il 27 agosto. Buona giornata. No, fermi tutti, c’è il Fatto quotidiano in stile Novella 2000. Foto di Antonio e Monica a tavola che chiacchierano. Campo dell’Orto e Maggioni pranzano insieme. Che notizia.

 

Renzi e i dissidenti. Appuntamento alle 15 nella sede del Pd. Tutti con la pistola nella fondina. La direzione nazionale dei democratici prima del bagno d’agosto sarà pirotecnica.

 

Germania remix. La produzione industriale arretra dell'1,4 per cento mensile a giugno, dopo il +0,2 per cento di maggio. Gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,3 per cento. La Germania è un paese che funziona, ma i dati economici sono altalenanti.

 

Occupazione americana. Non è quella militare in qualche parte del mondo, sono i dati sui posti di lavoro. Oggi esce "The employment situation report". Sarà un altro passaggio verso il rialzo dei tassi da parte della Fed. A settembre.

 

Trump. Com’è andato il primo grande dibattito tra i candidati repubblicani su Fox News? Donald Trump (in testa nei sondaggi) è stato il protagonista. Un mix di consumata abilità da reality, scorrettezza e impoliticità (che piace agli elettori americani e meno ai commentatori). Ai lettori di List segnalo due resoconti: Politico e New York Times.

 

O la Borsa o la vita. Occhio a quello che dice Jeremy Grantham, il fund manager che vide in anticipo il crollo del mercato giapponese: il mercato crescerà ancora per tutto il 2015, ma poi in coincidenza con le elezioni americane (novembre 2016) andrà giù come un’ancora in mare. Allacciate le cinture.

 

Telecom Italia. Conti del primo semestre e conference call. Telecom Italia ha chiuso il primo semestre del 2015 con un utile di 29 milioni di euro, contro i 543 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato ha registrato oneri non ricorrenti per complessivi 399 milioni di euro. L’indebitamento finanzario netto è di 27 miliardi. C’è ancora molto da fare, in Telecom.

 

Hackerare una Tesla. Si può, come la Batmobile di Batman con il perfido Pinguino. Video su Youtube (qui sotto) e articolo sul Financial Times.

 

 

7 agosto. Il 2 agosto 1990 Saddam Hussein invade l’Iraq. Il 7 agosto George Walker Bush ordina l’operazione Desert Shield. Al comando c’era il generale Norman Schwarzkopf, noto come “Stormin' Norman".

1990-91. Colin Powell e Norman Schwarzkopf

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