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Pianto greco e ristagno italiano

Erano ottimisti. Sono tornati pessimisti. Su List abbiamo scritto nei giorni scorsi che sarebbe stata una settimana assurda. Dalla newsletter di Paul Donovan per Ubs: “Quando ero piccolo urlavo regolarmente per un’ora ogni sera. La strategia di mia madre era quella di chiudere la porta e ignorarmi del tutto. Mi sembra un ammirabile approccio da prendere oggi nei confronti della crisi tra Grecia e Germania”.

25 Giugno 2015 alle 10:51

Pianto greco e ristagno italiano

Il ministro Boschi in Aula durante il voto sulla riforma della scuola (LaPresse)

San Guglielmo, abate. Fattosi povero per amore di Cristo, fondò il monastero di Montevergine e aprì molti altri monasteri nelle regioni dell’Italia meridionale.

 

Titoli. La linea politica? La decide la Corte Costituzionale. L’impaginato è togato. Repubblica fa fuochi d’artificio: “Statali, la Consulta sblocca i contratti e salva i conti”. La Stampa certifica: “La Consulta sblocca gli stipendi degli statali”. Il Corriere fa lo stesso: “Statali, via il blocco dei contratti”. Sigillo finale del Messaggero, imbattibile in fatto di bottega e portafoglio: “Statali, sbloccati i contratti”. Altre novità? Ah, la Grecia. Ecco Il Sole 24Ore: “La partita finale di Atene. I nodi: pensioni e tasse”. Viaggi in altri mondi? Quello di Salvini, via Il Giornale: “Ecco il vero patto tra me e Berlusconi”. Buona giornata.

 

Il pianto greco. Erano ottimisti. Sono tornati pessimisti. Su List abbiamo scritto nei giorni scorsi che sarebbe stata una settimana assurda. Dalla newsletter di Paul Donovan per Ubs: “Quando ero piccolo urlavo regolarmente per un’ora ogni sera. La strategia di mia madre era quella di chiudere la porta e ignorarmi del tutto. Mi sembra un ammirabile approccio da prendere oggi nei confronti della crisi tra Grecia e Germania”.

 

Ristagno. Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, da Villa Mondragone: "Siamo in una fase di ristagno. Siamo fermi, e questo è un problema”.

 

Fiducia. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha posto la fiducia in Aula al Senato sul maxi emendamento per la riforma della scuola. Tanti auguri.

 

Montecitorio. Continua il polpettone di Mafia Capitale, così oggi assisteremo all’informativa urgente del ministro della Giustizia, Andrea Orlando (ore 12)

 

Palazzo Madama. E’ l’Orlando Day. Il ministro della Giustizia va in commissione Affari costituzionali a parlare di immigrazione (ore 14)

 

Cosa succede in Libia? Succede che Isis ha perso il controllo del territorio nella città costiera di Derna. Dopo aver ucciso il capo della shura dei mujaheddin il 9 giugno, le milizie locali hanno lanciato una durissima offensiva che dopo una serie di battaglie ieri si è risolta con il ritiro di Isis.


In ogni caso, la sua presenza in Libia è forte, controlla interamente la città di Sirte, è presente a Bengasi ed è una costante minaccia per Tripoli e Misurata. Per Isis è facile penetrare con i suoi affiliati dove c’è il caos, ma è difficile mantenere il controllo del territorio fuori dalla Siria e dall’Iraq.

 

Tutti a Teheran. Pronti? Via. Si comincia a riaprire il grande gioco del petrolio in Iran. Il segnale? Shell e Eni hanno aperto i colloqui per i prossimi investimenti. L’Iran è il terzo paese per riserve di gas e petrolio nel mondo. Chiuso l’accordo sul nucleare (il 30 giugno), parte la corsa al pozzo. L’Iran produce 2,7 milioni di barili al giorno, punta a raddoppiare la produzione entro dieci anni. Investimenti necessari: circa 50 miliardi di dollari.

 

Come fare soldi. Ci vuole talento, quello che ha Carl Icahn, un investitore americano che ieri ha venduto il suo pacchetto di 1.4 milioni di azioni di Netflix. Le acquistò qualche anno fa a un prezzo di carico di 58 dollari le ha cedute al prezzo di 692 dollari. Mi pare un ottimo affare.

 

Giulia. Per la gioia degli alfisti.

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