Il Pd responsabile solo con Di Maio? Manifesto anti anti casta

Al direttore - Arrendetevi, siete alleati!

Giuseppe De Filippi

 

C’è un aspetto curioso però in questa storia della necessaria responsabilità che il partito perdente dovrebbe mostrare di fronte ai partiti vincenti. Se ci fate caso, nella repubblica dei Pif, “la responsabilità” che dovrebbe mostrare il partito di opposizione ha solo una dimensione: quella del sostegno a un governo guidato dal Movimento 5 stelle. Sarebbe dunque responsabilità aiutare Di Maio a far nascere un governo. Sarebbe invece irresponsabilità aiutare il centrodestra a far nascere un governo. Gli utili idioti del grillismo non capiscono che il problema dell'opposizione è che oggi ha solo un modo di mostrare responsabilità: costruire le condizioni per essere alternativa al polo anti europeista. E usare il tema della responsabilità per sostenere un intervento in soccorso di un vincitore è un tema rischioso: potrebbe essere usato anche per giustificare la nascita di un governo con il centrodestra e in un modo o in un altro rischierebbe di dare a uno tra Salvini e Di Maio la guida dell’opposizione a uno dei due populismi. Ne vale la pena?

 


 

Al direttore - Dagli alle auto blu! Dopo che Roberto Fico si è recato a presiedere l’Assemblea di Montecitorio appollaiato su di un autobus dell’Atac, tutte le delegazioni (tranne, Dio lo salvi, un Cav. antipauperista) si sono presentate – pedibus calcantibus – al Quirinale per le consultazioni. Sarà bene spiegare agli elettori delle periferie che si tratta di invereconde e patetiche pagliacciate, che servono soltanto a rendere più impegnativo e faticoso (per il personale incaricato) ed oneroso (per le casse pubbliche) il servizio di scorta che deve essere egualmente assicurato, sia in autobus che per strada.

Giuliano Cazzola

Sul tema Fico, vitalizi, stupidaggini demagogiche sull’anti casta mi ha tolto le parole di bocca il direttore del Mattino Alessandro Barbano, che sulla sua pagina Facebook ha messo insieme dei concetti che meritano di essere ripresi. Pronti? Via. “C’è un’estetica della miserabilità che si esprime nell’esibizione di una improbabile normalità (come andare in autobus a presiedere la Camera) o della rinuncia a ciò che sarebbe dovuto (come restituire l’indennità di funzione per un incarico istituzionale). Anziché rafforzare la credibilità della politica, questi gesti ne umiliano il ruolo. Non si distingue più tra ciò che è privilegio, come il vitalizio a cui non corrisponde contribuzione adeguata, e ciò che invece non solo è funzione della democrazia, ma ne esprime anche il suo stile. In nome di un'abiura del potere quale che sia, ci siamo abituati a considerare l’auto blu della Terza carica dello stato come un’indebita guarentigia, ignorando che a certe condizioni essa non solo è dovuta e necessaria, ma esprime anche il rango di un paese. Connessa a questa profanazione dei simboli è quell’invidia per chi detiene il potere che fa parte di un racconto distruttivo e cinico della democrazia e che allontana i migliori dall’assumere responsabilità. Così si impone alla società quell'estetica della miserabilità, che è cosa diversa dalla miseria, perché è simbolo e concrezione di un mix di frustrazioni civili che fanno insieme il trash della democrazia e il sintomo di un’opinione pubblica gravemente ammalata”. Perfetto, no.

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