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Il Pd responsabile solo con Di Maio? Manifesto anti anti casta

10 Aprile 2018 alle 06:16

Al direttore - Arrendetevi, siete alleati!

Giuseppe De Filippi

 

C’è un aspetto curioso però in questa storia della necessaria responsabilità che il partito perdente dovrebbe mostrare di fronte ai partiti vincenti. Se ci fate caso, nella repubblica dei Pif, “la responsabilità” che dovrebbe mostrare il partito di opposizione ha solo una dimensione: quella del sostegno a un governo guidato dal Movimento 5 stelle. Sarebbe dunque responsabilità aiutare Di Maio a far nascere un governo. Sarebbe invece irresponsabilità aiutare il centrodestra a far nascere un governo. Gli utili idioti del grillismo non capiscono che il problema dell'opposizione è che oggi ha solo un modo di mostrare responsabilità: costruire le condizioni per essere alternativa al polo anti europeista. E usare il tema della responsabilità per sostenere un intervento in soccorso di un vincitore è un tema rischioso: potrebbe essere usato anche per giustificare la nascita di un governo con il centrodestra e in un modo o in un altro rischierebbe di dare a uno tra Salvini e Di Maio la guida dell’opposizione a uno dei due populismi. Ne vale la pena?

 


 

Al direttore - Dagli alle auto blu! Dopo che Roberto Fico si è recato a presiedere l’Assemblea di Montecitorio appollaiato su di un autobus dell’Atac, tutte le delegazioni (tranne, Dio lo salvi, un Cav. antipauperista) si sono presentate – pedibus calcantibus – al Quirinale per le consultazioni. Sarà bene spiegare agli elettori delle periferie che si tratta di invereconde e patetiche pagliacciate, che servono soltanto a rendere più impegnativo e faticoso (per il personale incaricato) ed oneroso (per le casse pubbliche) il servizio di scorta che deve essere egualmente assicurato, sia in autobus che per strada.

Giuliano Cazzola

Sul tema Fico, vitalizi, stupidaggini demagogiche sull’anti casta mi ha tolto le parole di bocca il direttore del Mattino Alessandro Barbano, che sulla sua pagina Facebook ha messo insieme dei concetti che meritano di essere ripresi. Pronti? Via. “C’è un’estetica della miserabilità che si esprime nell’esibizione di una improbabile normalità (come andare in autobus a presiedere la Camera) o della rinuncia a ciò che sarebbe dovuto (come restituire l’indennità di funzione per un incarico istituzionale). Anziché rafforzare la credibilità della politica, questi gesti ne umiliano il ruolo. Non si distingue più tra ciò che è privilegio, come il vitalizio a cui non corrisponde contribuzione adeguata, e ciò che invece non solo è funzione della democrazia, ma ne esprime anche il suo stile. In nome di un'abiura del potere quale che sia, ci siamo abituati a considerare l’auto blu della Terza carica dello stato come un’indebita guarentigia, ignorando che a certe condizioni essa non solo è dovuta e necessaria, ma esprime anche il rango di un paese. Connessa a questa profanazione dei simboli è quell’invidia per chi detiene il potere che fa parte di un racconto distruttivo e cinico della democrazia e che allontana i migliori dall’assumere responsabilità. Così si impone alla società quell'estetica della miserabilità, che è cosa diversa dalla miseria, perché è simbolo e concrezione di un mix di frustrazioni civili che fanno insieme il trash della democrazia e il sintomo di un’opinione pubblica gravemente ammalata”. Perfetto, no.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    10 Aprile 2018 - 10:10

    Caro Cerasa, il problema della manifestazione di"paupertà" potrebbe essere valido, ma dovrebbe essere la prassi costante. Quanto al discorso delle scorte sarebbe ora di toglierle a tutti perché abbiamo il doppio delle forze dell'ordine, rispetto ad altre nazioni europee e parliamo sempre di sicurezza. Poi sinceramente la posizione de"Il Foglio" sulla perpetuazione della casta non la condivido, come moderato orgoglioso di esserlo. Perché l'anticasta, non è la bandiera di Fico e compagni, è un'esigenza per porre fine a privilegi , sempre criticate dalle posizioni liberaldemocratiche, basta ricordare le battaglie di Raffele Costa.

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  • romamor

    10 Aprile 2018 - 09:09

    Le parole sono pietre, sarebbe stato più che sufficiente elettori. Per quel che riguarda il direttore del "Mattino" temo siano parole inascoltate; anzi, incomprensibili, vox clamantis in deserto.

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  • giantrombetta

    10 Aprile 2018 - 08:08

    Complimenti a Cazzola e Barbano. Onorare e rispettare le istituzioni democratiche della Repubblica e’ dovere costituzionale, talche’ il contrario costituisce reato. Non onorare ne’ rispettare anche nella forma i rappresentanti di quelle istituzioni e’ una pagliacciata invereconda, insopportabile e persino pericolosa. L’on. Fico dovrebbe aver consapevolezza di presiedere un’assemblea di legislatori e non di condominio. Il recarsi al Quirinale in autobus, a piedi o magari in bicicletta con codazzo di fotografi e telecronisti a immortalare e celebrare l’evento dovrebbe far ridere, anzi ancor meglio piangere. Di che meravigliarsi se chi sovraintende al seggio all’esercizio del voto, ovvero la massima espressione della sovranita’ democratica, mi accoglie in maglietta o canottiera da spiaggia rinfacciandomi tra gli applausi che l’abito non fa il monaco? Che c’entra ormai il rispetto del seggio e del voto e del votante?

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