Ricordami così

Bret A. Johnston
Einaudi, 464 pp., 21 euro

23 Novembre 2015 alle 09:12

Ricordami così

Una famiglia come tante, una bella villetta nel sud del Texas, il dramma che arriva di colpo: Justin, il figlio maggiore, appena adolescente, scompare. Quattro anni di ricerca tra le dune sabbiose e i fondali limacciosi del Golfo. Lo danno per morto un po’ tutti, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo per non ferire quella famiglia dilaniata, la madre Laura che in pubblico ha dato segni d’instabilità, costretta a vivere con quel dolore soffocato e presumibilmente destinato a durare in eterno. Il capofamiglia, il professore Eric, cerca di rimanere ottimista,  sorride, anche perché c’è un altro ragazzo da crescere, il campione di skate Griff, che inizia a provare le prime cotte adolescenziali per ragazze più grandi di lui che si vestono completamente di nero e hanno l’abitudine di ricoprire le finestre della stanza da letto con metri quadrati di carta stagnola. Ma l’apparente tranquillità di Eric non sfugge a suo padre, Cecil, titolare di un banco dei pegni, che ha capito più d’ogni altro il male oscuro che ha messo radici in quella famiglia così a modo e un tempo allegra. Poi, inaspettata come un fulmine a ciel sereno,  ecco la svolta. Justin torna a casa, non è morto. I quattro cercano di riprendere il vecchio stile di vita, reimmergendosi nella routine quotidiana. Quasi come se nulla fosse accaduto. Laura torna a tagliarsi i capelli e smette di indossare le maglie trovate nella lavanderia dove lavora. Restituisce le pile di libri che mesi e anni prima aveva preso in prestito dalla biblioteca, senza che mai nessuno li reclamasse, avendo pietà di quella donna. Eric lascia l’amante, Griff fa il comprensivo con il fratello, quasi fosse lui il maggiore tra i due. Non c’è una parola su quel che è accaduto a Justin nei suoi quattro anni lontano da casa – il libro, definito dal New York Times uno dei migliori dell’anno (opinione che ci sentiamo di condividere) tralascia particolari morbosi, lasciando al lettore la facoltà di immaginare la sofferenza patita dal ragazzino – ma organizzazione di feste, barbecue, preghiere collettive seduti attorno al tavolo. Tuttavia, nonostante la scena da dramma teatrale messa in piedi e la forzatura nel ricomporre i cocci del vaso che s’è rotto, nulla sarà più come prima. Qualcuno ha definito l’opera prima di Bret Anthony Johnston un’indagine sulle contraddizioni dell’anima, ed è vero. La paura che non se ne va, tutte le crisi di quel quadriennio vissuto in apnea – come sospesi in attesa della ferale notizia – che rimangono intatte, come se Justin non fosse mai tornato a casa con i suoi topolini in tasca e la caviglia dolente. Gli incubi notturni, le emicranie di Laura, i dubbi interiori di Eric, la finta spensieratezza di Griff. Justin pare trovarsi in un’altra dimensione, come se fosse l’unico consapevole (fin dall’inizio) che tornare al passato è impossibile. Lo sa e si rassegna, a differenza dei suoi genitori che lo sanno ma rifiutano di convincersi che la ferita non si potrà mai rimarginare. Justin asseconda i genitori e il fratello nelle loro proposte “alternative”, anche le più astruse, ma lo fa quasi con commiserazione. Un po’ li ritiene colpevoli di non essere riusciti a trovarlo, visto che la distanza tra casa sua e il luogo in cui ha vissuto era infinitesimale. Johnston è riuscito a rendere vivo il romanzo, quasi fosse una storia reale accaduta nel quartiere vicino al nostro. Il merito va dato anche alla traduzione di Federica Aceto, precisa e capace di dare scorrevolezza al volume, mantenendo il ritmo voluto dall’autore. Ogni particolare, anche il colore dell’erba del prato bruciata dal sole, è calato nella trama in modo impeccabile, al punto che il lettore riesce a sentire perfino sulla propria pelle il caldo umido dell’estate texana e i rumori del porticciolo da dove salpa il traghetto diretto a Mustang Island.

 

RICORDAMI COSI'
Bret A. Johnston
Einaudi, 464 pp., 21 euro

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