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Il grande lucernario

Maria Giovanna Luini, Mondadori, 227 pp., 20 euro

14 Marzo 2018 alle 08:42

Il grande lucernario

Sono nata con la voglia di curare con le mani, con l’amore e con le parole”. Prendersi cura degli altri “è un bisogno vero e proprio di essere medico” che comprende il corpo fisico, le emozioni, le idee, l’energia delle persone, il loro vissuto e il loro benessere. “L’amore è necessario”, scambiarlo con i pazienti e i loro familiari, con i colleghi e con l’idea della cura lo è ancora di più. Giovanna Maria Gatti, senologa libero professionista – Maria Giovanna Luini quando scrive – ha deciso di mettersi a nudo, di raccontarsi e di raccontare, di farsi del male e del bene insieme che sono un po’ la stessa cosa, tanto la base energetica è la stessa. Lo fa in questo libro necessario che non è un manuale con terapie, soluzioni o suggerimenti per la salute da seguire, ma solo e soltanto il racconto di esperienze di vita e di riflessioni personali. Per sedici anni è stata assistente medico di Umberto Veronesi, “il Grande Lucernario” del titolo, come lo chiamò una signora in un ristorante, divertendolo a tal punto da preferire quell’appellativo al meritato ma più scontato “luminare”. Prima di incontrarlo, c’era già stato suo padre Abele – medico anche lui, un uomo dai lunghi capelli spettinati e sempre con una sola cravatta nell’armadio – a trasmetterle la passione per quella professione. Visitava ogni singola persona, ricercava le cause del male, voleva un’alleanza terapeutica per ripristinare lo stato di salute. Grazie a lui capì che il medico “è un medium della medicina che capta molto al di là dei normali sensi umani e che ha a cuore il benessere”, senza mai fermarsi al concetto fisico della cosiddetta salute. Stando poi a contatto con Veronesi, “uno di noi” che mangiava poco perché riteneva che la mente dovesse avere la supremazia sul corpo e controllare gli istinti, la Luini medico si è arricchita di uno sguardo olistico, perché la sfida “è tenere insieme gli inviolabili poteri della scienza e la nostra parte misteriosa”. Si può essere medici ampliando la visione, senza abbandonare la medicina e vedendo le persone per quello che sono realmente con il loro corpo fisico, le energie, le storie, l’ascolto e le aspettative. Lavorare con lui ha insegnato a tanti la chirurgia senologica di eccellenza, ma non è quella l’eredità principale che lei porta con sé. La sua non si chiama solo chirurgia, perché ciò che impariamo da un maestro è dire fare e pensare quello che siamo per sentirci davvero vicino al nostro cuore di verità, dentro la scoperta continua e irripetibile del mistero di esseri umani, ricorda l’autrice, ex insegnante di schettinaggio.
Siamo unici e speciali, l’amore per se stessi e gli altri è fondamentale così come l’igiene e il cibo. Per farci aiutare in caso di malattia è bene consultare un medico, un compagno di viaggio che non chiude mai la mente, ma la spalanca, che può riaccendere la fiammella in chi l’ha perduta, ma la guarigione è un lavoro che spetta al paziente.

 

IL GRANDE LUCERNARIO
Maria Giovanna Luini
Mondadori, 227 pp., 20 euro

Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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