Dieci graphic novel (con guest star) da regalare a Natale

Consigli fumettistici per gli acquisti, fra grandi classici, autori già famosi e novità

11 Dicembre 2017 alle 19:35

Dieci graphic novel (con guest star) da regalare a Natale

Balloon Day Parade per la festa del fumetto , Bruxelles (foto LaPresse)

“Lei scrive graphic novel, non fumetti”. Neil Gaiman racconta di essere stato corretto in questo modo quando si era presentato a uno sconosciuto come “scrittore di fumetti”. In realtà, una graphic novel non è altro che un libro a fumetti, a volte esce direttamente in volume, oppure è la raccolta di una saga pubblicata a puntate su rivista o su albi a fumetti. Ecco una serie di graphic novel da regalare a Natale: ci sono grandi classici – per mostrare le potenzialità del medium a chi non ne è consapevole – autori piuttosto famosi e volumi interessanti appena usciti. In fondo abbiamo una guest star, non un vero “libro a fumetti”. 

     

Solo graphic novel “non mainstream”

Sono volutamente esclusi i (pur apprezzati) libri della Bonelli (Dylan Dog, Tex), di supereroi o dei personaggi Disney.

     
I libri di Zerocalcare. ‘nuff said, come dicono gli americani (abbiamo detto abbastanza). Il fumettista di Rebibbia è così noto, i suoi libri sono il Tex delle graphic novel, tanto hanno successo (le sue presentazioni durano fino a notte fonda, visto che vuole fare un disegno a tutti i fan), che lo cito solo di passaggio. L’ultimo libro, pubblicato da Bao, è “Macerie prime”. Qui Zerocalcare si confronta con il tempo che passa, gli amici che si sposano, riflette su come è cambiata la sua vita e quella dei personaggi dei suoi fumetti. È un opera in due parti: il secondo albo uscirà fra sei mesi. Quelli che passeranno anche nella storia fra il primo e il secondo atto.   

     
I libri di Jeff Lemire. Il canadese Lemire spazia con nonchalance dal fumetto mainstream (per la Marvel ha scritto storie di supereroi come Wolverine, Moon Knight e gli X-Men) a quello più “autoriale” delle graphic novel. Il suo tratto all’apparenza “brutto” in realtà è perfetto per raccontare le sue storie più sofferte, in genere con protagonisti quarantenni falliti, o comunque a una svolta della loro esistenza, e in cerca di riscatto. Come “Royal City” (Bao) dove, dopo che il padre ha avuto un infarto, si riunisce una famiglia (la moglie, che lo tradisce, e i tre figli, quarantenni con problemi diversi), e, forse per la prima volta, tutti loro faranno i conti con la morte del più piccolo della famiglia, Tommy, scomparso quattordicenne nel 1993. Invece in “A.D. After Death” (Bao), dove viene affiancato ai testi da Scott Snyder, il disegnatore racconta di Jonah, diventato immortale all’età di circa quarant’anni. Una storia che flirta con temi fantascientifici e spazia fra presente e futuro. Cosa accadrebbe se una ristretta comunità di esseri umani, confinata in una città laboratorio sulle Ande, ottenesse l’immortalità mentre nel resto del mondo la civiltà è probabilmente finita? E quanto può ricordare un uomo immortale?

     
I libri di Manuele Fior. Quando si pensa a un autore italiano di graphic novel, dopo Zerocalcare c’è lui. Racconta storie intimiste, del passato, del futuro, adatta romanzi ottocenteschi. Forse la sua più famosa graphic novel è “Cinquemila chilometri al secondo” (Coconino) con la quale ha vinto il premio per il miglior album al festival internazionale di Angoulême nel 2011: ritratto di personaggi suppergiù coetanei dell’autore (classe 1975), sospesi fra viaggio e desiderio di stabilità. L’ultimo suo libro, “L’ora dei miraggi” (Oblomov – La nave di Teseo) non è a fumetti, si tratta di una raccolta di illustrazioni di varia provenienza (libri per bambini, copertina per “Linus” dopo gli attentati di Parigi, le immagini per “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov) delle quali racconta la genesi. Non un fumetto, è vero, ma lo si può a buon diritto considerare un “un romanzo grafico”.

     
Kraken. Ci sono anche graphic novel avventurose. O almeno di avventura postmoderna, come questa di Emiliano Pagani (testi) e Bruno Cannucciari (disegni) edita da Tunuè. Dougarry, presentatore di un programma televisivo sui misteri alla “Voyager” caduto in disgrazia, va in un paesino di pescatori della Francia del nord, spinto da un ragazzino, Damien, il quale dice che un mostro marino, il Kraken, ha fatto affondare la barca con il fratello. Ma esiste davvero il Kraken? E chi è realmente Damien?

     
A casa prima del buio. Al Torino film festival, vedendo “The Disaster Artist” – il film di James Franco su Tommy Wiseau e il suo film “The Room” del 2003 che ha spodestato “Plan Nine From Outer Space” di Ed Wood come peggior film nella storia del cinema – era impossibile non pensare che si trattasse di un mockumentary, cioè di un documentario spacciato per realistico ma in realtà di finzione. Invece era tutto vero: Wiseau è davvero un personaggio sopra le righe (e il suo film è un capolavoro per quanto è mal scritto, mal girato e mal recitato). L’opposto si può dire di questa graphic novel di Francesco Moriconi (testi) ed Emiliano Albano (disegni), prima di una trilogia, pubblicata dall’Editoriale Aurea: Kristof Von Hofmann, celebre direttore d’orchestra tedesco caduto in disgrazia dopo la seconda guerra mondiale per non essersi opposto al nazismo, non è mai esistito. E' forse il primo esempio di mockumentary a fumetti, ma sembra un personaggio reale. Dallo scrupolo nella ricostruzione storica, alla presentazione del critico fumettistico Giuseppe Pollicelli, all’intervista a uno storico tedesco autore di un libro su Von Hofmann, tutto ci indurrebbe a credere che il direttore d’orchestra sia reale. Peccato esista Internet.

     
Coney Island Baby. Questa graphic novel di Nine Antico (001 Edizioni) racconta le storie parallele della modella Bettie Page (1923-2008), la pin-up girl per eccellenza, e Linda Lovelace (1949-2002), forse la prima vera pornostar grazie al suo classico “Gola profonda” del 1972, nel suo genere un film porno innovativo e molto ironico, popolare anche fra i non appassionati. Due donne molto diverse, diventate famose in epoche differenti: la prima, colta e brillante (è andata al college e avrebbe voluto diventare insegnante), la seconda un classico spirito libero della “love generation” messasi in luce per l’abilità nel sesso orale. Uscita in Francia nel 2010, arriva in Italia, per curiosa coincidenza, dopo la recente pioggia di accuse di molestie a produttori e attori, hollywoodiani e non. Ma in “Coney Island Baby” non c’è traccia del moralismo che abbiamo visto fa i commentatori anti molestie: le due donne sapevano bene quello a cui andavano incontro. Non a caso nel libro le loro vite sono raccontate da Hugh Hefner di “Playboy” a due aspiranti conigliette, per metterle in guardia dal mondo dello show business (senza successo, le due sono disposte a tutto).

       
I grandi classici

Sono i libri a fumetti da regalare a chi non legge fumetti o disprezza il medium. O, magari, a chi pensa che “fumetto” siano solo le serie Bonelli.

     
Contratto con Dio (Rizzoli Lizard). Quest’anno Will Eisner (1917-2015), uno dei più grandi fumettisti della storia avrebbe compiuto cento anni. “Contratto con Dio” del 1978 è la sua prima graphic novel, dopo decenni passati a fare fumetti seriali, in primis Spirit, personaggio noir da lui creato nel 1940. Tecnicamente, è una raccolta di storie brevi: la rende una graphic novel il fatto che esca direttamente come libro e che racconti vicende di persone comuni, non supereroi. Nella storia che dà il titolo alla raccolta, Eisner parla di Frimm Hersch, ebreo russo immigrato nel Bronx, la cui figlia Rachele muore in giovane età: Dio gliela strappa, violando il contratto che Frimm aveva stipulato con lui. Il riferimento è alla figlia di Eisner, Alice, stroncata dalla leucemia a sedici anni.

   
Maus (Einaudi) Il più grande libro sulla Shoah non è un romanzo, né un saggio. È un fumetto, una “graphic novel” realizzata negli anni Ottanta dal cartoonist Art Spiegelman. L’autore, nato nel 1948 a Stoccolma ma cresciuto a New York, in“Maus” ha raccontato le vicende dei genitori Vladek e Anja, ebrei polacchi, durante la seconda guerra mondiale e poi ad Auschwitz. Spiegelman raffigura gli ebrei come topi, i nazisti come gatti e i polacchi come maiali, realizzando una storia commovente e umanissima.

    
Sandman. Neil Gaiman Collection. Lo avevamo citato all’inizio: il Sandman di Neil Gaiman, come Maus e le graphic novel di Eisner, è adattissimo per “convertire” nuovi lettori al fumetto. Sandman, un essere eterno, è il Signore dei Sogni e di conseguenza delle storie: l’intera serie può essere vista come un racconto sulla natura della narrazione. Questo volume, edito da Lion, raccoglie alcune delle storie più famose della serie leggibili anche da un neofita, come quella di Shakespeare e del suo “Sogno di una notte di mezza estate” disegnata da Charles Vess e vincitrice, prima e unica volta per un fumetto, del prestigioso World Fantasy Award.

      

L’intruso (o presunto tale): Jacovitti. Il teatrino perpetuo

     

Chiudiamo non con una graphic novel, anche se pubblicata da un editore di fumetti come Coconino Press, ma con una raccolta di saggi su Benito Jacovitti, il grandissimo fumettista del quale avevamo parlato qui. Il creatore di Cocco Bill è raccontato da alcuni dei più importanti critici (come Gianni Brunoro e Luca Raffaelli) e fumettisti (Paolo Bacilieri, Francesca Ghermandi) italiani. Giulio Cesare Cuccolini, decano dei critici fumettisti italiani ci diceva alla scorsa Lucca Comics che la battaglia per la rispettabilità del fumetto come medium è ancora lontana dalla vittoria: i critici fumettistici sono sempre visti come dilettanti, mentre si può tranquillamente vivere facendo i critici cinematografici. I lettori stanno comprando sempre più libri a fumetti, speriamo inizino a comprare anche saggi sui fumetti.

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