Viva la regina

Un sogno che sembra un incubo, e la poligamia che confonde le acque del matrimonio tra uomini

10 Febbraio 2016 alle 06:27

In America i mormoni scismatici si stanno mobilitando per esaudire un fervente desiderio, la poligamia, ampiamente praticata dal fondatore. Sulla scia del trionfo dei gay, i gruppi più volitivi di mormoni hanno strappato ai giudici laute promesse, sicché è prevedibile che in un prossimo futuro al matrimonio omosex si abbinerà quello poligamico. Anche in Italia la poligamia è possibile, possibilissima, a portata di mano, basta una votazione in Parlamento. A chi sostiene che la poligamia va contro i diritti e l’onore delle donne è facile obiettare che non siamo in oriente e qui da noi le donne saranno libere di sposarsi con due, cinque, dieci uomini, o donne. Confesso che fino a qualche giorno fa ero piuttosto favorevole a questa iniziativa, mentre trovo pessima l’idea che gli uomini si sposino tra di loro; senza una donna accanto c’è il rischio, se non la certezza, che essendo imbecilli di natura, gli uomini, per di più raddoppiati, peggiorino ulteriormente, mentre due o tre mogli tenere e toste li terrebbero a bada. Ero quindi favorevole all’eteropoligamia, fino a quando il sogno di un mio paziente, un attempato rubacuori, mi ha fatto cambiare idea. Eccolo, il sogno.

 

“Me ne sto nel letto con Paola e Lucia, e fin qui, professore, niente di speciale, solo che… tutti e tre portiamo al dito lo stesso anello d’oro con la stessa data. La stessa data in cui ho sposato la mia vera moglie, Gigliola, capisce!?”. Ma sì che capisco, questa idea dei pazienti di pensare gli psic sempre un po’ idioti, è seccante. “Dunque, professore, siamo tutti e tre sposati uno con l’altra, o con l’altro, insomma, per essere chiari, io sono sposato con Paola e Lucia e loro sono sposate tra di loro e si vogliono bene almeno quanto ne vogliono a me, capisce?”. Capisco, capisco. “Dunque, professore, io e le ragazze ci abbandoniamo a dolci effusioni quando, senza nemmeno bussare, entra nella stanza un bel tipo sui trent’anni. Trent’anni, capisce. Capisce?”. Fanculo. “Mi spiega Paola: ‘Lui è Antonio, vogliamo sposarlo’. Come dire di no? M’inteneriscono le due ragazze, la loro maldestra giovinezza, insomma temo che fuggano con lui, ha capito? Ma sì che ha capito, lei capisce tutto, ma anch’io ho capito!”. Fuori di sé il vecchio satiro fa per alzarsi dalla chaise longue ma lo acchiappo per le spalle e lo schiaccio giù.  Rassegnato prosegue: “‘Vabbè’, dico alle ragazze, ‘se proprio lo amate…’. Andiamo in municipio e diciamo sì al nuovo matrimonio, Antonio mi dà un bacio sulla bocca. Impallidisco, solo in quel momento mi rendo conto d’avere sposato anche lui! Paola mi sferra un pugno nella pancia: ‘Perché quella faccia? Guarda che se fai lo stronzo ti rubiamo tutto!’. Mi sveglio bagnato di sudore. professore, lei che capisce tutto, mi dica, non era meglio tanto tempo fa quando andavamo in chiesa a sbirciare le gambe delle ragazze? Bastava uno sguardo, un ginocchio, una calzetta…”. Il vecchio libertino si accascia triste. Certo che bastava un’efelide o un foruncolo, quello era il vero Eros, Dio che scende tra noi e ci sprona all’amore, ma è sciocco vivere di ricordi, ancora oggi basta poco, molto poco per essere davvero felici senza cambiare le leggi e precipitare nell’inferno. Il matrimonio tra uomini, la poligamia, i figli così e cosà, che guerre, che incubo, ci sarà pur qualcosa di lieto e condivisibile per tutti? Sì, c’è. Guardo la foto di Elisabetta d’Inghilterra che spicca sulla libreria; siamo nel 1953 nella chiesa di Westminster e la sovrana è appena stata incoronata. Da uomo d’una certa esperienza posso dire che niente v’è di più dolce al mondo di un re o di una regina davanti ai quali inchinarsi. A commuoverci basta un loro sorriso, affacciato su una spelacchiata rivista. Possono essere mascalzoni, inetti, brutti, eppure quando un re o una regina o un Papa sono omaggiati da un personaggio di alto rango, nobel o presidente, è un brivido di gioia. Il Tutto s’inchina davanti al Nulla, quale impareggiabile e fin superbo trionfo dell’umiltà, della letizia tra gli umani, della speranza? God Save the Queen, che intanto pensa alle sue scrambled eggs. E tutti noi con lei al tavolo di cucina. God Save the Queen, senatrice Cirinnà.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi