I nuovi sessantottini

Umberto Silva

A volere l’indipendenza, a Barcellona, sono sempre loro. Anche se ventenni e bellocci

Ma sì, sempre loro, i ventenni e i loro capoccia, mi aggiro per le strade di Barcellona e li vedo, sessantottini in tiro che smaniano di prendere il potere, giubbotti e belle ragazze, da papparsi, da far loro vedere la gloria, ecco dopo il superbo anno Sessantotto il Diciassette, che noia, per chi lo fece c’è da spararsi, per la noia più che per la rivolta, che oggidì diventa assai rivoltante dopo la comparsa dell’Isis. Mi s’innervosiscono le mani mentre scrivo questa sbilenca paginetta, un tempo le menavo le mani ora si muovono e mi spunta la faccia assassina, la mia, tanto sono noiosi ’sti ragazzi, con quel Puigdemont che pare una melanzana, e tutti a urlare chissà che, il Sessantotto sempre lui, ma là qualche bella porcata la si è fatta, con qualche boiata di gusto, qui dubito, ci sono un mucchio di belle donne per strada ma non hanno quel certo so che, è più roba da…. Suo padre è finito a fare il fesso chissà dove, lui che era tanto caro a Pertini che gli insegnava come incornare l’ideologia con rabbia, lo insegnava persino al divino Carmelo a cui offriva il pranzo e la scappatoia, figurarsi, quella era gente tosta, il re si era ripreso il regno con un paio di boiate e l’aveva diretto a furia di cornate nel sedere della signore, e cameriere, anche la moglie ogni tanto, così carina e dolce, e che belle messe nelle grandi chiese e palazzi, e le famiglie prima o poi avrebbe rubacchiato, salvo il re che ora regna e tutti regnano con lui, succedergli non si può, anche perché in Spagna non succede proprio niente, niente deve succedere, gli spacchiamo il culo noi se ci provano quei coglioncelli del nord. Guai se si ammazza una corte, a corte ci si sta e basta, alle proprie e altrui corti, corti regali e piene di voglie, che meraviglia la notte e la lussuria, con mogli splendide qua e là, la regina che ha comunque bei vestitini anche se molto tirata e con la faccia che guarda altrove, bene così, lui il re è simpatico proprio perché non ha niente da dire, come suo padre ma all’incontrario, e a me piace, il vecchio ma anche il giovane che sta invecchiando, come tutti i re, ai quali mi sono sempre inchinato, in un modo o nell’altro, non trovo di meglio dell’inchinarmi ai re e alle principesse, sento in me qualcosa di bello, di forte, di principesco e principato, spesso mi viene da piangere, mi commuovo come un cane che latra nella notte, pensate, baciare la mano e il piede al principe Harry o qualcuno che gli somiglia, baciare il piede alla principessa lontana d’un tempo che ne faceva di ogni, che meraviglia, come si sta da dèi, viva i re, quelli inglesi sono il meglio, la scemenza è il culmime della grandezza, io posso solo tentare di arrampicarmi sullo sterco.

 

Forza Spagna, butta in mare quei zozzoni sessantottini che vogliono solo la camicia scamiciata, lunga vita al grande Vargas Llosa che ha tuonato dal palco e di puttane nei suoi libri la sa lunga, quando fa strisciare la Ragazza Cattiva schiacciata a terra dalla spinta bestiale, Siviglia vi farà a pezzi giovanotti, io sono già in prima fila, nessuno balla come a Siviglia dove ancora si onora la muerte degli antichi cardinali tutti ossa e polvere ma che sguardo, persone meravigliose e eterne, lasciate fare a loro e vedrete, è roba patetica scendere in strada e urlacchiare, inginocchiatevi davanti a Felipe, altro che l’Isis, il bel volto di Felipe era sceso tra voi e l’avete insultato, viva la Cina, l’unico paese intatto, sempre di più, conquista il mondo e sta creando la nuova arte, e le donne cinesi, diciamolo pure, sono meglio di tutte, possono ficcarti una lama nella gola mentre baci loro il collo, non temono la tua imbecillità, ridono della tua morte e la venerano in eterno con potenti pedate, a loro conquistare la Spagna e tutto il resto. Viva il Celeste Impero!

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