Cicli e ricicli

Tutti vogliono accarezzare i grillini, inutile sminuirli. Ci resta soltanto il Nazareno?

 

6 Luglio 2016 alle 06:18

Cicli e ricicli


Nei sondaggi e nell’anima dei cittadini giorno per giorno inesorabilmente si fa strada il grillino. Si ha un bel dire che è un momento e presto tutto rientrerà, c’è invece da supporre che se i grillini non faranno idiozie supersoniche a loro gli italiani affideranno le sorti del paese, se non altro per il gusto di vedere cosa diavolo combinano, se non altro per dare una sberla a quelli che poco hanno combinato. Si ha un bel dirsi che i grillini sono quel che sono, certo che lo sono, ma il popolo vuole vederli da vicino, sentirli sulla propria pelle, prima di sfotterli a più non posso. Se poi i grillini si rivelassero tutt’altro che fessi, il popolo ci resterebbe malissimo e comincerebbe a rimpiangere i tangentisti. E’ il movimento inconscio dell’oggetto “eccitante e rifiutante” di cui parla il grande psicoanalista scozzese William Fairbairn.

 

Renzi sminuisce il pericolo ma nessuno gli crede, tutti vogliono accarezzare un grillino, vedere com’è fatto politicamente e umanamente, mal che vada un grande spettacolo comico che Marino se lo sogna. Questa è la sottaciuta attesa, se poi non è così pazienza, da parte mia non ho problemi, con la pensione di psicoanalista incasso cento euro al mese. Sì, non è un refuso, cento euro al mese di pensione, la cifra più bassa dell’intero pianeta. Ne sono fiero, non c’è morte più bella del crepare lavorando, sto studiando da ciabattino, la trovo un’arte sorella di quella analitica. Lavorare sempre, anche da morti, come insegnano Dante, Freud e tanti altri semprevivi, nutrendoci ogni giorno di meraviglie. Se poi tanti rubano a man bassa, peggio per loro, l’unico a giudicarci è il Dio che sta in noi e distribuisce la bella gioia,  il santo dolore, la faccia di merda.

 

Poi c’è D’Alema. D’Alema si lamenta d’essere stato rottamato, l’unico in tutt’Italia. Capisco il suo lamento, anche se esagera, perché ha sempre la possibilità di fare un po’ di casino. Certo Renzi poteva dargli qualche incarico di prestigio, non si butta un D’Alema, non si butta niente, tutto può venire buono, se ne accorgeranno i grillini quando a furia di buttare butteranno se stessi. Far piangere D’Alema è una brutta cosa, non perché prima o poi si vendicherà, ma perché non può, e questo fa tristezza, e con tutte le rogne che già abbiamo ci tocca piangere anche per d’Alema. Il fatto è che siamo un popolo sensibile, trecentomila persone vennero da ogni parte d’Italia per versare lacrime su Gianni Agnelli, l’uomo che non sapeva amare e neppure sapeva cos’erano le lacrime, tanto che quando ne vedeva qualcuna guardava per aria e ordinava al suo autista di aprire l’ombrello. Trecentomila italiani in fila a rendergli omaggio con gli eredi che stringevano trecentomila mani, e non si stringe la mano a D’Alema? Punge? A maggior ragione.

 

Tocca sperare per l’ennesima volta nella Resurrezione del Nazareno, talmente stufo che quando lo s’invoca si nasconde dietro le nubi più impenetrabili del cielo. Errori gravissimi anche qui, che bisogno c’era di nominare presidente il simpatico Mattarella che stava sulle palle al Cav.? Nessuna. Ma anche il Cav., possibile che uno alla mano come lui non conosca il perdono? Davvero impossibile una novella alleanza? No, possibilissima, la verità è un’altra: i nazareni fanno i duri perché se fanno i molli è peggio. Se davvero si uniscono succede una catastrofe: i quattro gatti del Cav e la truppa di Renzi si dimezzano ulteriormente. A meno che il Nazareno non diventi Satana, e con audacia scateni un fulgido capitalismo, di quelli che spazzano via la tristezza dei giorni e instaurano la belle époque quale da tempo predica l’amico Giuliano.

 

Se mi dà il ministero di Grazia e Giustizia riduco le leggi a una trentina, e se mi dà lo sport rimetto le Olimpiadi sulla retta via di Olimpia. Cos’è ’sta storia che ci sono mille discipline una più balorda dell’altra, che tra un po’ si farà la gara dei sacchi e dei tappi? Occorre tornare alla Grecia, quella d’un tempo: l’uomo più veloce del mondo, quello che salta più in alto, quello che nuota con più ardore, quello che più lontano lancia il giavellotto… una ventina e stop. Tra i cespugli Nausicaa spia.

 

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