Perché tu non ti perda nel quartiere

Patrick Modiano
Einaudi, 124 pp., 17 euro
Perché tu non ti perda nel quartiere

Non bisogna mai contare su qualcun altro per rispondere alle proprie domande”. Ma a volte è importante che qualcuno ci rammenti su cosa interrogarsi. Per Jean Daragane, scrittore parigino, settantenne protagonista del nuovo romanzo di Patrick Modiano, il momento di darsi delle risposte arriva con lo squillo del telefono. La voce “melliflua” di un uomo dall’altra parte dell’apparecchio lo costringe a parlare dopo mesi di silenzio. Lo sconosciuto si presenta come Gilles Ottolini e ha ritrovato il taccuino degli indirizzi che lo scrittore aveva perso un mese prima durante un viaggio in treno per la Costa Azzurra. Per restituirglielo propone un incontro, ma a lui quei numeri di telefono non interessano più perché su quel taccuino erano annotate soltanto conoscenze professionali. “Nessun nome apparteneva a persone che avevano contato qualcosa nella sua vita: di quelle non aveva mai avuto bisogno di annotare i recapiti e i numeri telefonici. Li sapeva a memoria”. E quelle persone, in ogni caso, non c’erano più. Superando il desiderio di riagganciare, Daragane accetta l’invito in un caffé e scopre che Ottolini non è interessato soltanto a restituirgli il taccuino, ma vuole anche informazioni riguardanti il nome di un uomo contenuto nella rubrica. E siccome “si finisce per dimenticarci dettagli della vita che ci creano imbarazzo o troppo dolore”, allo scrittore quel nome non ricorda niente. Almeno in un primo momento. Ma quando la giovane fidanzata di Ottolini gli consegnerà in segreto un dossier che contiene anche la foto misteriosa di un bambino, il suo passato ritornerà, colpendolo all’inizio in maniera lieve “come una puntura d’insetto” e poi travolgendolo come solo la verità può fare.
“Perché tu non ti perda nel quartiere” è un romanzo autobiografico. Durante il discorso di accettazione del Nobel per la Letteratura, Modiano, parlando della sua infanzia, ha ricordato che “il più delle volte mi trovavo lontano dai miei genitori, presso amici ai quali mi affidavano e di cui non sapevo nulla, e in luoghi e case che si susseguivano una dopo l’altra. Sul momento i bambini non si stupiscono di nulla, e anche se si trovano in situazioni insolite, la cosa sembra loro perfettamente normale. Solo molto più tardi la mia infanzia mi è parsa enigmatica e ho tentato di conoscere meglio le varie persone a cui i miei genitori mi avevano affidato”. Scrivere un libro vuole dire anche “lanciare segnali luminosi o Morse all’indirizzo di persone di cui non sapeva più niente”, ed è quello che ha fatto Patrick Modiano con questo romanzo in cui il passato continua a determinare il presente.

 

PERCHE' TU NON TI PERDA NEL QUARTIERE
Patrick Modiano
Einaudi, 124 pp., 17 euro

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