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Ragione e sentimento nella punteggiatura e amore per le virgole. Manuale indispensabile

Non è solo il romanzo a essere stupendo, sono anche le virgole a renderlo così

16 Giugno 2018 alle 06:00

Ragione e sentimento nella punteggiatura e amore per le virgole. Manuale indispensabile

Cassettiera di caratteri mobili per tipografia disposti su binari. Fotografia scattata nei laboratori di Tipografia Vittoria a Firenze (tipografiavittoria.com)

Correva, sempre più veloce, più sciolto, col cuore che bussava, ma dall’esterno verso l’interno, come se smaniasse di riconquistare la sua sede. Correva come non aveva mai corso, come se nessuno avesse mai corso, e le crese delle colline dirimpetto, annerite e sbavate dal diluvio, balenavano come vivo acciaio ai suoi occhi sgranati e semiciechi. Correva, e gli spari e gli urli scemavano, annegavano in un immenso, invalicabile stagno fra lui e i nemici.

Beppe Fenoglio, “Una questione privata” (Einaudi)


  

Non è solo il romanzo a essere stupendo, sono anche le virgole a renderlo così. E’ anche la punteggiatura a fare di questo libro un grande libro, con le parole che corrono leggere. La punteggiatura è una parte importantissima della scrittura. Secondo Leonardo G. Luccone, che ha tradotto e curato volumi di grandi scrittori angloamericani e fondato uno studio editoriale, Oblique, “la punteggiatura è il quadro dove sta il testo; minimizzando, è la cornice comprensiva dei chiodi che tengono la scrittura alla parete”. Come diceva Valéry: “Un testo è chiaro quando non percepiamo il linguaggio di cui è fatto”. Quando non ci accorgiamo della complessità, scrive Luccone in questo manuale indispensabile, anche invettiva contro il sabotaggio del punto e virgola, e contro quella scrittura in apnea che costringe il lettore a fare i conti con il fiato. “Le parole devono essere nette, ben dominate. Anche la punteggiatura deve essere netta, dominata, e con ‘dominata’ voglio spingervi a un uso concreto ma personale. Riconoscibile”. Le parole sono importanti, le virgole sono importanti e vanno coltivate, giorno dopo giorno. “E’ un atto di passione. E’ un atto civile. Quando esce una nuova grammatica, io devo correre a comprarla. Proprio non posso farne a meno”.

  

Se adesso correte a comprare “Questione di virgole, punteggiare rapido e accorto” (edito da Laterza), avrete in mano non soltanto la ragione ma anche il sentimento. Le regole, insieme alla passione per le parole. Ricordiamoci che la punteggiatura perfetta è invisibile, che non ci si accorge nemmeno che sta filando tutto liscio. “Il rovo era per tutto; andava da una pianta all’altra, saliva, scendeva, ripiegava i rami o gli stendeva, secondo gli riuscisse; e, attraversato davanti al limitare stesso, pareva che fosse lì per contrastare il passo, anche al padrone”. E’ Alessandro Manzoni, è I promessi sposi ed è meraviglioso, ma troverete in questo libro l’analisi dell’interpunzione di tutta la letteratura italiana.

   

“Riappropriamoci delle nostre parole, e dei binari che le fanno scorrere felici”. Con l’imitazione, con la storpiatura, con l’allenamento del nostro orecchio, con la lettura a voce alta, con il paragrafo su “atroci dubbi ed errori con il punto e virgola”. “Lasciatevi sorprendere da un punto e virgola”, potrebbe essere lo slogan. Chi ama la punteggiatura e i fiumi di parole non potrà non accendersi di fronte alle esortazioni di Luccone, e andrà a controllare le virgole e i punti e scoprirà come me di averli sbagliati, quindi comincerà a leggere ad alta voce facendo le facce. “Quello che scrivete è la vostra musica”, dice Luccone.

   

E allora godetevi i brani dei romanzi pieni di musica, in cui le virgole non si notano, ma ci sono. “Tuttavia, tenne a farci sapere che una signora, conoscente di sua sorella, aveva pure lei in casa una cucina, dove si andava solo per cucinare e per mangiare; certo, però, non era grande quanto la nostra” (Elsa Morante, L’isola di Arturo).

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Commenti all'articolo

  • Caterina

    Caterina

    16 Giugno 2018 - 11:11

    La punteggiatura è riflessione.

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