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L’Europa c’è. E un grazie a chi un anno fa voleva farci votare

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

29 Maggio 2020 alle 06:00

L’Europa c’è. E un grazie a chi un anno fa voleva farci votare

(foto LaPresse)

Al direttore - Articoli su Walter Tobagi “assassinato dal fanatismo estremista” in cui è ancora complicato aggiungere “comunista”. Citano il suo “non sono samurai invincibili” e un ventenne di oggi (casomai leggesse un giornale) penserà che negli anni 70 avevamo un grosso problema coi samurai.

Andrea Minuz


Al direttore - M+M (Merkel+Macron) x G+G (Gualtieri+Gentiloni) - B+B (Bagnai+Borghi) = 172 miliardi di euro per l’Italia.

Michele Magno 

 

A proposito. Se l’Italia ha la fortuna di esprimere una classe dirigente europeista con la testa sulle spalle e capace di ottenere alcuni buoni risultati in Europa – da Paolo Gentiloni a Roberto Gualtieri – lo si deve anche a una scelta che molti europeisti all’amatriciana hanno provato a osteggiare un anno fa: non andare a votare, non regalare l’Italia a B+B, e fare un altro governo, permettendo all'Italia di trasformare il rapporto con M+M non in un conflitto ma in un’opportunità. Vale la pena ricordarselo quando i politici e gli osservatori che un anno fa dicevano autorevolmente di andare a votare per salvare l’Italia troveranno il modo di offrirci qualche altro splendido consiglio.


 

Al direttore - Per il signor ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, il passaporto sanitario è anticostituzionale. Basterà la carta d’identità come per girare in Europa?

Gino Roca 


Al direttore - Caro Cerasa, condivido il suo apprezzamento per la signora Merkel al quale aggiungerei un elogio anche per Macron. I due sono stati e sono ancora considerati, dai nostri sovranisti, nemici dell’Italia. Sono entrambi politici intelligenti che non agiscono con spirito filantropico, ma che hanno individuato le connessioni ineludibili fa il nostro e i loro paesi che anche il resto dell’Europa non può, certamente, ignorare e agiscono in modo conseguente. La pagina web di un quotidiano che non si distingue per il suo filoeuropeismo ammonisce: “L’Ue ci presta i soldi e noi esultiamo!”. D’accordo, non lasciamoci prendere da facili entusiasmi, ma un certo ottimismo ce lo possiamo consentire.

Lorenzo Lodigiani


Al direttore - In merito all’articolo pubblicato ieri da Alfonso Berardinelli sul mio libro “Immunitas. Protezione e negazione della vita”, edito da Einaudi, vorrei precisare quanto segue. Quello che il dottor Berardinelli descrive come un instant book sulla pandemia, alludendo sarcasticamente alla mia velocità di scrittura, è la ristampa di un libro scritto diciotto anni fa, adesso tradotto in inglese (Polity), tedesco (Diaphanes), spagnolo (Amorrortu), coreano (Nanjang), sloveno (Koda), portoghese (Ufmg) e in corso di pubblicazione in francese (Seuil). Non sono solito esibire questi trofei e sono incline ad accettare volentieri tutte le critiche fondate. Ma in questo caso si tratta di un falso che testimonia la decadenza della critica attuale e perfino un certo malcostume giornalistico che non contribuisce al prestigio del Foglio – quotidiano in genere da me apprezzato. Suggerirei, dunque, al dottor Berardinelli di informarsi prima di scrivere e, se ha tempo, di sfogliare occasionalmente il libro di cui parla. Mi rendo conto che il risentimento è la macchina che muove il mondo, ma sarebbe saggio non lasciarsi sopraffare dalle proprie pulsioni. Con i più cordiali saluti.

Roberto Esposito

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