Gli innamoramenti molto completi di Maurizio Milani

Da qualche tempo Maurizio Milani scrive lettere d’amore a ripetizione. Le invia al Foglio, decine a settimana. Sono tutte scritte a mano, arrivano via fax o via posta, inondano le nostre scrivanie suggerendoci infinite possibilità di innamoramenti, colpi di fulmine che pensavamo perduti negli anni dell’adolescenza.

26 Novembre 2015 alle 16:18

Da qualche tempo Maurizio Milani scrive lettere d’amore a ripetizione. Le invia al Foglio, decine a settimana. Sono tutte scritte a mano, arrivano via fax o via posta, inondano le nostre scrivanie suggerendoci infinite possibilità di innamoramenti, colpi di fulmine che pensavamo perduti negli anni dell’adolescenza. In “Le passanti” Fabrizio De Andrè dedicava “questa canzone / ad ogni donna pensata come amore / in un attimo di libertà / a quella conosciuta appena / non c’era tempo e valeva la pena / di perderci un secolo in più”. Quarant’anni dopo Maurizio Milani aggiorna quell’elenco a modo suo. Le sue “passanti” sono cantanti, ministre, giornaliste, protagoniste di spot pubblicitari. Milani le vede tutte (o quasi) in televisione. Di molte poi parla al bar con gli amici, dove votano la più bella con percentuali bulgare. Per tutte ha un pensiero d’amore: “Non ho mai provato nulla di simile”, assicura a ogni donna per cui riempie pagine e pagine. Eppure siamo certi che ogni volta sia sincero: per quella frazione di vita in cui tutto il suo cuore è per la destinataria della missiva d’amore, Milani è veramente innamorato.

 

“Immagini care per qualche istante / sarete presto una folla distante / scavalcate da un ricordo più vicino”, cantava ancora De Andrè. Nel suo nuovo libro appena uscito per Aliberti, “Ti amo per motivi vari” (142 pp., 14 euro), Milani dà lezioni d’amore in 131 lettere (circa), passando con disinvoltura dall’innamoramento eterno per Laura Boldrini all’impazzimento d’amore per le gemelle Bertolli (“non so se siete veramente quattro come nella pubblicità televisiva, per me sei una sola. Comunque, sia che siete in quattro o sei solo tu, ti amo”). Arriva subito al dunque, in quasi tutte le lettere chiede alla donna amata di vedersi subito, “anche adesso”, forse perché sa che presto un’altra passante occuperà il suo cuore (“Vediamoci domani in stazione a Imperia, ore pasti, mensa dei poveri”, scrive a Britney Spears).

 

Ogni lettera d’amore di Maurizio Milani (e in questa pagina ce ne sono un po’ di inedite) è un mondo a sé, un concentrato di genio, comicità e capacità di osservare la realtà fuori dal comune. Cyrano all’incontrario, per ogni Rossana di cui si innamora Milani ha un’età diversa, quasi sempre è in sovrappeso, ha parenti da Circo Barnum e fa i lavori più incredibili. Per fare colpo e vantarsi, direbbe lui: per Cristina Chiabotto è un cantante lirico; per Katia Ricciarelli diventa l’erede di un ufficiale prussiano; a Fanny Cadeo dice di essere un uomo-rana che lavora per la provincia di Milano; a Kate Winslet giura di essere il nipote del primo fotomodello italiano e di lavorare come “Uomo con la Testa di Sardina” per un circo; per Martina Colombari si trasforma in magistrato laziale cinquantenne; poi scrive a Gwen Stefani per avvertirla “che ho cambiato lavoro: disegno le pulegge che poi vanno montate su delle macchine agricole per la raccolta delle barbabietole”.

 

Il mondo di Maurizio Milani è il nostro, ma di più. E’ la realtà di tutti i giorni che, osservata attraverso il suo sguardo, smette di essere banale: la vita dell’innamorato è entusiasmante, tragica, comica, surreale e bellissima. Chi di noi non si è mai vantato per fare colpo su una donna? Milani lo fa come forse nessuno ha mai fatto, e dando voce all’agricoltore di Verona che ha “giù tutte piante di kiwi”, al grande obeso che lavorava al circo con i suoi fratelli (grandi obesi anche loro), al disoccupato, all’escavatorista che ha appena comprato il computer e allora sta in casa tutto il giorno, al disc jockey di 59 anni che non è “mai diventato famoso”. Ogni lettera d’amore di Milani è un improbabile manifesto di rivincita degli ultimi, dei semplici che sembrano non avere un posto adatto a loro in questo mondo. Leggendo le lettere di “Ti amo per motivi vari” (e quelle in questa pagina, e quelle che scrive quotidianamente sul Foglio) viene voglia di tifare per lui, sperare che una tra Martina Stella, Ornella Muti, Michela Vittoria Brambilla, Cristina D’Avena, persino la ragazza con l’orecchino di perla, un giorno gli risponda che sì, anche lei lo ama per motivi vari. Lui, intanto, continua a scrivere lettere d’amore. E noi non possiamo che ringraziarlo.

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