Insospettabili

Riccardo Perissich
Longanesi, 304 pp., 18,60 euro

12 Ottobre 2016 alle 09:13

Insospettabili

Buoni e cattivi, vittime e carnefici vivono fianco a fianco nella vicenda cruenta del terrorismo mediorientale, dove il confine tra l’alleato e il nemico  è meno netto di quanto appare e le trame degli avvenimenti sono oscure e mutevoli. Le potenze della regione, si sa, giocano su più tavoli ma anche gli europei e gli americani seguono a volte la regola del doppio standard. In questo mondo indecifrabile, dove l’ambiguità regna sovrana, i servizi segreti, dal Mossad alla Cia, sono padroni. E’ la politica internazionale nel Terzo millennio bellezza, direbbe qualcuno. Con il suo ultimo romanzo, Riccardo Perissich consegna al lettore una storia che contiene alcuni messaggi e parecchi interrogativi politici in veste letteraria.
Perissich, alla sua terza prova come romanziere, è un autore eclettico. E’ stato giornalista, dirigente della Commissione europea a Bruxelles, manager di imprese multinazionali. Oggi è vicepresidente del Consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti. Scrive di un mondo, quello dei rapporti internazionali, che conosce bene e nel quale ha vissuto da protagonista. I suoi libri sono asciutti nello stile, fatto di dialoghi serrati, quasi fossero delle sceneggiature cinematografiche, globali nei contenuti, noir nella trama. Perissich confessa che quando scrive parte dai personaggi e attorno a essi costruisce una storia, piuttosto che fare il percorso inverso. Anche in “Insospettabili” sembra avere seguito questo schema. Gli uomini e le donne (molte e accattivanti) dominano fin dall’inizio la scena del romanzo.
Sullo sfondo incrociano spie, diplomatici annoiati, terroristi mediorientali, giornalisti appassionati e sciupafemmine, faccendieri e donne fatali sullo sfondo di un edio oriente e di un’Europa che ha molti punti di contatto con la cronaca di questi anni. Giulio Valente, un ex agente dei servizi segreti italiani, discendente di una nobile famiglia romana (Valente è un nome di copertura), parte per il medio oriente in fiamme alla ricerca dell’amico giornalista Dario Ottolenghi, scomparso in Iraq nel bel mezzo di una inchiesta sui cristiani nestoriani durante la quale avrebbe incontrato il terrorista Cesare Attolico, suo compagno di scuola. I governi lo danno per morto, ma Valente si convince che non è così. E come lui la pensano le donne del libro con le quali Valente ha relazioni non solo professionali: Emma Santini, che lavora ai piani alti del governo italiano, Scarlett Ward Bingham, direttrice del British Council di Istanbul e spia dei servizi britannici, Anne Dumont, ex agente dei servizi francesi e compagna di Valente. Nella ricerca dell’amico, ostacolata dalle intelligence di mezzo mondo, Valente metterà a repentaglio la vita in un attentato che, lui pensa, potrebbe essere stato commissionato dai suoi ex colleghi italiani. Ma alla fine riuscirà a fare un po’ di luce sul grande gioco attorno al terrorismo e al ruolo di quelli che sono gli insospettabili.
Gli insospettabili sono i giovani musulmani educati in Europa e addestrati dal Califfato per tornare a colpire nei paesi di origine in quello che dovrebbe essere l’assalto finale del radicalismo jihadista  al mondo occidentale cristiano. I critici si sono divertiti a cercare nei personaggi del romanzo l’identikit di uomini e donne del nostro tempo: Emma Santini come l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino, Dario Ottolenghi come il giornalista Mario Pirani di cui Perissich è stato amico fraterno, Valente come lo stesso Perissich. L’autore nega e ammette solo che Attolico è Cesare Battisti, ora latitante in Brasile dopo lunghi anni in Francia. Se gli si può credere lo giudicherà il lettore.    

 

INSOSPETTABILI
Riccardo Perissich
Longanesi, 304 pp., 18,60 euro

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