Pantani era un dio

Marco Pastonesi

66thand2nd, 2014, 245 pp. 16 euro (ebook 7,99 euro)

 

Pantani, la sua storia, le sue vittorie, le sue cadute, le sue sconfitte. Pantani era un dio, della bicicletta sicuro, perché nessuno come lui è riuscito a unire tutti, quando vinceva sia chiaro, perché dopo Madonna di Campiglio non è stato più così. Lì si sono visti i pantaniani, i tifosi, quelli che lui è la bici, il ciclismo e l’andare in salita. Erano quelli del non ci voglio credere, non ci posso credere. Gli altri erano quelli degli applausi quando tutto andava bene, del Giro-Tour 1998, del Giro 1999 dominato, vittorie su vittorie, scatti su scatti, maglia rosa. Almeno sino a Madonna di Campiglio. Il resto è una spirale di solitudine e di dolore, di autodistruzione che poi chissà se lo è stata davvero in quella notte maledetta di Rimini. Su Pantani si può essere difensori talebani, accusatori critici. Oppure Marco Pastonesi, che ne ripercorre storia, ascesa, apice e discesa facendo parlare chi Pantani lo ha visto, vissuto, amato, applaudito, sorretto. I gregari. Gli unici che forse possono spiegare perché Pantani è stato Pantani, perché quello scalatore mingherlino, con pochi capelli e la sofferenza nel volto sia riuscito a rendere tanto magico questo sport, sia riuscito per un attimo a riportare il ciclismo fuori dalla nicchia dei ciclisti, degli appassionati da divano o da bicicletta. Pantani era un dio è un racconto a episodi, un'insieme di interviste, parole, racconti, ricordi. E’ tutto, almeno per chi Pantani lo ha amato.

 

Pantani era un dio

di Marco Pastonesi

66thand2nd

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