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Alleati e anti semitismo: dimmi con chi vai e ti dirò che Cialtronaro sei

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

25 Gennaio 2019 alle 06:07

Alleati e anti semitismo: dimmi con chi vai e ti dirò che Cialtronaro sei

Elio Lannutti (foto LaPresse)

Al direttore - Ah, quindi il tribunale dei ministri non era quello di Ciampino?

Giuseppe De Filippi

 

Al direttore - Anche i generali dei carabinieri non sono più come quelli di una volta. Ci fu un tempo in cui, su ordine delle Autorità politiche, preparavano il Piano Solo pronti allo “sferragliar di sciabole’’. Oggi, divenuti ministri, si permettono di ostentare la disobbedienza civile.

Giuliano Cazzola

 

Al direttore - Sottoscrivo le belle parole offerte ieri al vostro giornale da Riccardo Pacifici. Pacifici ha detto giustamente che l’emergenza antisemitismo deve essere al centro della prossima campagna per le elezioni europee considerando il modo in cui in questa anti-vigilia elettorale si cercano capri espiatori in modo quotidiano. Gli ebrei e oggi i sionisti, effettivamente, lo sono per eccellenza, grazie anche ai falsi Protocolli dei Savi di Sion, e il Foglio fa bene a non abbassare la guardia. Grazie.

Marco Martoni

A proposito di antisemitismo. Due giorni fa, il gruppo di deputati regionali bavaresi di Alternative für Deutschland (AfD) ha lasciato l’Aula dell’assemblea del Land nel momento in cui venivano commemorate le vittime della Shoah. E lo hanno fatto nel momento in cui un leader della comunità ebraica stava rivolgendo loro accuse severe sul modo in cui l’AfD ha scelto scientificamente di minimizzare i crimini nazisti e l’olocausto. L’AfD, in Europa, si trova nello stesso gruppo parlamentare (Efdd) in cui oggi si trova il Movimento 5 stelle di Elio Lannutti e l’Afd, in Europa, è uno dei partiti che ha proposto la candidatura di Matteo Salvini alla presidenza della prossima Commissione Ue. Dimmi con chi vai e ti dirò che Cialtronaro sei.

 

Al direttore - Boccia ha ragione quasi in tutto. Il reddito di cittadinanza, presente in molti paesi europei, non è semplicemente applicabile, nei modi previsti dal governo, nel nostro. Inoltre, qualcuno avrebbe dovuto pensarci e non lasciare che diventasse dominio e campo di battaglia dei 5 stelle. A chi afferma, come ha detto il presidente Conte, che la crescita potrebbe essere dell’1,5 per cento non mi limiterei a rispondere: “Non è possibile”. Gli direi che è un incompetente o un bugiardo.

Lorenzo Lodigiani

 

Al direttore - Nell’articolo a firma Stefano Cingolani di cui a pag. 3 del Foglio di sabato e domenica scorsi leggo che “lo scorso anno Mps ha pesato per 1,6 mld sul debito pubblico”. In realtà, è l’impatto del salvataggio di Mps sul deficit che è pari a 1,6 mld mentre l’impatto sul debito pubblico è pari a 5,4 mld. Credo si tratti di una svista non voluta, che andrebbe peraltro rettificata. Cordialità.

Corrado Sforza Fogliani

 

Al direttore - Pur lusingati dall’essere stati segnalati come esempio di teatro d’opera virtuoso nell’articolo apparso sull’edizione di sabato 19 gennaio col titolo “I manager di Verdi” a firma di Fabiana Giacomotti, le segnalo un’imprecisione riguardo al nome del sovrintendente del Teatro Regio di Parma, erroneamente indicato in quello di Barbara Minghetti, la quale cura per il Teatro Regio la programmazione di Verdi Off, rassegna collaterale al Festival Verdi che il Teatro organizza ogni anno nel mese di ottobre. A dirigere il Teatro Regio (e il suo Festival Verdi) è invece Anna Maria Meo, che ricopre la funzione di Direttore generale dal 2015. Le sono grato, qualora lo ritenga opportuno, se vorrà segnalarlo ai suoi lettori. Saluti cordiali.

Dario De Micheli

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