Pfizer, le crociere e Wall Street: i mercati vedono la fine di un incubo

Le lettere al direttore Claudio Cerasa del 10 novembre 2020
10 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 09:08 AM
Immagine di Pfizer, le crociere e Wall Street: i mercati vedono la fine di un incubo
Al direttore - Vaccino di Pfizer, ok anche a effetti collaterali.
Giuseppe De Filippi
Effetti dell’annuncio di Pfizer a Wall Street, oltre a Zoom: corsa all’acquisto di azioni di compagnie aeree e operatori di crociera, corsa alla vendita di azioni di aziende cresciute nella stagione dello stiamo a casa (Amazon: -5%; Domino's Pizza: -7%; Netflix: -9%; Docusign: -11%; Etsy: -20%; Peloton: -23%). I mercati vedono la fine di un incubo.
Al direttore - L’Oms: il commissario Covid in Calabria è mutato.
Alessio Viola
Al direttore - Che sollievo! La vittoria di Biden è anche la vittoria dell’understatement e del low profile in un mondo sempre più pieno di eccessi e di grida.
Antonio Maria de Rosa
Biden è certamente una risposta alla politica dell’isteria. Ma se vorrà davvero unire il paese dovrà ricordarsi di un consiglio prezioso che gli ha offerto ieri il Wall Street Journal: non c’è possibilità di unire l’America senza accettare di dividere la sinistra americana.
Al direttore - Accade in Abruzzo, una di quelle regioni che con il suo presidente protesta e che addirittura, se potesse, andrebbe in piazza contro il governo. Lui affranto e amareggiato, come dalle sue parole rilasciate al Foglio, non ha tempo di riunirsi con i ministri della Repubblica perché deve andare a tagliare un nastro. Parliamo di Marco Marsilio, il romano in vacanza in Abruzzo, l’uomo di Giorgia Meloni trasferito a tempo dalla capitale dell’impero alla provincia, uno che prima di diventare presidente della regione in Abruzzo non ci era mai stato. Nel pieno della pandemia, del caos sanitario, cosa pensa di fare? Contrae un debito fuori bilancio, di 1,2 milioni di euro per finanziare il ritiro in Abruzzo del Napoli Calcio. No, non è uno scherzo. Dodici giorni del Napoli in Abruzzo sono costati 100 mila euro al giorno. Come se non bastasse, il romano in Abruzzo ha addirittura sottoscritto una convenzione che impegna la regione Abruzzo per i prossimi 11 anni fino a prevedere di regalare 14 milioni di euro. Motivo? Attrazione turistica, che non solo non c’è stata, ma è la peggiore, quella mordi e fuggi, come la sua presidenza. Ieri, il Consiglio regionale ha dovuto dare copertura, con una variazione al debito fuori bilancio, per il Napoli Calcio. Questo accade in queste drammatiche ore dove i numeri dell’Abruzzo ballano a confine tra zona gialla (attuale) e zona arancione. Eppure in Abruzzo, per stessa ammissione di Marsilio, la Sanità sta entrando in una grave crisi, differendo le altre attività chirurgiche. Si muore davanti al Pronto soccorso, è accaduto pochi giorni fa ad Avezzano, e nelle farmacie abruzzesi campeggia un manifesto raffigurante un semaforo, con il rosso accesso a indicare che non ci sono vaccini antinfluenzali, con la scritta a caratteri cubitali: “Non abbiamo informazioni sul suo arrivo” e i cittadini non hanno informazioni sulla regione Abruzzo.
On. Camillo D’Alessandro
Al direttore - Siamo sulla linea del Piave, e non è il momento di disobbedire, ne va il futuro del paese, oggi sanitario e presto economico. Caro Cerasa, sono d’accordo. Io, chiuso in casa con i miei libri in una Torino tutto sommato obbediente (le fesserie del presidente Cirio sono ben poco seguite visto il totale fallimento della sua giunta nella preparazione del sistema sanitario territoriale negli scorsi mesi), ho il privilegio di pensare con calma al passato recente e al futuro prossimo. Che spero non siano l’una l’automatica prosecuzione della prima. L’avvio di accordi di legislatura, nella fase post Covid, di cui si sta parlando appare di buon senso al cittadino comune, ma le sembra opportuno (e giusto) fondarla su uomini ed equilibri politici che hanno provocato la Caporetto sanitaria di questo autunno? Non potendo contare su una destra responsabile, non è comunque indispensabile una soluzione di chiara rottura con il passato, seppure entro le forze della maggioranza con qualche integrazione significativa? Al contrario, quello che si sta prefigurando è la continuità di un Conte falso equilibrista (di fatto appiattito sulle posizioni dei Cinque stelle), i Cinque stelle, per nulla scossi dalle sconfitte elettorali (anzi, corroborati dalla certezza di arrivare al 2023) ripropongono tutte le loro pregiudiziali ideologiche (vedi Mes e scelte di politica economica) bloccando ogni mossa (si fa per dire) di Zingaretti e Franceschini (veri fulmini di guerra). Renzi si barcamena, ma è privo di armi. Accanto a questo scenario vedremo i principali funzionari ministeriali responsabili del disastro sanitario messi ai vertici delle nuove aziende a partecipazione statale, che dovrebbero costituire il principale pilastro del nuovo miracolo economico italiano. Caro Cerasa, per chi ha studiato il primo miracolo economico e i suoi protagonisti, non resta che alzare gli occhi al cielo e sperare che Dio ce la mandi buona. Ma è proprio sicuro che non ci siano alternative, come sembra credere il suo ottimo giornale?
Bruno Bottiglieri
In politica bisogna sempre distinguere fra tre fattori diversi: ciò che si vorrebbe avere (gli ideali), ciò che si poteva avere (i risultati elettorali), ciò che la politica consente di avere per evitare il peggio (gli accordi in Parlamento) in attesa di vedere realizzato ciò che si vorrebbe avere. E ogni alternativa, possibile, che vedo rispetto a ciò abbiamo oggi è un’alternativa che somiglia più a un incubo che a un sogno.