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Lo scandalo di Mary Astor

Negli anni Trenta raccontava al suo diario l’estasi dell’adulterio

18 Novembre 2017 alle 06:00

Lo scandalo di Mary Astor

”I diari bollenti di Mary Astor”. Il grande scandalo a luci rosse del 1936 di Edward Sorel (Adelphi)

Visto George. George. Solo dieci giorni, ma da ricordare per il resto della vita. Siamo stati al 21, il “nostro” 21; giro in macchina nel parco; poi un’operetta di Gilbert e Sullivam Ruddigore. Cena al Colony. Visto Life Begins at 8.40; film domenica sera; poi da Reuben’s; chiacchiere e risate e notti sublimi all’Essex House.

”I diari bollenti di Mary Astor”. Il grande scandalo a luci rosse del 1936 di Edward Sorel (Adelphi)

    

Questo libro racconta una storia vera, ma sembra la ricostruzione, a parole e a illustrazioni, di un sogno, di un’immaginazione, di un ricordo di giovinezza, di uno scherzo sentimentale, di un’invenzione da tabloid. Edward Sorel, nato a New York nel 1929, è un disegnatore importante, ha firmato moltissime copertine del New Yorker, ha scritto e illustrato molti libri, e per decenni ha coltivato l’ossessione per Mary Astor, diva del muto, e poi del noir, premio Oscar nel 1942 per La grande menzogna, accanto a Bette Davis, ebbe l’ultima parte nel 1964 in Piano piano dolce Carlotta, sempre con Bette Davis. Nessuno ricorda più lo scandalo del suo divorzio, nel 1936, ma Edward Sorel sì: perché vent’anni dopo, in un appartamento dell’Upper East Side che aveva preso in affitto con la moglie a novantasette dollari al mese, gli succede una cosa strana, che segna l’inizio di una fissazione. Nel togliere il linoleum marcio della cucina, uno strato dopo l’altro, trova una serie di giornali sepolti e ingialliti, usati per pareggiare le assi di legno. Erano tutti numeri del Daily News e del Daily Mirror, e tutti del 1936, l’anno dello “scandalo a luci rosse”. Riguardavano il processo a Los Angeles per l’affido di una ragazzina, Marylin, figlia di Mary Astor e del secondo marito. Che aveva usato i diari di Mary, scoperti quando il matrimonio era ancora in piedi, per farle rinunciare a ogni diritto sulla bambina. Ma la Astor nel 1936 aveva impugnato la sentenza e allora il marito aveva reso nota ai tabloid l’intenzione di far pubblicare i diari, che raccontavano un adulterio ma anche, forse, molte altre esperienze extraconiugali e perfino, cosa che faceva tremare di eccitazione e paura Hollywood, pagine con le pagelle ai suoi amanti, in base a criteri “strettamente meritocratici”. Uno scandalo sessuale, negli anni Trenta, con protagonista un’attrice famosa che raccontava le sue notti “di estasi” con il più importante commediografo di Broadway di allora, George S. Kaufman, sposato. “Ho incontrato qualcuno, un collega, un uomo un po’ più grande di me, un uomo di successo che qui chiamerò solo G. Sono cascata come una pera, tipico mio. Doveva essere una roba di una notte, va avanti da sei mesi (…) Sono ancora in una specie di nebbia, in un alone di luce rosata. E’ tutto splendido, radioso. Spero sia il mio ultimo amore. Mai provato nulla di simile. Né intendo provarlo più”. Edward Sorel ha ricostruito la vita di Mary Astor, avvicinandola alla propria, le ha fatto mille ritratti, ha disegnato il processo per l’affidamento della bambina, ha raccontato a parole e illustrazioni lo sgomento e il divertimento della Hollywood di allora, con l’aiuto dei decenni trascorsi, con un distacco ironico e però pieno di pietas e di commozione per quella ragazza che nella vita voleva soltanto sposarsi e avere dei bambini, e che nella sua autobiografia ha raccontato degli anni da attrice: “Sessualmente non mi controllavo. Bevevo troppo, e a tarda sera finivo per trovare qualcuno ‘molto attraente’. Salvo svegliarmi il mattino dopo con una sola domanda in testa: Perché? Perché?”. Sorel è riuscito a parlare anche con Marylyn, la bambina di allora, che vive nello Utah in una casa su ruote e ha avuto quattro figli e quaranta fra nipoti e bisnipoti: “L’ho molto amata, la mamma, ma mi ha fatto anche paura. L’aveva sempre vinta lei. Aveva sempre ragione lei”. Edward Sorel, che ha ritrovato Mary Astor sotto il linoleum della cucina più di cinquant’anni fa, ha deciso di lottare per lei: non era una stella di prima grandenzza, ma meritava un po’ più di luce. Oltre a quella dello scandalo “a luci rosse”. Il suo diario, comunque, è stato bruciato nel 1952 davanti a un giudice.

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