Natale sul mare

Joseph Conrad
Elliot, 70 pp., 9,50 euro

30 Dicembre 2015 alle 06:43

Natale sul mare

Esistono differenti generi di Natale in mare, da quelli belli a quelli mediocri, per arrivare fino a quelli assolutamente atroci”. E’ drastico, come suo solito, Joseph Conrad, nel raccontare il Natale del 1879 trascorso a bordo d’una nave partita diciotto giorni prima da Sydney. Un’alba come tante, con il saluto al comandante e la solita routine. Forse, solo un po’ più di affabilità, ma niente che potesse far pensare a un clima da pranzo in famiglia. Niente di più che la cortesia, insomma, a parte “il dolce di qualche genere” che l’equipaggio riceve per santificare il dì di festa. Conrad spiega, da lupo di mare qual è stato, cosa significhi passare quella giornata, “la più grande occasione di felicità concessa all’umanità peccatrice”, stando lontani da tutto, in mondo a se stante. “La mente umana si rifiuta di contemplarlo durevolmente, forse a causa della propria piccolezza, cosa per cui certo non può essere biasimata”, scrive. Si pensa troppo ai regali, ai festeggiamenti, “a mangiare i dolci tipici del periodo”. In mare tutto è diverso, fortunatamente – sembra aggiungere tra le righe. In questo breve racconto si coglie tutta la disillusione e il pessimismo che avrebbe segnato Conrad negli ultimi anni della sua vita, quando guardava il mondo cambiare e non lo capiva. L’autore pare prendersela addirittura con le eliche delle navi, che hanno mandato in pensione le vele: “Le masse di viaggiatori vengono trasportate a destinazione per l’invariabile resistenza dell’acqua al movimento a vite delle eliche (…). Tutta la faccenda della navigazione si è fatta molto più complessa e molto più precisa dal punto di vista fisico. E’ diventata addirittura un prodigio. Ma – nota – un traguardo prodigioso non è per forza anche interessante”. Si è persa l’emozione del viaggio, l’affidarsi a un destino ignoto che nulla faceva sapere neppure sui giorni di navigazione richiesti per raggiungere la meta prefissata. “E’ cambiata tutta la psicologia del viaggio in mare. Prima, chi partiva per un viaggio marittimo rompeva con la vita della terraferma e sulla nave trovava un nuovo genere di casa. Ma oggi – sottolinea sconsolato – le persone portano a bordo le condizioni della vita di terra e trovano nella nave il solito tipo di albergo, con la sua pretesa di fornire illusorie comodità d’ogni genere, con tutti gli svantaggi della vita in compagnia e per di più il fastidio di non poterle sfuggire per un certo numero di giorni”. Al punto che, ormai, perfino “delle vecchie zitelle durante la traversata sviluppano una raffinata competenza in fatto di governo del timone”.

 

NATALE SUL MARE
Joseph Conrad
Elliot, 70 pp., 9,50 euro

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi