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La fogliata del sabato

Copertine, titoli e link per un weekend da passare con dieci libri in mano

18 Settembre 2015 alle 06:15

La fogliata del sabato

FINE MISSIONE

 

Phil Klay
Einaudi, 247 pp., 19 euro

 

Il titolo originale è “Redeployment”, riassegnazione, e rende meglio l’idea che unisce tutte le storie raccontate con struggente realismo da questo giovane scrittore americano, al suo primo libro, che ha servito il corpo dei marine in Iraq dal 2007 al 2008. Chi parte per la guerra non finisce mai la sua missione, anche se non la capisce, se lo fa soffrire, se lo mette a dura prova. Klay racconta dodici storie di uomini impegnati in vari modi nella lunga guerra nell’Iraq pre-Isis, e lo fa senza ideologie guerrafondaie né pacifiste. Certamente emerge il giudizio negativo sulla decisione dell’Amministrazione di allargare il fronte afghano a quello iracheno, ma è subito superato da un’urgenza più stringente: adesso che siamo qua, come dobbiamo stare di fronte a tanto orrore, tanta insensatezza, tanta violenza? C’è il reduce appena tornato a casa che fatica ad abbracciare la moglie dopo sette mesi lontani, il soldato che si prende il “merito” dell’uccisione di un bambino armato durante una sparatoria anche se ad averlo ammazzato è stato un suo compagno (e ne paga le conseguenze psicologiche), c’è il funzionario che vorrebbe costruire qualcosa con la popolazione locale ma si trova a combattere contro la burocrazia e la propaganda, c’è il ragazzo che ha voglia di fare sesso, e durante un permesso segue un compagno più esperto di lui in un bordello malinconico; c’è l’artigliere che assieme alla sua squadra ha eliminato un gruppo di insorti con un lancio di munizioni a grappolo da dieci chilometri di distanza e continua a chiedersi se qualcuno ha pensato di recuperare i corpi martoriati. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA


 

UOMINI CONTRO LA STORIA

 

Vito Fumagalli
Il Mulino, 129 pp., 12 euro

 

La Storia ha una sua linea vincente, che s’afferma sempre più con il passare del tempo, alla quale molti si sono opposti e s’oppongono: contadini, operai, monaci, nobili, borghesi”. E’ partendo da questa convinzione che Vito Fumagalli (1938-1997), autore di fortunati saggi su mentalità, modi di vita e ambiente del Medioevo, ha scritto venti anni fa “Uomini contro la storia”. Si tratta di un saggio su quegli uomini e quelle donne che “hanno ‘corretto’ la Storia, opponendo freni e limiti alle idee e alle istituzioni dominanti, vincitrici”. L’autore, pur attingendo a documenti storici “di confine”, non indugia nell’aneddotica dello strano-ma-vero. Ricostruisce innanzitutto un contesto, quello dell’Alto Medioevo, caratterizzato dalla “mancanza di una profonda comprensione e di una collocazione su un piano di valori più alto, nella cultura del tempo, delle attività rustiche e artigianali”, mancanza che “impediva la presa di coscienza dei problemi a esse legati e nello stesso tempo vietava ai chierici e ai nobili quella capacità economica” che sarà soltanto poi della borghesia. Di “sommovimenti servili”, nell’Alto Medioevo, ci sono poche tracce; anche la patina pauperista di alcuni movimenti ereticali dell’XI-XIII secolo, per l’autore, va considerata cum grano salis: “La povertà invocata da chierici e da laici per se stessi, oltre che, naturalmente, per gli ecclesiastici arricchiti, rivela l’origine ‘aristocratica’ di ogni eresia di quell’epoca”. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA


 

MAR BIANCO

 

Claudio Giunta
Mondadori, 286 pp., 19,50 euro

 

Scrivere un giallo non è facile. Scrivere un giallo non banale è impresa ardua se non impossibile. Ma Claudio Giunta è bravo, e il risultato è del livello di quei magnifici quadretti in legno realizzati dagli artigiani dell’Azerbaigian senza usare nemmeno un chiodo per fissare le mille e più parti dell’opera d’arte. Premessa d’obbligo: per un giornalista è facile identificarsi con il protagonista, un freelance che fa il giro delle redazioni con cui collabora per cercare uno spazio anche minuscolo entro cui infilarci una storiella, una notizia o un’intervista a comprimari del jet set, a esperti d’arte di secondo o terzo piano, sì da potersi pagare le bollette accumulate sul tavolo di casa. Alessandro Capace, duole dirlo, è il classico sfigato: si avvicinano i quaranta, con l’insopportabile moglie non va come avrebbe dovuto andare secondo le fantasticherie adolescenziali, un figlio vissuto più come un impaccio, il sogno di sfondare nel fantastico mondo della carta stampata è rimasto tale. Poi accade l’occasione della vita, quella che ti capita una volta sola: è estate, i talk-show morbosi del pomeriggio sono sostituiti da telenovelas ispaniche e tre italiani poco più che trentenni spariscono in un orrendo arcipelago del mar Bianco, dove una centrale elettrica lancia rimbombi che farebbero impazzire anche i sordi e il terreno diventa fanghiglia appena dal cielo si aprono le cateratte. Non proprio l’habitat ideale per una vacanza, lì con un misterioso monastero ortodosso dalle mura possenti in piena decadenza. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA


 

IL RITORNO DI TESEO – di Mary Renault, Castelvecchi, 240 pp., 17,50 euro Roberto Calasso, ne “Le Nozze di Cadmo e Armonia”, ha scritto che “Teseo è colui che si alza e va”. E nessuno lo può trattenere. Figlio di Etra e di Egeo (o di Poseidone secondo un’altra versione del mito), fondatore dell’Attica, da Plutarco affiancato a Romolo nelle sue “Vite Parallele”,  Teseo fu un eroe. In questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1962,  la scrittrice inglese Mary Renault  ne rielabora il mito, portando a conclusione le sue avventure che aveva iniziato a raccontare con “Il re non deve morire”. Dopo aver ucciso il Minotauro a Creta, Teseo è diventato re di Atene e ha già abbandonato Arianna nell’isola di Nasso. Dopo aver trascorso cinque anni a combattere per riportare l’Attica sotto un unico governo, durante una battaglia Teseo incontra Piritoo, re dei Lapiti, che diventa il suo più caro amico: “Se ti uccido non ci sarai più e non ti conoscerò mai… Come saresti da amico?”. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA

 

LA CRITICA MUSICALE – di Federico Capitoni, Carocci, 112 pp., 12 euroNel febbraio 2007 Arthur Sulzberger, editore del New York Times, disse: “Non so ancora se stamperemo il Times tra cinque anni, e se proprio vuole saperlo non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo i leader”. Questa dichiarazione aprì un dibattito nel quale s’inserirono studiosi autorevoli. Uno di questi fu Philip Meyer esperto di editoria americana, che puntualizzò: “Forse l’ultima sgualcita copia su carta del New York Times sarà acquistata nel 2043”. In America il dibattito sarebbe continuato a lungo, e qualche settimana più tardi anche Anne Midgette (primo critico musicale donna del New York Times), avrebbe fatto sentire la sua opinione sulle colonne del Whashington Post, affermando come molti anni prima della data ipotizzata da Mayer, a New York sarà già morta la critica musicale e a seguire il resto. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA

 

LA CHIESA IN USCITA DI PAOLO VI – di Roberto Paglialonga, Tau editrice, 144 pp., 12 euro Tutto porta a pensare che, alla fine, ebbe ragione Yves Marie Congar, quando profeticamente avvertì che “la memoria di Paolo VI sarebbe cresciuta nella memoria della Chiesa”. Amaro destino, quello cui è andato incontro il mite Giovanni Battista Montini, che Henry Kissinger incluse nella ristrettissima lista “degli uomini più sensibili e intelligenti che mai mi sia capitato di incontrare nella mia carriera diplomatica”. Amaro destino perché oggi, di Paolo VI, non si parlerebbe quasi più, se non fosse per i continui richiami che di lui fa Francesco, il cui pensiero teologico e pastorale – si potrebbe così dire – è in gran parte fondato sui pilastri piantati, quarant’anni fa, dalla Evangelii Nuntiandi, l’esortazione apostolica che metteva a fuoco l’impegno di annunciare il Vangelo “agli uomini del nostro tempo”. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA


 

MOLTI TITULI

 

LETTERA DI UN OMOSESSUALE ALLA CHIESA DI ROMA, di Eduardo Savarese, Edizioni e/o, 144 pp., 9,5 euro

 

SCRITTO SULLA MIA PELLE, di Pietro Vaghi, Salani, 314 pp., 14,90 euro

 

WITHEY, di Kevin Cullen, Shelley Murphy, Sperling&Kupfer, 433 pp., 19,90 euro

 

LIBERTA’, di Giulio Giorello, Bollati Boringhieri, 175 pp., 11 euro

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