Fuoco verde

Costanza Cavalli
San Paolo, 176 pp., 12 euro
Fuoco verde

Parlare di santi romanzandone la vita per tentare di incollare il lettore fino all’ultima pagina è impresa rischiosa e tutt’altro che facile per chi tenta l’impresa. Le possibilità che il ripercorrere la biografia di “chi ha mosso ben più che montagne, donne e uomini rapiti in un amore per Dio capace di generare vita e speranza” si concretizzi in una brutta copia di qualche romanzone da relax estivo su monaci ammazzati, libri misteriosi sepolti per secoli e scandali in abbazie, sono altissime. A Costanza Cavalli, con il suo “Fuoco verde” dedicato a Ildegarda di Bingen, è andata bene. La “vita esagerata” della santa anticonformista celebre per le sue visioni mistiche proclamata dottore della chiesa da Benedetto XVI nel 2012 mescola bene e con giusta prudenza attinenza alla storia, biografia del soggetto narrato e necessario sfondo romanzesco. Nulla appesantisce il racconto, neppure i doverosi riferimenti alle Scritture e a quel che “Ilde” ha fatto per imporsi in quella società medievale contraddistinta da lotte esasperate ed esasperanti, dissidi eterni tra papato e Impero, vescovi rapiti e imprigionati. Lo scenario è da fiaba: ci sono le colline (alte), i fiumi, le foreste inaccessibili e la neve. Ildegarda è vecchia, si muove a fatica, “mangia a briciole”, maneggia il salterio d’ebano nero, parla pochissimo. C’è un mistero da risolvere – un ragazzo scomunicato sepolto in terra consacrata che per ordine delle alte gerarchie ecclesiastiche deve essere esumato, ma la magistra si oppone con tutte le sue forze, quasi avesse a che fare con il Barbarossa – e tutti cercano di carpire con rispetto sincero e timore reverenziale dalla “santa” perché si sia data tanto da fare per proteggere quello sconosciuto di cui neppure si sa il nome. Ha ragione il curatore della collana, Davide Rondoni, quando osserva che quest’opera “unisce la forza della ricostruzione di figure e ambienti con la finezza dell’indagine psicologica”. E’ un lento incedere quasi freudiano nella mente di colei che già era ritenuta una “profetessa” in vita che finisce per rendere palese tutto lo spessore di colei che quattro anni fa sarebbe stata canonizzata sul sagrato della basilica di San Pietro. Madre e maestra, compositrice, musicista, scrittrice, fu moderna anche nel richiamare il clero al rispetto della propria vocazione. E’ un tuffo indietro di quasi mille anni, in un’epoca estinta ma che in qualche frangente sembra ricordare le convulsioni dell’Europa odierna, senza più certezze e sempre sull’orlo del disfacimento.     

 

FUOCO VERDE
Costanza Cavalli
San Paolo, 176 pp., 12 euro

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