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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il buco delle pensioni vale 19 miliardi. In agenda la visita di Xi Jinping in Russia

Nel Regno Unito vittoria schiacciante dei Tories e tracollo del Labour. In Italia, intanto, la sentenza della Corte costituzionale sulle potrebbe aprire una voragine nei conti pubblici. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

8 Maggio 2015 alle 10:15

Il buco delle pensioni vale 19 miliardi. In agenda la visita di Xi Jinping in Russia

Venerdi 8 maggio. Madonna del Rosario di Pompei, fu il centro della città, pensata come un luogo in grado di far crescere gli uomini e prendersi cura degli ultimi.

 

Titoli. Vitalizi. Qualunquismi. Le prime pagine dei giornali mettono addosso un’euforia… Ecco il Corriere della Sera registrare con atto notarile la svolta: “Aboliti i vitalizi ai condannati”.  Il resto è anarchia totale. Così nel mio taccuino restano i seguenti fatti: 1) Il titolista del Giornale è tornato in forma: “Alfano vuole gli immi-gratis”; 2) Libero è in fase fiscolandia: “C’è una trappola nel 730”; 3) Al Messaggero sono concretamente romani: “Rogo a Fiumicino, paura e caos”; 4) Quelli di Repubblica hanno la notizia: “Pensioni, il buco sale a 19 miliardi”. Era quello che ci voleva per cominciare con sprint la giornata.

 

Il buco. C’è e fa impressione. La sentenza della Corte Costituzionale ha aperto una voragine da 19 miliardi. Se non si trova una soluzione, il rapporto tra deficit e pil schizza al 3,9 per cento. E salta tutto l’impianto di finanza pubblica del governo Renzi. Ecco perché il governo non pagherà il cento per cento e non pagherà subito. Al ministero dell’Economia stanno lavorando a un decreto per la prima settimana di giugno. La Consulta? Ha deragliato.

 

Padoan con l’elmetto. Sono giorni difficili per il ministro dell’Economia. Stamattina incontra a Roma il ministro delle Finanze olandese e presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. (ore 10,00)

 

E’ sempre Istat. Oggi l’Istituto nazionale di statistica diffonde il dato sulla produzione industriale di marzo. Un altro indicatore per il futuro.

 

Mediobanca. Non è più il crocevia di tutti i destini della finanza e dell’industria italiana come quando c’era Enrico Cuccia, ma i numeri dicono che è in salute e Alberto Nagel ha azzeccato la via del rilancio. Mediobanca ha chiuso i primi nove mesi dell’esercizio 2014-2015, terminati il 31 marzo, con un utile netto di 465,6 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

 

E l’auto va. Utile record per Toyota che chiude l'esercizio al 31 marzo con un utile record a 2,173 miliardi di yen, pari a 16,7 miliardi di euro, in rialzo del 19,2%

 

Dio salvi la Regina. Grande vittoria dei Tories, grande sconfitta del Labour, Scozia superscottish. La campagna dei Conservatori è stata efficace. O forse quella del Labour è stata un disastro. In ogni caso, David Cameron sta per tornare a Downing Street, Ed Miliband andrà a casa, i Lib Dem di Nick Clegg sono cotti, i Conservatori hanno i numeri per formare il governo. Vittoria totale dello Scottish National Party. E Ukip? Un flop totale, troppo inconcludenti per convincere e vincere. Il Mirror ha un consiglio per il leader del Labour: “Miliband ha due opzioni: dimettersi oggi oppure domani”.  Come sta il Regno? Felicemente disUnito nel segno della Regina e, soprattutto, della sterlina.

 

Mosca-Pechino. Un tempo asse del comunismo, oggi incrocio di capitali, tubi, cemento, banche e difesa. Oggi il presidente cinese Xi Jinping visita la Russia per siglare alcuni accordi sull’energia. Al contrario degli europei, inoltre, il leader cinese parteciperà alla parata della Victory Day per celebrare il 70esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. La parata sarà una delle più grandi della storia: 16 mila soldati, 200 mezzi corazzati e 150 tra aerei ed elicotteri. Mikhail Gorbaciov ha lanciato dure critiche all’Europa: “Non partecipare è un segno di disprezzo, sarebbe stato impossibile ottenere questa vittoria senza la Russia”.

 

8 maggio. Sean Connery l’8 maggio 1963 veste per la prima volta i panni di James Bond in Dr. No.
 

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