Correzione di bozze in Alta Provenza

Julio Cortázar, Sur, 59 pp., 7 euro

23 Settembre 2015 alle 13:50

Correzione di bozze in Alta Provenza
L’argentino Julio Cortázar era affascinato dalle strade. Un’autostrada bloccata da un intasamento quasi metafisico è il soggetto di uno dei suoi racconti più famosi, “L’autostrada del sud”, da cui Luigi Comencini si ispirò per il film “L’ingorgo”. E famoso fu anche il viaggio che assieme alla moglie Carol Dunlop fece lungo gli 800 chilometri dell’autostrada Parigi-Marsiglia nel 1982, a bordo di un furgone Volkswagen Combi rosso ribattezzato Fafner, come il drago di Wagner, un minuzioso diario di bordo con osservazioni scientifiche e impressioni dello spirito, poi divenuto il libro “Gli autonauti della cosmostrada”. Era una sorta di ideale testamento: Carol sarebbe morta alla fine di quell’anno e Cortázar nel febbraio del 1984. Ma Fafner era stato protagonista di un’avventura simile dieci anni prima. Nel 1972, infatti, con un bagaglio di cibo in scatola, vino rosso e una macchina da scrivere, Cortázar era partito per dedicarsi all’ultima rilettura del “Libro di Manuel”, il più politico dei suoi romanzi (mai tradotto in italiano). E’ la storia di un gruppo di intellettuali latinoamericani a Parigi che organizza una cellula pseudo-terrorista per sequestrare il capo della repressione dei commando militari argentini. Mentre correggeva, Cortázar decise di tenere il diario di un fine settimana, le cui pagine (poche, ironiche e argute) sono contrassegnate dalla perturbazione atmosferica e interiore. Da una parte, una tempesta sulle rive del Rodano, dall’altra tutti i suoi dubbi di uomo e scrittore all’apice del successo. In questo diario, arricchito da una foto di Fafner in mezzo agli alberi, convive un’infinità di temi: il rapporto con i lettori e i fornelli, la musica, l’esilio, la passione per la boxe, l’attualità politica. Durante il viaggio per le colline della Provenza, ogni quindici minuti la radio gli porta notizie che sembrano confermare le intuizioni sulla violenza contenute nei suoi romanzi: le Olimpiadi di Monaco assaltate dal terrorismo, un gruppo di militanti montoneros assassinati a Trelew, in Argentina. Come osserva Juan Villoro nella prefazione, “con amara certezza, il romanziere ha la prova che nei due anni trascorsi da quando ha iniziato a scrivere il romanzo il suo libro non ha perso attualità”. Eppure i critici non ritengono il “Libro di Manuel” una delle sue opere meglio riuscite. Villoro ne parla come di “un’opera di coraggiosa sincerità, in cui le buone intenzioni dell’autore conducono a un vicolo cieco. L’etica e l’estetica risentirono dell’esperimento”. In compenso, questa “Correzione di bozze in Alta Provenza” rivela lo stupefacente esame di coscienza di un autore che si mette sempre in discussione.

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