Amiamo chi non è amato

Madre Teresa di Calcutta
Emi, 96 pp., 9,50 euro
Amiamo chi non è amato

Non tutto, di Madre Teresa (al secolo Gonxha Agnes Bojaxhiu, 1910-1997), che il Papa canonizzerà domenica prossima sul sagrato della basilica vaticana di San Pietro, ci è noto. Non almeno i suoi discorsi, spesso ridotti a completamento non essenziale della sua grande opera missionaria, accanto agli ultimi. Ma leggere il pensiero di questa religiosa “albanese di sangue, indiana di cittadinanza”, ma appartenente “al mondo”, aiuta a comprendere le ragioni della sua opera e, ancora di più, la radice della sua vocazione. Il volume è agile, sono due testi inediti, discorsi da lei pronunciati a Milano, nel 1973. Discorsi diversi, il primo ai giovani nella sede del Centro missionario Pime, il secondo alle religiose. Al termine dell’allocuzione, madre Teresa rispose anche a una serie di domande. Risposte disarmanti nella loro semplicità ma dal significato assai profondo e chiarificatore. Come quella domanda postale sul senso ultimo dell’obbedienza nella vita religiosa. Madre Teresa rispose che “l’obbedienza non è altro che obbedienza fino alla morte. Noi apparteniamo a Gesù e Lui ha completa autorità sopra di noi, ha il diritto di fare con noi ciò che vuole”. C’è poi un elemento che la missionaria proponeva agli interlocutori, che aiuta i dubbiosi a rasserenarsi e che riconduce tutto, sempre, alla fonte originaria: “Dio non ci parla direttamente, ma sempre attraverso i nostri superiori” ed è per questo che “l’obbedienza dovrebbe essere la nostra vera vita”. Troppo semplice? No, se si considera che anche “Dio mai parlò alla Madonna direttamente. Lo fece sempre attraverso qualcuno, un angelo, san Giuseppe o altre persone, ma mai direttamente”. I testi sono così, niente di complesso o inaccessibile, ma semplice espressione di fede profonda e sincera. Nella prefazione, Papa Francesco scrive che “c’è un’espressione di Madre Teresa che vorrei facesse da sfondo alla mia riflessione: ‘Noi non siamo una ong. Le ong lavorano per un progetto; noi lavoriamo per Qualcuno’. Perciò – prosegue Bergoglio – anch’io ripeto spesso che la chiesa non è una ong, perché lavora per Cristo e per i poveri nei quali vive Cristo, ci tende la mano, invoca aiuto, chiede il nostro sguardo misericordioso, la nostra tenerezza”. Madre Teresa si concede solo un momento d’orgoglio, quando ricorda l’evoluzione della congregazione da lei fondata: “Nel 1950, il 7 di ottobre, il Santo Padre Pio XII elevò il primo gruppo (eravamo in 12) a congregazione, una congregazione diocesana. Nel 1965 divenne di diritto pontificio. E ora siamo 870 sorelle”.  

 

AMIAMO CHI NON E’ AMATO
Madre Teresa di Calcutta
Emi, 96 pp., 9,50 euro

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