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Renzi smentisce di volere Ascani segretario. Risposta e notizia

6 Settembre 2018 alle 06:00

Al direttore - Il governo frena su deficit, vaccini, Ilva: la scoperta del 90 per cento dell’acqua calda.

Giuseppe De Filippi


  

Al direttore - Macron? Il problema è uno solo: dobbiamo avere buoni rapporti con la Francia, se vogliamo contare di più in Europa. Non è certo la scelta verso nazioni tipo Ungheria e Polonia che risolve i nostri problemi. Essere “cugini” dei francesi non è un disonore. Quanto alla Libia a cospargersi il capo di cenere dovrebbe essere tutto il cosiddetto occidente, a partire dagli Stati Uniti, con l’ex segretario di stato signora Clinton.

Giovanni Attinà

  

A proposito di Libia. A leggere i giornali di questi giorni sembra che l’intervento del 2011 in Libia si sia manifestato dal nulla, all’improvviso, per volontà esclusiva della Francia e all’insaputa dell’Italia. Vorremmo ricordare a Matteo Salvini che nel 2011 fu il governo di centrodestra purtroppo a intervenire in Libia e all’epoca ci fu un partito che il 4 maggio 2011 annunciò trionfalmente un accordo con il Popolo della libertà sull’intervento militare in Libia e lo fece con queste parole: “Abbiamo trovato l’accordo sulla nostra mozione e ci sono anche delle aggiunte che qualificano ulteriormente il testo. Tutti i nostri punti sono stati recepiti” e il governo “si impegnerà con gli alleati nel fissare una data per la fine della missione e comunicarla al Parlamento”. Quel partito era anche il partito di Salvini e si chiamava Lega nord.


 

Al direttore - Svezia? Il multiculturalismo, ritenuto la più importante, anzi la sola base, virtuosa e necessaria per un processo d’integrazione, ha in sé il baco della pretesa di minimizzare o sottacere le innumerevoli variabili, pratiche, sociali, di tradizioni, di costumi e di religioni. E’ figlio del disegno politico/sociale dell’Internazionalismo proletario. La fissa culturale che è il fondamento concettuale del socialismo e della sua variante comunista, che ha tentato d’imbrogliare le carte in tavola. Per raggiungere lo stesso fine. La storia ha bocciato l’internazionalismo proletario, ora si appresta a rottamare quello multiculturale. Non esistono passioni, entusiasmi, visioni, aneliti che possano annullare i terreni problemi umani della vaca vita boia quotidiana. Ab aeterno, sicut ab aeterno bellum.

Moreno Lupi


   

Al direttore - Ciò che scrive oggi il quotidiano il Foglio “Una donna segretario. Renzi chiede ad Anna Ascani di candidarsi al congresso del Pd” è totalmente privo di fondamento.

Ufficio stampa di Matteo Renzi

 

Risponde Salvatore Merlo. Nell’area renziana del Pd si parla da alcuni giorni della candidatura di Anna Ascani alla segreteria del partito. L’onorevole ha addirittura chiesto in giro, informandosi su chi avrebbe potuto farle da tesoriere per la campagna elettorale. Contattata via Whatsapp dal Foglio alle 19.52 del 4 settembre, prima di scrivere l’articolo, le viene chiesta una conferma e se la storia della sua candidatura sia “molto possibile o solo possibile o inesistente”. Ascani riconosce che la candidatura è “possibile” e addirittura “molto possibile se si creano alcune condizioni”. Quello che invece ci sembrava impossibile è che alcuni renziani lavorassero a una candidatura di cui tutti sapevano tutto, tranne Matteo Renzi. Evidentemente nel Pd l’impossibile è possibile.

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