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Lo stato oggi serve, eccome. Però bisogna dargli una mano (invisibile)

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa


Al direttore - Se sconfitto da Joe Biden, Donald Trump potrebbe giocare la carta di un colpo di stato? Ha ragione Giuliano Ferrara: non accadrà. E non accadrà perché non può accadere. Eppure perfino Kurt Gödel non lo escludeva. Nel 1947 il (forse) più grande logico di tutti tempi, avendo chiesto la cittadinanza americana, viene convocato a Trenton, la capitale del New Jersey, per l’udienza di rito. A fargli da testimoni sono due suoi grandi amici, Albert Einstein e Oskar Morgenstern, l’economista inventore – con John von Neumann – della teoria dei giochi. Per prepararsi all’udienza, Gödel aveva passato al setaccio l’assetto istituzionale degli Usa. Giunti in tribunale, il giudice Phillip Forman, trovandosi di fronte a personalità così eminenti, li invita nel suo studio. Dopo una breve conversazione, gli dice: “Finora lei ha mantenuto la cittadinanza tedesca”. “No – lo corregge immediatamente Gödel – austriaca”. “Comunque – prosegue il giudice – era sotto una malvagia dittatura. Ma fortunatamente una cosa del genere in America non è possibile”. “Al contrario – replica Gödel – so come potrebbe accadere”. E inizia a spiegare come la Carta del 1787 permettesse l’instaurazione di un regime totalitario anche negli Stati Uniti. A quel punto, il giudice fa finta di niente mentre Einstein e Morgenstern cercano in tutti modi di metterlo a tacere. Pochi mesi dopo, comunque, otterrà la cittadinanza. Ma quale era la contraddizione che credeva di avere scovato? Secondo la ricostruzione dell’aneddoto contenuta nel volume di Solomon Feferman “In the Light of Logic” (1998), a preoccuparlo era l’articolo V, che non pone vincoli sostanziali all’emendabilità della Costituzione. In questo senso, secondo Gödel poteva consentire anche l’approvazione di un emendamento soppressivo della forma repubblicana di governo e di ogni tutela dei diritti civili, sociali e politici. In realtà, la più grande limitazione della Costituzione al potere della maggioranza risiede proprio nella sua resistenza, praticamente impenetrabile, alla procedura formale di revisione. L’articolo V – una “gabbia di acciaio con sbarre quasi di kryptonite”, secondo l’espressione del giurista Sanford Levinson – la rende molto rigida, subordinando ogni cambiamento formale a una proposta avanzata da una maggioranza di due terzi del Congresso o dagli organi legislativi di due terzi degli stati, che deve essere ratificata da tre quarti degli stati. L’autore dei due celebri teoremi di incompletezza non poteva certo immaginare che lo scenario distopico da lui temuto avrebbe ispirato una filmografia apocalittica sulle tendenze autoritarie della democrazia americana. Senza tuttavia dimenticare, ma questa è tutt’altra storia, che gli studiosi del bonapartismo (o cesarismo) – da Tocqueville a Weber a Franz Neumann – concordano sul fatto che esso è sorto e si è sviluppato in un contesto democratico; mentre “l’enigma del consenso” al Partito nazionalsocialista nelle elezioni del 1933, per riprendere l’espressione del biografo di Hitler Ian Kershaw, resta tuttora una questione assai più complessa, nonostante i fiumi d’inchiostro versati per analizzarla.
Michele Magno  

 

Non sono sicuro di aver capito bene i teoremi per cui Gödel è diventato famoso, ma leggo che uno dei più grandi successi di Gödel è stato arrivare a questo risultato: esistono formule aritmetiche vere le quali non sono però dimostrabili nell’aritmetica stessa. Più chiaro di così, no?



Al direttore - Alla cortese attenzione di Papa Francesco: Gli uomini “sono condotti da una mano invisibile a fare quasi la stessa distribuzione delle cose necessarie alla vita che sarebbe stata fatta se la terra fosse stata divisa in parti uguali fra tutti i suoi abitanti, e così, senza volerlo, senza saperlo, fanno progredire l’interesse della società, e offrono mezzi alla moltiplicazione della specie”  (Adam Smith).
Giuliano Cazzola 

 

Eppure, caro Cazzola, Papa o non Papa anche chi ama il mercato dovrà farsene una ragione: nella stagione politica in cui viviamo oggi gli amanti della mano invisibile del mercato non possono fare a meno di considerare l’importanza della mano invisibile dello stato. E il compito di chi si riconosce nelle teorie di Smith non è contrastare lo stato ma aiutare lo stato a fissare i paletti giusti per rendere finalmente efficiente la manona statalista.



Al direttore - L’articolo del prof. Guido Vitiello, pubblicato col titolo “Di setta in setta, Grillo è il guru dei giornali”, riporta gravi accuse, che l’autore ha tratto da un film, nei confronti della chiesa di Scientology e del suo leader. Sono accuse che non hanno nessun fondamento di verità. Nell’articolo viene citato Tom DeVocht come vittima di violenze che avrebbe subito e che avrebbero motivato l’abbandono della chiesa. Gli episodi che DeVocht riferisce nel film sono totalmente falsi. Ciò è stato confermato dalla sua ex moglie, da sua sorella e dai suoi ex colleghi, tutte persone con le quali ha condiviso per quasi vent’anni la sua collaborazione con la chiesa di Scientology negli Stati Uniti. Per quanto riguarda il sig. David Miscavige, leader ecclesiastico di Scientology, rendo noto che è grazie alla sua illuminata leadership se Scientology si è espansa più rapidamente negli ultimi 15 anni che nei precedenti 55. La sua guida ha ispirato molti scientologist a dare il via ad attività sociali di prevenzione all’uso di droga, per la promozione dei diritti umani e a formare gruppi di protezione civile che sono intervenuti regolarmente, insieme ad altri, in luoghi di tutto il mondo colpiti da disastri. Ricordo anche che in Italia Scientology è presente da 45 anni ed è cresciuta fino ad avere 13 chiese e 20 missioni che si occupano della crescita spirituale di molte migliaia di persone di ogni età, ceto sociale e professione e che in questi anni ha superato il vaglio della magistratura. La nostra è una comunità pacifica, che vuole essere di aiuto all’intera società e che ha dimostrato di esserlo. Per questo motivo chiede il rispetto che merita e rigetta gli inutili sarcasmi di cui è stata oggetto anche in questo articolo.
Fabrizio D’Agostino, chiesa di Scientology

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