Il terrorismo cresce quando l'occidente arretra, non viceversa

Redazione

Al direttore - L’articolo di Marco Valerio Lo Prete sul lavoro (il Foglio dell’8 luglio), come credo nelle intenzioni del suo autore,  induce alcune riflessioni; io mi soffermerò sulla contrattazione decentrata nella Pubblica amministrazione. Sono e resto un sostenitore della contrattazione aziendale o decentrata o di secondo livello, qual dir si voglia, ma immaginarla applicata alla Pa mi sembra, per il momento, una pia illusione e forse, anche un maldestro tentativo per non andare alla radice del problema e risolverlo. Ovviamente non ho ricette salvifiche, ma come tutti so che se ho il raffreddore è meglio che non mi esponga alle correnti d’aria. Fuori dalla metafora medica, intendo dire che nel settore pubblico, permanendo la “sovranità” del diritto amministrativo e l’autocertificazione della produttiva, qualsiasi premialità decentrata continuerà a rispondere a logiche “casareccie” e non di mercato. Con tanto di aggravio dei conti pubblici e buona pace dell’efficienza dello stato a scapito della competitività dell’intero sistema produttivo.
Valerio Gironi

Lo Prete ha ragione. Senza produttività, senza nuovi standard per legare ciò che si guadagna a ciò che si produce, non rischiamo semplicemente di non fare un passo in avanti. Rischiamo, come paese, di essere fottuti, come ci insegna Marchionne.

 

Al direttore - Caro direttore, se a Massimo Bordin resta il rammarico di non poter leggere il commento di Christopher Hitchens al report firmato da John Chilcot sulla guerra in Iraq, a me resta il dolore di non ascoltare quello di Marco Pannella, o il dispiacere di non conoscere quello dell’ex Leader of the House (una sorta di ministro per i Rapporti col Parlamento in GB) Robin Cook che si dimise il 18 marzo 2003 denunciando l’assenza di basi politiche sufficienti per giustificare l’azione militare in Iraq. Mi consola un pensiero però: che, in un inglese che Marco masticava grazie al suo amato jazz, convenga sorridente con Cook che per chi, di fatto, reputa inutile il rapporto Chilcot – perché non è emersa nessuna pistola fumante né alcun atto illegale da parte di Blair – magari le sorprese non sono finite.
Matteo Angioli

Caro Angioli, la invito a leggere l’inserto da collezione pubblicato oggi dal Foglio. Può essere un ripasso utile per tutti per non farsi incantare da un tribunale fuori dalla storia come quello di Chilcot e per ricordare un principio semplice: il terrorismo cresce quando l’occidente arretra e non quando prova a esportare democrazia.

 

Al direttore - Lei invita Renzi a “osare con l’all-in piuttosto che fare la fine dell’arrosticino”. Poiché il “mio” Foglio è giornale sofisticato mi chiedo “arrosticino” abruzzese (pecora) o ligure (capra)? Due mondi diversi.
Riccardo Ruggeri

Scelta difficile, ma senza andare a votare subito le pecore in politica rischiano di aumentare, non trova?

 

Al direttore - Il governo somiglia all’ultimo governo Berlusconi. Numeri risicati quindi maggioranze deboli. E’ meglio per Renzi spiazzare tutti, salire al Quirinale e dimettersi? Elezioni prima del referendum, che ormai è perduto, anche a causa sua che l’ha personalizzato. Spiazza soprattutto i suoi a sinistra che in due mesi non riuscirebbero a trovare uno in grado di vincere le elezioni. Spiazza FI e tutto un centrodestra avvitato su posizioni divergenti che difficilmente troverebbero la quadra in così poco tempo. Con due leggi elettorali ci ritroveremmo al punto di partenza. Numeri alla Camera e appoggi esterni al Senato chiunque vinca alla Camera. Se vincessero i pentastellati alla Camera dovrebbero chiedere appoggi esterni in senato. Cosa per loro, almeno finora impossibile. Rielezioni come in Spagna o ribaltone all’italiana? Propendo per quest’ultima ipotesi. Anche perché ho la convinzione che Berlusconi entrerebbe in maggioranza con il Pd, magari per un paio d’anni, non di più. Poi daccapo e per l’ultima volta, perché vincerebbero i pentastellati con qualunque legge elettorale. Vero che in due anni, se non li butti via, fai le tre cose fondamentali che nessuno ha fatto finora. Ma ho molti dubbi in proposito. Però vallo a sapere.
Franco Bolsi

 

Al direttore - Se dopo più di 150 anni il melting pot non ha funzionato negli Usa dove esistevano moltissime condizioni favorevoli (democrazia, libertà economica, spazio fisico, ecc.) siamo proprio sicuri di voler riproporre questo modello in Europa?
Gianni Rapetti

 

Al direttore - Scommettiamo che in questo caso le armi in libera vendita e la lobby Nra non sono il problema ma si tratta della – deprecabile, ci mancherebbe – prevedibile anzi sacrosanta reazione dei neri alle angherie della polizia bianca?
Guido Valota