La fogliata del sabato

Titoli, copertine e suggerimenti foglianti per trascorrere un caldo fine settimana con dieci libri in mano.

 

27 Giugno 2015 alle 06:20

LA FINE DELL’AMORE
Marcos Giralt Torrente
Elliot, 167 pp., 17,50 euro  

 

In “Circondati da palme”, una coppia di turisti visita in barca un’isola sperduta sulle coste dell’Africa, che a volta sembra evocare il “Cuore di tenebra” di Conrad. Ed è scossa dal confronto con un’altra coppia dall’aria californiana, buddhista e new age, fino a sprofondare in un senso di estraneità apparentemente irreparabile. In “Prigionieri”, uno scrittore segue per decenni la vita di una cugina e del marito di lei tra Madrid e New York, guardandoli assuefarsi alla rinuncia e al disincanto all’interno di una relazione che la totale assenza di passione sembra rendere stranamente indissolubile. In “Joanna”, un evento casuale porta un uomo a ripensare al suo primo amore infantile con una ragazza delicata e problematica, assieme alla quale ha vissuto per un’unica estate l’affinità profonda di due nature solitarie. Ma il mistero infine risolto svelerà un terribile dramma. In “L’ultima goccia fredda”, il figlio di due genitori separati, malati l’uno di inerzia e l’altra di ingenuità, assiste inerme al naufragare delle loro ambizioni professionali e sentimentali. Fantastica dunque sulla possibilità di farli tornare insieme, ma poi capisce che per loro non sarebbe la cosa migliore. “E’ curioso: la vita ci offre un numero imprecisato di alternative in ogni momento, prendiamo costantemente decisioni che ci cambiano, saliamo su dei treni e ne scartiamo altri, eppure noi adulti, per la maggior parte, quando ci guardiamo indietro ci ricordiamo da bambini sostanzialmente uguali a come siamo adesso”. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA


 

FRONTEGGIARE LA CRISI
R. Sassatelli, M. Santoro, G. Semi
Il Mulino, 338 pp., 28 euro 

 

Possiamo dire che l’annuncio della fine del ceto medio, risucchiato dal basso, è alquanto prematuro”, scrivono i sociologi autori di questo saggio. I quali hanno scelto di inquadrare la loro accurata raccolta di dati qualitativi, etnografici e di interviste in due quartieri in forte mutamento di Milano e Bologna, all’interno di una cornice di dati macro più ampi, come quelli studiati nel 2014 da Tito Boeri, nel frattempo diventato presidente dell’Inps, che un anno fa sosteneva come non ci fosse stata “una polarizzazione dei redditi, con uno schiacciamento di chi sta nel mezzo. Nel calo generalizzato dei redditi, la quota di reddito nazionale del 60 per cento di persone che hanno redditi superiori a quelli del 20 per cento più povero e inferiori a quello del 20 per cento più ricco della popolazione, è rimasta praticamente invariata dal 1985 a oggi”. Pur senza decretare la fine del ceto medio, la ricerca però è lungi dal restituire un’immagine statica dello stesso. Il punto d’osservazione scelto è quello del consumo, cioè del modo di acquisire e usare le merci, oltre che la loro “rappresentazione mediante i gusti e gli stili di vita narrati”. Il consumo infatti “si trova investito di un importante lavoro di marcatura: quello di contribuire a ridisegnare le mappe del possibile, oltre che del giusto e del normale, per coloro che vogliono continuare a riconoscersi in una posizione mediana”. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA 


 

NELLO SCIAME
Byung-Chul Han
Nottetempo, 105 pp., 12 euro 

 

Certamente pessimista, apocalittico, molto citato da chi guarda con fare snobistico le nuove tecnologie e il cambiamento da esse portato nel mondo della comunicazione, il filosofo Byung-Chul Han ha il merito di avere condensato in questo suo recente saggio molte delle intuizioni che chi ha a che fare con il digitale non può non aver pensato almeno una volta. La sua critica nei confronti del mondo di oggi è chiara fin dalla prima pagina; “una società senza rispetto – scrive – senza pathos della distanza sfocia in una società del sensazionalismo”, e “la medialità del digitale è nociva per il rispetto”. Viviamo in un mondo senza distanza, dove pubblico e privato si confondono senza soluzione di continuità, dove la shitstorm (serve la traduzione?) è diventata la modalità comune di esposizione delle proprie idee, quasi sempre nascosta dietro all’anonimato. La shitstorm è difficile da silenziare, impossibile da controllare per il potere, che ha anch’esso la caratteristica di non dialogare, ma di comunicare unilateralmente. Ciò non significa però che l’opposizione al potere sia possibile. Per Han la rivoluzione digitale produce un fenomeno analogo a quello che il crollo di molte certezze produsse a fine Ottocento: un’epoca in cui “la voce delle folle” era capace di trasformare le idee e le opinioni in fatti. Oggi però la nuova folla è uno sciame, un insieme di individui isolati, senza un’anima e quindi incapace di parlare con una sola voce, tutt’al più capace di generare frastuono. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA 


 

LA GRANDE MENZOGNA - di V.Gigante, L.Kocci, S.Tanzarella, Dissensi, 162 pp., 13,90 euro - Va bene il Piave sacro alla patria, i monumentali cimiteri militari, il milite ignoto e tutto quel che fa da contorno a un evento quale è stato la Prima guerra mondiale. Ma dietro tutto questo ci sono anche le decimazioni, i cappellani cui veniva proibito di utilizzare la parola “pace”, i Te Deum di ringraziamento per le battaglie vinte e le migliaia di prostitute inviate al fronte per tenere alto il morale della truppa. Presentato come “antidoto alle celebrazioni retoriche ed acritiche del centenario dell’ingresso dell’Italia” in guerra, i tre storici vanno a scavare tra le pieghe drammatiche di quel che accadde tra le trincee – notevoli e crude sono le foto che meglio d’ogni altra cosa descrivono il dramma – e nel tessuto sociale di una Nazione ancora immatura. Alla fine, basterebbe “leggere gli scritti di Gemelli di quegli anni, le sentenze dei plotoni di esecuzione, le lettere dei soldati scampate alla censura, le lettere anonime indirizzate al re soldato Vittorio Emanuele e i canti di protesta” per rendere “questo anniversario occasione di costruzione d’una memoria nazionale fondata non sull’ipocrisia, la mistificazione, la baggianata del tricolore elemento di coesione nazionale, ma sul riconoscimento che 5 milioni di italiani furono sottoposto a una prova inutile, onerosissima e per molti di loro mortale”.

 


LE AVVENTURE DI ISMAIL - di Alessandro Dal Lago, Il Melangolo, 200 pp., 15 euroLe avventure di Ismail, e del mondo che gli sta intorno: Ismail c’è sin dalle prime pagine, ma per tutto il romanzo è come una non presenza, una figura abbozzata in pochi tratti fisici e anagrafici (dieci-tredici anni, pelle “color miele scuro”, due grandi occhi) e in pochissimi emotivi (la rabbia, la serenità, l’appagamento). E lo vedi sempre accanto a qualcuno: oggetto di attenzioni, tenerezza, curiosità, e di marginali forme di amore, infine, ma soggetto imperscrutabile, salvo qualche rara pagina. Perché Ismail non parla, imparerà a bofonchiare qualcosa solo nel corso della storia. Il suo modo di farsi sentire, di comunicare, a mali estremi, è “un suono basso, prima stridente, come il rumore di una pialla sul legno, e poi il raschiare più profondo di una pietra sul selciato.

 

 

UNA FAMIGLIA IMPERFETTA - di Nicola D'Attilio, San Paolo, 312 pp., 19 euro - Non c'è niente di moralistico nell'opera prima di Nicola D'Attilio. Nessuna volontà di bacchettare chi ha messo in piedi una famiglia lontana dallo stereotipo ideale, che non a caso è ben delineato nelle prime pagine del romanzo. L'opera riesce sapientemente a mescolare la tensione che può provocare l'arrivo di un figlio inaspettato e indesiderato con i tratti tipici della commedia italiana di qualche decennio fa, fatta di famiglie litigiose e paradossi comici. E' un'impresa ardua far conciliare i due elementi, ma l'autore ci riesce, con brio e leggerezza. L'inizio fa comprendere il canovaccio che seguirà l'intera vicenda. E' una mattina come le altre: in cucina ci sono madre, padre e figlia. Quest'ultima fa la rivelazione che sconcerta i genitori: l'altra figlia, Clelia, è incinta.

 


 

MOLTI TITULI

 

L'UOMO E IL SUO DESTINO, di Pierre Lecomte du Noüy, Castelvecchi, 208 pp., 18,50 euro

 

CHE COS'E' IL CORAGGIO?, di Paul Tillich, Fazi Editore, 170 pp., 17,50 euro

 

IL CACCIATORE, di Carlo Cassola, Mondadori, 171 pp., 13 euro

 

LA MATEMATICA E LA REALTA', di Giorgio Israel, Carocci, 156 pp., 15 euro

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi