Il primo ministro

Anthony Trollope

Sellerio 2014, 1128 pp., 25 euro (ebook 16,99 euro)

 

23 Dicembre 2015 alle 16:33

Il primo ministro
“Il primo ministro” di Anthony Trollope. Una sorpresa, benché da anni Antonio D’Orrico sia instancabile sponsor di questo romanziere vissuto a Londra tra il 1815 e il 1882, piena età vittoriana. Una sorta di Downton Abbey scritto però, a differenza di Fellowes, in contemporanea. Trollope racconta la politica scavando nei meccanismi di Westminster – si deve formare un complicato governo di coalizione tra Tory e Liberal – ma soprattutto racconta i politici e la classe dirigente, arrampicatori della City, duchesse di Carlton Terrace, salotti, club e sale da tè, ambizioni, intrighi amorosi delle figlie e contrastanti piani economici dei padri (i soldi sono l’assillo anche per quegli upper), e lo fa con leggerezza, zero moralismi e uno stile moderno dovuto anche alla traduzione di Rossella Cazzullo. E con uno humour mai ostentato che è d’obbligo definire british. Se ne ricava poi che il multiculti era questione attuale anche nell'Inghilterra vittoriana – il controverso Ferdinand Lopez è sospettato di essere “un ebreo mediterraneo”– mentre già nel 1876 a Londra funzionava bene la District Line della metro. “Il primo ministro” fa parte del ciclo “Pallisser novels”; tra le altre opere c'è “Orley Farm”; per D'Orrico: “Un legal thriller più avvincente di Grisham. Leggetelo, non è un consiglio, è un comandamento”. Trollope, che fu dirigente della Royal Mail, ideò le pillar box, le cassette rosse per le lettere arrivate fino ad oggi. In Italia magari avrebbe fondato un sindacato.

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