Vedere oltre

Redazione

Luigi Scoppola Iacopini
Palombi editore e Musa comunicazione, 164 pp., 20 euro

Una storia di solidarietà lunga centocinquant’anni che le fotografie poste in coda al volume raccontano con chiara emozione. Pare di essere lì, con quei bambini intenti a giocare in cortile, con le donne che suonano l’arpa o che procedono con i lavori di filatura e tessitura. Una realtà importante ma poco conosciuta, quella dell’Istituto Sant’Alessio di Roma, che da un secolo e mezzo accompagna uomini e donne ciechi e ipovedenti nel difficile cammino di riabilitazione e integrazione sociale. Obiettivo complicato oggi, nella società aperta in cui viviamo: figurarsi nella realtà ottocentesca, dove il “diverso” continuava a essere emarginato. Nasce anche per questo il Sant’Alessio, per iniziativa di un gruppo di privati cittadini con il placet fondamentale del Papa Pio IX. Un modello innovativo e perfino temerario, se si considerano i rigidi schemi dell’epoca. Letteratura e musica che si fondono per rendere edotte intere generazioni, portandole all’inserimento nella vita produttiva del paese.

 

Meritorio è dunque il lavoro – edito da Musa Comunicazione e Palombi editore con il contributo di Sorgente Sgr – di Luigi Scoppola Iacopini, storico e autore di diversi saggi, soprattutto sulla Grande guerra e sul socialismo italiano del Novecento. Una ricerca non facile tra fondi e archivi – molte le lacune trovate e le disomogeneità riscontrate a seconda dei faldoni consultati – che però è riuscita nell’intento di tracciare una storia approfondita dell’Istituto, modello di welfare a suo modo “primordiale” che ha poi ispirato molteplici altre realtà. Nelle aule del Sant’Alessio si insegnava il Braille, una speciale sezione del Conservatorio di Santa Cecilia si dedicò alla formazione di generazioni intere di musicisti ciechi o ipovedenti. Ma vi fu anche integrazione concreta, considerato che l’istituto era frequentato da tanti romani. Una storia in cammino, con gli aggiornamenti dettati dal tempo e dalle conquiste scientifiche – ecco spiegato il titolo Vedere oltre, un chiaro richiamo alla tradizione unita all’innovazione – che continuano a rendere l’Istituto un’eccellenza italiana e che confermano la volontà di raccogliere, in ogni fase storica, la sfida dell’innovazione. Oltre al lavoro di scrittura di Scoppola Iacopini e all’ampia sezione fotografica, di assoluto rilievo è la parte documentaria che fa da linea guida all’evoluzione del Sant’Alessio, dal primo testo del 14 febbraio 1868 – “Benedictus Deus!”, è l’incipit – all’ultimo riportato, datato 23 marzo 1962. 

 

VEDERE OLTRE
Luigi Scoppola Iacopini
Palombi editore e Musa comunicazione
164 pp. 20 euro

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