Cosa far leggere a un avversario politico. I consigli di Luigi Brugnaro

Cosa far leggere a un avversario politico. I consigli di Luigi Brugnaro

Luigi Brugnaro (foto LaPresse)

Il Foglio ha condotto un piccolo esperimento: provare a conoscere meglio alcuni protagonisti della vita politica italiana chiedendo loro di consigliare a un avversario tre libri da leggere durante l’estate. In alcuni casi, l’avversario è stato esplicitato. In altri casi, l’avversario è solo figurato. Lo abbiamo chiesto a esponenti di tutti i partiti. Dal Pd a Forza Italia passando per la Lega, Mdp e il Movimento 5 stelle e in molti ci hanno risposto e hanno accettato di stare al gioco. Ecco cosa ci ha risposto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

 

Il primo cittadino espressione di Forza Italia, simpatie renziane, sostenitore del referendum costituzionale, in questi giorni alle prese con la gestione dei turisti a Venezia, ai suoi, dice lui, “nemici immaginari» della sinistra ci sono tre libri che vorrebbe regalare. Il primo libro: “Perché siamo antipatici. La sinistra e il complesso dei migliori prima e dopo le elezioni del 2008” di Luca Ricolfi. Motivo: “Perché, come riporta il libro, non si sono ancora resi conto che continuano a vivere in ostaggio di quattro malattie croniche: il linguaggio codificato (io sì che la so lunga), il politicamente corretto (tu non devi parlare come vuoi), gli schemi secondari (tu non puoi capire) e la supponenza morale (noi parliamo alla parte migliore del Paese). Con questa sinistra del “sempre e solo NO” non si può costruire alcun percorso politico che punti a un serio sviluppo economico, culturale e imprenditoriale dell’Italia. Solo con l’unione di tutti i moderati, siano questi di destra, centro o sinistra, l’Italia potrà veramente cambiare rotta e non subire più le posizioni estremiste di chi incarna pensieri sovranisti, populisti o peggio ancora ideologici.

 

L’Europa è una sfida da vincere, non una matrigna dalla quale fuggire”. Secondo libro, lo stesso autore consigliato da Chiara Appendino, e chissà da quanti altri sindaci di Italia, Adriano Olivetti, ma in questo caso un volume diverso: “A chi mi accusa di non rispettare chi lavora per la Pubblica Amministrazione farei avere il libro di Adriano Olivetti ‘Ai lavoratori’. Una raccolta dei discorsi agli operai di un uomo, figlio del fondatore della Olivetti, che non vuol sembrare un imprenditore amico che parla agli amici operai dando a intendere che lui e loro sono nella stessa barca. Parla come un dirigente cosciente delle proprie responsabilità e determinato a farvi fronte. Non era un padrone retorico, ma un catalizzatore di energie. I lavoratori traggono vantaggio dall’impresa che dà loro i mezzi di produzione, pensava Olivetti, l’impresa ha un debito con i lavoratori per la loro fatica, per lo sfruttamento delle capacità professionali che mettono l’impresa nelle condizioni di produrre e di guadagnare. Imprenditori e lavoratori guardano tutti dalla stessa parte, seppure con orizzonti diversi. L’impresa non è un bene da demonizzare, ma una risorsa anche in chiave sociale”.

 

Ultimo consiglio: “Infine a quanti vorrebbero che tutti i lavoratori fossero uguali azzerando così impegno e merito regalerei ‘Meritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto’, di Roger Abravanel. Chi vuole cancellare il merito vuole creare una società al ribasso. Non è più tempo di elargire premialità a pioggia uguale per tutti, questo sistema ha portato alla formazione di una classe dirigente del nostro Paese inadeguata a gestire le sfide del nostro tempo. Molti giovani oggi hanno diritto di vedersi riconosciuto l’impegno per il lavoro svolto e noi dobbiamo incentivare questo percorso lasciando la libertà a chi non ha voglia di impegnarsi di farlo senza però permettere che questo atteggiamento venga premiato. Licenziare i ‘fannulloni’ nel settore pubblico? Nulla di tutto ciò. La domanda più corretta è: cosa fare dei milioni che non sono fannulloni e che bisogna valorizzare? La vera competizione è a livello globale, la sfida da vincere è con i giovani degli altri Paesi. Dobbiamo riuscire a trattenere i giovani talenti, non a farli fuggire per sempre all’estero”.

 

Per i lettori che volessero invece consigliare un libro a un politico da oggi e per qualche giorno si può scrivere qui: libroalpolitico@ilfoglio.it. I migliori consigli saranno pubblicati nei prossimi giorni sul Foglio. Buona lettura.

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