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Qual è il segreto di Salvini? Radio Radicale: altro appello. Pronostici da slurp

28 Maggio 2019 alle 06:13

Al direttore - Ma ora una riforma costituzionale no?

Giuseppe De Filippi

 


 

Al direttore - Facciamo il punto: in Italia sono aumentati il debito pubblico e la pressione fiscale; la flat tax resta una chimera; la riforma Fornero non è stata abolita; le nuove autonomie sono in lista d’attesa; gli sbarchi di migranti continuano, anche se ogni tanto il Capitano si concede una sceneggiata per qualche decina di naufraghi; i rimpatri non si fanno; la sicurezza non è aumentata nonostante le leggi; i cantieri sono ancora chiusi; dei maggiori investimenti si è persa ogni traccia; la chiesa protesta per l’abuso strumentale e pacchiano dei simboli religiosi e per i fischi a Papa Francesco in Piazza Duomo. Tutto ciò premesso la Lega trionfa nelle urne. Io non riesco a spiegarmelo. Non mi sarà sfuggito qualche aspetto importante?

Giuliano Cazzola

 

Assenza di alternative vere, capacità di comprendere le paure, abilità a far sentire protetti gli elettori. Il consenso è impressionante ma Matteo Renzi (dal 40,8 al 17,8 in quattro anni) e il Movimento 5 stelle (dal 32,7 al 17,7 in quattordici mesi) ci ricordano che una volta che gli elettori ti caricano di responsabilità, e di aspettative, i voti possono andare via con la stessa velocità con cui sono arrivati.

 


 

Al direttore - Mi auguro che questa disastrosa Caporetto pentastellata sia almeno foriera di buoni auspici per la vita di Radio Radicale per la cui sopravvivenza si registra nel paese una grande mobilitazione perché la libera divulgazione della parola e delle idee prevalga sull’arroganza e la cultura vinca sull’ignoranza.

Con molti saluti.

Vincenzo Covelli

 


 

Al direttore - Al netto di una ottima performance nelle reti televisive che ha confermato che il Cavaliere è un mago delle campagne elettorali, tuttavia lo striminzito 8,78 per cento mette in evidenza che Berlusconi è riuscito a tamponare la situazione, non a invertire la tendenza negativa. Non c’è riuscito in parte perché la spinta a destra è molto forte (come testimonia anche il buon risultato di Fratelli d’Italia che punta a essere l’unica ruota di scorta di Salvini), in parte perché non ha voluto rischiare proponendo una strategia innovativa (il rischio e la novità sono ormai l’anima della politica). C’è in Italia una vasta area di moderati, di riformisti e di liberali che è lontana dal Pd di Zingaretti che, grazie anche all’estremismo di Salvini recupera quasi tutta la sinistra, ma anche molto lontana non solo dal populismo giustizialista dei grillini, ma anche dal sovranismo razzista della Lega. Non offrendo a quest’area politica un soggetto politico del tutto autonomo, ma proponendosi come ruota di scorta centrista alla destra di Salvini, Berlusconi non ha messo sul tappeto nulla di nuovo, ma molto di ripetitivo, compresa una eventuale leadership di Tajani e quindi è riuscito a stento a salvare il salvabile. Ciò detto in Italia e in Europa i problemi sono del tutto aperti: il governo Conte riuscirà a sopravvivere a se stesso solo se i grillini si arrenderanno sul terreno dei contenuti e se riuscirà a realizzare un difficilissimo compromesso con l’Europa dove i suoi amici non hanno sfondato sempre che siano in grado di aiutarlo sulla politica economica e sulla ripartizione delle quote di immigrati. Di conseguenza Salvini ha vinto questa elezione in Italia, non le ha vinte in Europa, né è affatto detto che questa maggioranza tenga, a meno che Di Maio non si ponga un solo problema, quello di sopravvivere come che sia per altri tre anni e mezzo. Infatti è evidente che il Movimento 5 stelle non è un partito di lotta e di governo, ma rende solo se riesce a fare un’opposizione rabbiosa e totale.

Fabrizio Cicchitto

 

Una destra ancella del sovranismo è una destra destinata a sparire. Una destra che si ribella al sovranismo è una destra destinata a rinascere. Ma fino a che la destra moderata continuerà a fare opposizione a Salvini promettendo di allearcisi presto, quella destra è inimitabilmente destinata all’estinzione. La vera anomalia italiana è questa: è davvero così difficile capirlo?

 


 

Al direttore - “La campagna elettorale l’hanno vinta i 5 stelle, erano dati alla deriva, in picchiata, addirittura sotto il 20 per cento, addirittura messi sotto da Zingaretti, la Lega era data al 37,7 da Pagnoncelli. La Lega ha sbagliato tutto”. Marco Travaglio 25 maggio 2019. What else?

Marco Marioni

 

Slurp.

 


 

Al direttore - Sono andato in pensione nel 2010 e, rispetto all’importo netto di pensione percepito a giugno di quell’anno, a giugno del 2019 la mia pensione netta mensile si è ridotta in valore assoluto di -181,85. Se calcolo invece il potere d’acquisto, la mia pensione si è ridotta di -408,20 al mese. E’ questo il nuovo che avanza? Ed è così che viene “tutelata” la mia vecchiaia dal duo Di Maio-Salvini?

Franco Molinari

E il bello deve ancora venire.

 


 

Al direttore - Riguardo alla effettiva, reale, possibilità di governare l’Italia, attuare cioè un percorso strategico che abbia successo, non cambia niente. La Costituzione, il parlamentarismo, le frammentazioni politiche, le forze ubiquitarie delle intermediazioni che sono i pilastri del sistema, non possono permetterselo. Sarà una lunga lotta.

Moreno Lupi

 


 

Al direttore - Caro Cerasa, con i risultati favorevoli alla Lega è difficile fare l’analisi politica. Gli sconfitti pensano alle elezioni anticipate, ma se non cambiano molte cose, in primis un’opposizione che sia tale, non mi pare che Salvini possa trovarsi in difficoltà. Siamo al trionfo, anche se i problemi dell’Italia restano e si fanno sempre più difficili. Poi, una piccola considerazione: registro, con molta delusione, come tanti commentatori della carta stampata e della televisione, cercano di salire sul carro del vincitore. Un po’ di coerenza non guasterebbe.

Giovanni Attinà

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Commenti all'articolo

  • gdaines

    28 Maggio 2019 - 14:02

    Al Direttore - Assistendo a quanto successo dopo il recente voto europeo ho notato che sono proprio sempre gli stessi, quei “saggi” che si “divertono” a pennellare con sfumature “rancorose” quell’ignorante, maleducata e razzista maggioranza del nostro paese che ha votato lega… Infatti, dicono, che queste “orde” di sovranisti, che spudoratamente vogliono cambiare radicalmente l’Europa, alla fine nel parlamento europeo non conteranno nulla… Ma questi stessi “saggi”, che si sono stracciate le vesti di fronte a molti, troppi, problemi “reali”, dovrebbero invece constatare come il problema della crisi della sovranità degli stati nazionali è un problema “vero”, che ha radici non solo economiche e sociali ma anche “culturali” e “morali”, e va affrontato con la dovuta lucidità e serietà. Demonizzare, quindi, milioni di persone per un voto “ignorante” significa non aver capito nulla dei problemi reali che “condizionano” pesantemente queste stesse persone. Graziano Dainese

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