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"Il treno del lago" di Sue Miller

Quali sono gli stati d’animo di chi l’11 settembre ha perso il padre, una figlia, il marito? Lo racconta Sue Miller nel suo ultimo libro

11 Settembre 2018 alle 12:21

Quali sono gli stati d’animo di chi l’11 settembre ha perso il padre, una figlia, il marito? A dieci anni dall’attentato al World Trade Center, gli scrittori americani non rinunciano a porsi domande sui sentimenti e sulle reazioni di chi si è dovuto confrontare con un lutto traumatizzante. Ma forse nessuno, come Sue Miller, ha avuto il coraggio di affrontare con tanta onestà la complessità dei sentimenti di chi ha vissuto questa perdita. “Il treno del lago” è costruito a più voci: l’autrice cambia a ogni capitolo la prospettiva e racconta lo svolgersi della vicenda dal punto di vista di ogni protagonista. 

  

Sono Leslie, Billy, Rafe e Sam a raccontare la loro struggente verità, fatta di sensi di colpa, rimpianti, desideri di una vita diversa. Leslie è devastata dal dolore per la perdita del fratello minore, prigioniero dell’aereo che si è schiantato sulle Torri Gemelle. Da allora sono passati sei anni e l’unico legame che la tiene unita al fratello, rimane Billy, la compagna di Gus, l’unica, secondo Leslie, a condividere l’intensità del suo dolore. E Billy, un’inquieta drammaturga poco incline ai legami sentimentali, non vuole distruggere questa sua certezza, anche se in realtà non ha mai veramente creduto nel suo legame con Gus. Rafe è un attore che la sera, dopo aver calcato le scene, torna a casa ad assistere la moglie malata. Mentre Sam, nonostante due matrimoni finiti e un difficile rapporto con i figli, è l’unico a credere nel futuro.

  

I sentimenti dei protagonisti deflagrano la sera in cui si incontrano per l’anteprima della commedia scritta da Billy: “Il treno del lago”. La pièce ha troppi punti di contatto con la morte di Gus, perché si possa pensare a una coincidenza. Racconta di Gabriel, interpretato da Rafe, che veste i panni di un intellettuale con un matrimonio deteriorato. Il giorno in cui Gabriel ha deciso di lasciare la moglie, viene a sapere che il treno su cui lei viaggiava è stato vittima di un attentato. L’impossibilità di sapere se sia morta, scatena in lui una serie di sentimenti contraddittori, in cui il sollievo convive con il rimpianto. Per ognuno dei personaggi, la pièce ha un significato diverso ma per tutti sembra rimuovere un velo che li opprimeva da troppo tempo. “Il treno del lago” è un libro complesso che si presta a letture diverse. Pagina dopo pagina, l’autrice scandaglia nel mistero dell’ispirazione, nel legame che si crea tra un autore e l’attore che interpreta la parte scritta per lui, nel rapporto tra l’autore e l’opera in cui mette la parte più intima di se stesso. E in cui anche il dolore più estremo può diventare una fonte privilegiata per nutrire il proprio genio creativo.

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