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I love dick

Chris Kraus
Neri Pozza, 300 pp., 17 euro

6 Settembre 2017 alle 12:18

La persona che ami di più è quella che ha il maggior potere di ferirti”. Chris ha 39 anni, è una regista di film sperimentali di nessun successo e ha un debole per l’arte di cattiva qualità e per la disperazione. Fino a pochi anni prima era stata una ragazza strana e solitaria, adesso non è nient’altro che la moglie di suo marito. Sylvère è un professore universitario esperto di Proust, di minuzie d’amore e altre sciocchezze. Una sera, i due cenano insieme a Dick, un affascinante collega di Sylvère, e a causa di un imprevisto, sono costretti a passare la notte nella sua casa in mezzo al deserto. Chris è convinta che Dick voglia flirtare con lei, e questo la fa sentire potente, per la prima volta dopo molti fallimenti. La mattina dopo, però, Dick non si fa trovare in casa lasciando marito e moglie nello sconforto. Comincia così I love Dick, il romanzo di Chris Kraus, pubblicato per la prima volta nel 1997 e considerato dal Guardian “il più importante libro sugli uomini e sulle donne che l’ultimo secolo ci ha lasciato”. Dopo quella sera, Sylvère e sua moglie tornano nella loro casa in California, ma continuano a pensare a Dick; Chris è sicura di essere innamorata, suo marito pensa che si tratti soltanto di un perverso desiderio di essere rifiutata, ma, vedendola felice, decide di assecondare il suo desiderio per un altro uomo. Marito e moglie, mai così intimi da tempo, si ritrovano a trascorrere le ore a girare per casa parlando di un uomo che conoscono a malapena. Trovano il coraggio di scrivergli una lettera, poi un’altra e un’altra ancora: il risultato sono ottanta pagine di illeggibile corrispondenza. Dick, senza esserne minimamente al corrente, diventa un’ossessione. “Caro Dick, ho bisogno di parlarti”. E poi: “Caro Dick, perché ci hai fatto questo? Non puoi lasciarci in pace?”. “Caro Dick, è ora di mettere fine a questa follia. Non puoi incasinare in questo modo la vita della gente”. Queste lettere non verranno mai spedite, eppure l’uomo e la donna si sentono vivi, estatici. “Chris si era augurata tante di quelle volte di riuscire a penetrare fin dentro la testa o il cuore di Sylvère ed esorcizzare la sua infelicità. Sabato, 10 dicembre, riposavano, beati ed esausti, finalmente insieme nel medesimo spazio nello stesso momento”. Ogni lettera è una lettera d’amore e l’amore può stravolgere il mondo. Un giorno, all’improvviso, Chris lascia suo marito e comincia un lungo viaggio in macchina. Continua a pensare a Dick, e questa volta decide di spedirgli le lettere. In ciò che la donna scrive all’uomo ci sono i segni di tutti i libri letti, Emma Bovary, Flaubert, Viaggio al termine della notte di Céline. Chris è una donna a pezzi, odia il novanta per cento di tutto quello che ha intorno, ma tutto il resto lo ama davvero forse anche troppo. Attraverso il sentimento che prova per Dick, la donna riesce ad ammettere il fallimento del suo film, del matrimonio, il fallimento di tutte le sue ambizioni. Un giorno, finalmente, dopo più di un anno e milioni e milioni di parole, lei e Dick si incontrano di nuovo nella casa in mezzo al deserto: “Che cosa vuoi?”. Le chiede l’uomo. “Voglio passare la notte con te”, risponde lei, ossessionata da un amore privo di fondamento, dalla vita che a volte vivono le donne. I love Dick è la storia vera di Chris Kraus e della sua ossessione per il sociologo britannico Dick Hebdige, che quando il romanzo uscì sostenne di avere subìto una violazione della privacy. Dal libro, nel 2016, è stata tratta una serie televisiva distribuita da Amazon che ha come protagonisti Kathryn Hahn e Kevin Bacon. “Caro Dick, nessuna donna è un’isola. Ci innamoriamo nella speranza di ancorarci a qualcun altro, di non cadere”.

 

I LOVE DICK
Chris Kraus
Neri Pozza, 300 pp., 17 euro

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    10 Settembre 2017 - 12:12

    Per chiudere, il suo scritto è invitante e, in relazione al mio commento, tomorrow i'll buy "I love Dick": come vede il nome è scritto con maiuscolo. Take care

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    10 Settembre 2017 - 12:12

    Ho letto solo stamane, qui piove, e il mare grigio lo vedo col binocolo.Mrs. Giorgia, per il tempo passato nei singles bar di Chicago e non su una "isola"ri chiamata da John Donne prima e"Per chi suona la campana"poi"dick"sounds pene in slang.Probabilmente Dick nome proprio del titolo ma proiettato anche sul "appeal" del doppio significato.Dick, quindi, può anche essere interpretato come una fuga verso qualche cosa che si avvicina al sesso e questo si"avvera"nel fantomatico DIck e, infatti "vorrei passare una notte con te" l'astrazione diventa desiderio possibile. In brevissimo le narro un episodio che mi è capitato una settimana fa in spiaggia:un incontro di sguardi con una signora e il suo indugia un attimo in più del necessario ( io ho creduto "un invito").Parliamo intensamente per tre giorni(2 ore ogni mattina)e lei con uno sguardo ai tre figli che fanno il bagno,è manager in proprio,47 anni:non altro e non chiedo; ancora"parliamo"via e-mail...fino a oggi e-astrazioni e nulla più.

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