La bella morte

Caro premier Renzi, ecco qui  la mia riforma urgente: una pillolina per chi vuole andarsene

24 Febbraio 2016 alle 06:14

Accolgo la richiesta del premier Renzi di suggerire una nuova riforma, e amleticamente la intitolo: “Morire o crepare?”. Questo è il problema, il più urgente e diffuso, dal momento che gli umani sono soliti trapassare, tutti quanti. Da sempre è in atto una violenta disputa tra fautori della morte volontaria e i suoi acerrimi nemici. La chiesa è feroce con chi preferisce il fai da te, e gli nega il funerale, ma Dio ride di queste intemperanze, e di sicuro non è contento che per la messa al bando delle pillole molti suoi sofferenti figlioli debbano gettarsi giù dalla finestra, per di più rischiando di accoppare chi sta sotto. Che molti intrepidi lottino fino all’ultimo col dolore più torturante, tanto di cappello; ma bisognerebbe anche spargere la voce che Dio non pretende questo da noi, essendo Egli tutt’altro che un torturatore. Morire o crepare? Sto parlando di persone che in piena coscienza valutano il proprio destino terreno, non delle morti tragiche; quelle purtroppo sono incontrollabili e non sempre c’è qualcuno che sul ponte afferra in extremis il disperato tuffatore. Parlo di uomini che vedono nella morte non tanto un nemico da combattere all’ultimo sangue, quanto un’amica misteriosa e dolcissima. Parlo di un uomo che sceglie di morire perché convinto che sia il momento giusto, che la morte sia più dignitosa, umana, e più generosa di quanto sia diventata la vita, che in ogni caso va ringraziata, impegnandoci fino all’ultimo con un bel gesto che ci faccia meritare una altrettanto bella morte. Il pensiero va subito agli eroi, a chi si tuffa nel fiume in piena salvando altre vite pur sapendo di non tornare a riva; a chi si getta nel fuoco da cui sa che sarà bruciato, a chi si offre al martirio salvando così altre vite. E’ la morte più bella, e mi farebbe grande piacere morire così, anche per togliermi di dosso certe inestirpabili colpe, ma non è detto che mi si presenti l’occasione. Le morti eroiche potrebbero evitarmi, e passerei il tempo come un folle a cercare invano qua e là un po’ di gloria. A noi sfortunati, a questo punto resta la possibilità di una caritatevole Madama Morte che ci risparmi brutte figure come sporcarci ogni cinque minuti o contendere il letto d’ospedale ai bambini.

 

Sulla scelta del buen retiro possiamo trarre esempio dal principe Potemkin, che in una delle sue cavalcate sentendo la sua storia alla fine, invece di tornare al castello per consegnarsi ai dottori fece stendere sulla neve il manto d’ermellino e guardando le stelle beato volò loro rincontro. Sigmund Freud a Londra chiese al suo medico di fiducia di porre fine agli insostenibili dolori, e così il lettino di colui che tanti umani aveva salvato, e ancora oggi salva dalla morte dell’anima, consegnò la sua a una splendente immortalità. Bello anche morire nei prati della nostra giovinezza, adagiati sull’erba in un ultimo pic-nic, circondati da nipoti che ci ricordano il giardino dei ciliegi, gli amori che per tutta la vita abbiamo amato e che solo ora ci dicono perché.

 

Gli italiani trasformati in funebri migranti

 

Personalmente ho un altro piano. Se un giorno fossi troppo fustigato nella carne o nello spirito o da entrambi alleati, in una chiesa prenderei commiato. Cosa di più dolce dell’incontrare Dio nella Sua stessa dimora? M’infilo nel confessionale poco prima della chiusura, attendo che scenda la notte e tutto sia silenzio, m’inginocchio davanti all’altare e ringrazio il Signore di quello che mi ha donato e ancora si appresta a darmi conducendomi nel più gioioso dei paradisi, il Purgatorio. Inghiotto la pillola come un’ostia e mi stendo a faccia in giù nel mezzo della navata centrale, come i sacerdoti quando attendono la consacrazione. La mattina il sacrestano mi trova così, e a lui su un foglio chiedo una messa, su altri fogli dispenso poesiole ai miei cari. Amen.

 

Premier Renzi, permetta l’uso delle pilloline a chi, compiuto in terra quel che è riuscito a compiere, santamente anela a volare in cielo. E’ ingiusto costringere gli italiani in cerca di pace a rifugiarsi in Svizzera come ai tempi del fascismo; è triste morire lontano dalla patria; è crudele trasformarli in funebri migranti.

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