Civismo politico

Stefano Rolando
Rubbettino, 213 pp., 16 euro

12 Febbraio 2016 alle 06:11

Civismo politico

Docente universitario di Comunicazione pubblica e politica, Stefano Rolando è stato tra i primi sperimentatori e promotori della comunicazione pubblica in Italia, lavorando per una quantità di soggetti che va dalla regione Lombardia alla presidenza del Consiglio, passando per Rai, Iri, Fiat, Commissione europea, Siae, Olivetti, Banca Intesa e ministeri vari. Negli ultimi anni si è impegnato in particolare a indagare l’ampio (e variegato) mondo del civismo politico e del volontariato, soprattutto in relazione alla crisi di una Seconda Repubblica che dopo la fine delle tradizioni politiche della Prima si era strutturata attraverso i nuovi fenomeni del berlusconismo, del leghismo e del grillismo, cui è seguito il renzismo, “che ha infatti un carattere reattivo rispetto a tutti e tre questi fenomeni e svolge una proposta ‘salvagente’ di sistema, in realtà a ponte tra gli schieramenti”. Il renzismo, osserva Rolando, “è leaderistico come tutti e tre i fenomeni avversari; è nazionale, ma con un connotato localistico pre-risorgimentale che non a caso il nuovo leader della Lega Salvini cerca di contenere girando l’Italia cambiando una casacca locale al giorno; sfida il grillismo sul carattere rottamatore; sfida il berlusconismo sul fiuto dell’opinione pubblica (marketing) e sul funambolismo comunicativo. Dopo di che mutua dai socialisti craxiani il principio della velocità, dai democristiani il principio dell’ubiquità, dai comunisti non mutua quasi nulla ma sfila loro ‘la ditta’ cioè il partito stesso così abilmente portato al trasformismo per venticinque anni dalla deriva internazionale del comunismo a oggi”. L’offerta politica nazionale alternativa a Renzi è “un deserto”, ma proprio per questo diventa sempre più importante un quadro territoriale in cui le liste civiche possono avere invece un ruolo decisivo. Proprio per spiegare questo fenomeno, Rolando affianca all’analisi teorica il racconto di un’esperienza personale che lo ha riportato in politica – da capolista indipendente per i Radicali alle elezioni regionali lombarde del 2010 – dopo una trentina di anni di assenza, seguiti a una “breve ma formativa” militanza giovanile repubblicana e a una partecipazione attiva, tra il 1976 e il 1985, al Psi di Craxi.  Nel 2011 come coordinatore del “Gruppo dei 51”, a sostegno della campagna elettorale di Giuliano Pisapia a Milano. Tra novembre 2012 e febbraio 2013, infine, come coordinatore dell’iniziativa politico-elettorale di Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza della Lombardia.    

 

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Rubbettino, 213 pp., 16 euro

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