Renzi e le parole su Gentiloni candidato premier

30 Dicembre 2017 alle 06:03

Al direttore - Ora che il presidente Mattarella ha sciolto le Camere (e senza acido), se Renzi facesse un passo indietro farebbe in realtà un passo avanti: Paolo Gentiloni è ormai l’unico nome del Pd spendibile per il governo del paese.

Michele Magno

 

Gentiloni e Renzi funzionano bene insieme. Uno senza l’altro rischiano di funzionare poco. Ma Renzi lo sa e lo ha lasciato intendere: il candidato premier oggi prima di Renzi si chiama Gentiloni.

 


 

Al direttore - Ecco alcune precisazioni all’intervento del dr. Paolo Cirino Pomicino sull’ingresso di Anas nel Gruppo Fs Italiane. Iniziamo dall’espressione “gigantismo” riferita alle nostre Fs. Suonerebbe impropria, o addirittura risibile, se soltanto si avesse cura di guardare oltre i confini nazionali: in Europa la tedesca DB e la francese SNCF, in termini di fatturato, sono rispettivamente cinque volte e tre volte più grandi di FS. L’inefficienza che Pomicino associa a tale presunto “gigantismo” è smentita dagli economics di Fs (EBITDA margin 25,7%) e dalla sua capacità d’investimento (oltre 6 miliardi di euro nel 2017). Le future sinergie tra Anas e le altre società di Fs, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Italferr, per l’ingegneria, sono tutt’altro che “introvabili”: strade e ferrovie sono spesso affiancate (in Italia per oltre 10 mila km) e saranno più facilmente realizzabili in modo integrato e ravvicinato, riducendo il consumo di territorio. Inoltre, la gestione coordinata genererà risparmi; la condivisione del know-how e delle tecnologie permetterà di sviluppare progetti innovativi come le smart road e le e-highways; sui mercati internazionali aumenteremo la nostra competitività e ci presenteremo come un unico interlocutore con gli Enti locali e nelle Conferenze dei servizi. Anas, poi, non “resterà” affatto “nel perimetro della pubblica amministrazione”. Il percorso di uscita è stato già avviato con il nuovo contratto di programma approvato dal Cipe. D’ora in poi la società delle strade sarà pagata dallo Stato con un corrispettivo per le sue attività di gestione, manutenzione e sviluppo della rete. Proprio come un cliente paga il suo fornitore per servizi o prestazioni rese, con un sistema che prevede penali qualora non si raggiungano gli obiettivi concordati.Le presunte “crepe” nei servizi AV sono un’opinione che non ha riscontri né negli ultimi dati di puntualità (98,4%), né negli indici di gradimento (95,3% dei clienti Frecciarossa). Nel trasporto regionale Pomicino dimentica sia il miglioramento delle performance (puntualità al 90,6%, +3,9 p.p. vs 2014) e della soddisfazione dei passeggeri (84,5%, + 7,6 p.p. vs 2015), sia i 450 nuovi treni (Rock e Pop) che dalla primavera 2019 porteranno la flotta Trenitalia, già ampiamente rinnovata negli ultimi anni, a essere tra le più “giovani” d’Europa (10,9 anni di età media nel 2023), con un maxi investimento di oltre 4 miliardi in autofinanziamento. Infine, l’auspicio del dr. Cirino Pomicino: “un amministratore che avesse una visione[…] dovrebbe chiedere a voce alta l'assorbimento nella propria holding delle ferrovie concesse”, si è già realizzato. Ha anche un nome: è l’attuale ad Renato Mazzoncini. Che è stato persino ascoltato. Infatti su quelle linee è già stato avviato, d’intesa con il MIT, l’adeguamento agli standard di sicurezza presenti sulla nostra rete. Ne sono un esempio l’acquisizione delle Ferrovie del Sud-Est e gli accordi firmati con le Regioni Emilia-Romagna e Umbria per la futura gestione delle reti regionali FER e FCU.

Ufficio Stampa Fs

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    30 Dicembre 2017 - 09:09

    Renzi mi pareva d’aver capito anche dalle sue parole e’ sceso in campo per governare, ovvero essere premier. E ha sempre aggiunto che se non mi vogliono me ne torno a casa. Non ho memoria di segretario di partito non si sia candidato a premier al di là dei vincoli statutari. Ovunque, non solo in Italia, chi guida un partito o un movimento ambisce a guidare il governo. I ragionamenti che ora fate anche sul Foglio a proposito di un Renzi che si deve accontentare di far finta di guidare il Pd non hanno obiettivamente altro senso se non la conferma che Renzi e’ suo malgrado un perdente, uno sconfittto. Come possa con queste basi guidare una squadra alla vittoria e’ un mistero. E se per buona sorte le elezioni le vincesse, come potrebbe dire:adesso ho vinto ma mi faccio da parte?

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