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Quelle strane affinità tra AstroSamantha e il Jobs act

Samantha Cristoforetti atterra e il Jobs act decolla, titolo: “Il nuovo Jobs Act: congedi più ampi per i genitori”. Il Sole 24Ore la spiega così: “Lavoro, mansioni più flessibili. Stretta “soft” sui collaboratori”. Cosa sia una stretta soft è tutto da capire, ma pazienza, la giornata andrà avanti lo stesso. E poi?

12 Giugno 2015 alle 10:24

Quelle strane affinità tra AstroSamantha e il Jobs act

San Leone III, papa, conferì a Carlo Magno, re dei Franchi, la corona del Romano Impero e si adoperò con ogni mezzo per difendere la retta fede e la dignità divina del Figlio di Dio.

 

Titoli. Titolo a destra, foto al centro. Il Corriere s’impagina sempre più creativamente ed il risultato: Samantha Cristoforetti nella foto atterra e il Jobs act decolla, titolo: “Il nuovo Jobs Act: congedi più ampi per i genitori”. Il Sole 24Ore la spiega così: “Lavoro, mansioni più flessibili. Stretta “soft” sui collaboratori”. Cosa sia una stretta soft è tutto da capire, ma pazienza, la giornata andrà avanti lo stesso. E poi? Il premiato titolista del Giornale si occupano dell’Angelino: “Alfano tradisce anche i suoi”. Ogni riferimento al caso Azzolini è puramente voluto. Cosa combina Marino? Tranquilli, è al Messaggero che apparecchia un forum con il primo cittadino: “Roma soffre, ma così ripartirà”. E già siamo al ridicolo, ma con il sommario il primo cittadino apre le comiche: “Ho demolito il sistema ora c’è la ricostruzione”. Davvero interessante. Libero fa un elenco: “Dodici motivi per cui Marino deve andarsene”. In realtà ne basta uno. Arriva dalla prima pagina di Repubblica: “Roma, blitz del governo. Giubileo commissariato”. Però il sindaco ha ragione, perché è vero: lui ha demolito. Dategli una bicicletta per la luna.

 

Cosa succede? Succede che Renzi dopo le elezioni si è ritrovato un mare di guai da gestire e gran parte dei problemi viene dalla magistratura. La vicenda romana ha fatto emergere tutta l’inadeguatezza politica del sindaco Marino e infatti è in arrivo un commissariamento per gestire il Giubileo, mentre a livello di governo i guai del Nuovo centrodestra sono tali che rischiano di scaturire in una crisi politica balneare. Quando piovono rane sui giornali, cioè le intercettazioni, il governo in Italia solitamente finisce e carte quarantotto. E poi ci sono affermazioni che l’esperienza suggerisce di leggere al contrario: Alfano ha detto al Corriere della Sera che il governo arriverà fino al 2018.

 

Agenda Renzi. Giornata dell’altro mondo per il premier che sarà a Milano. Alle ore 11 conferenza Italia-America Latina e Caraibi, poi due incontri bilaterali con i presidenti della Bolivia, Evo Morales, e della Colombia, Juan Manuel Santos. Alle 13 e 45 isita ai padiglioni Expo. Alle 14 e 45 incontro al Padiglione Italia con il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto; poi visita al Padiglione Messico. Alle 16.30 Renzi va al Business Forum Italia-Messico presso la sede dell’Ispi a Palazzo Clerici.

 

Il Sirtaki finanziario. L’accordo sulla Grecia? Lontanissimo. Stamattina il presidente della Commissione UE, Jean Claude Juncker, spiega: “Il negoziato con la Grecia ripartirà in prima istanza a livello tecnico". E la politica? "Arriverà dopo". Sempre, dopo.

 

Mercati calanti. Erano emergenti, ma le loro economie rallentano e la borsa va male. Risultato: in pochi giorni 9.3 miliardi di dollari hanno lasciato i fondi di investimento sui mercati emergenti, in particolare la Cina. Dollaro forte, calo della produzione, mercato del debito sovrano di nuovo in discoteca. Chi ha puntato i soldi in quell’area, dia un’occhiata al portafoglio o contatti il suo gestore.

 

Twitter. E’ un buon esempio delle spietate (e spesso stupide) leggi di Wall Street. Il suo CEO ha lasciato, il titolo è salito subito del 10 per cento nel trading after hours. Al suo posto dal primo luglio arriva uno dei fondatori, Jack Dorsey. No news. Il problema è che gli azionisti si aspettano dalle aziende hi-tech più fatturato, più utenti, più tutto in breve tempo. Twitter è un’impresa che ha una supervalutazione di 22 miliardi di dollari (il titolo vale 55 volte i suoi guadagni) e ha un problema: i suoi incassi pubblicitari sono schizzati solo da zero a 1.4 miliardi di dollari in poco tempo.

 

12 giugno. “Tira giù il Muro di Berlino”. E’ il 1987 e Ronald Reagan tiene di fronte alla porta di Brandeburgo, a Berlino, uno dei suoi discorsi più famosi sulla Guerra Fredda.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=HJLpSR_HDQ4

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