Psico-Casini

Da quando è nato il suo obiettivo è il Quirinale. L’ambizione è una virtù che solo i mascalzoni celano

17 Giugno 2015 alle 06:15

Psico-Casini

Quando lo psicoanalista s’interroga sulla personalità del paziente, se è davvero uno psicoanalista, inevitabilmente s’imbatte nella propria personalità. Se è coraggioso, invece di rifugiarsi dietro il paravento della sapienza si mette in gioco e si pone delle domande. A me è capitato quando, incontrando il mio paziente immaginario di questa settimana, Pier Ferdinando Casini, ho cercato di capire la ragione per la quale costui mi risulta decisamente simpatico. Ecco quel che ho scoperto.

 

- Casini mi è simpatico perché ha sposato Azzurra. Immagino Pier e il suo potente amico Francesco Gaetano Caltagirone che in una terrazza del lussuoso palazzo bevono un whisky parlando delle cose del mondo. Siamo a qualche anno fa, quando ancora Francesco Gaetano detto Franco non sa dell’amore tra i due; vede la figlia che si avvicina all’uomo politico e, stringendo le spalle, sorridente, scaccia lo strano pensiero che all’improvviso lo attraversa: “Che idea balzana, la mia piccola Azzurra con il vecchio amico Pier. Figurarsi!”. In quel momento Casini stringe la mano di Azzurra e l’accarezza.

 

- In Casini colgo un sereno affidamento al destino, vederlo tranquillo tranquillizza. Quando tutto sembra perduto e il naufragio evidente, Casini placidamente nuota. La sua capacità di saltare da una deriva all’altra pur restando sempre al centro dà sollievo, e promette un’esistenza aliena dalle turpitudini dell’ideologia. Adoro la parola Centro, così come lui in varie occasioni dolcemente la pronuncia. Può significare questo o quello, il centro dell’universo o l’ho fatto centro! del bambino con la freccetta. Enigmatica divinità, il Centro è adorabile.

 

- Casini mi è simpatico perché l’anno scorso venne al Foglio e con passione sostenne la più che degna causa dello stato d’Israele in un momento di globale terroristica denigrazione. Era una bella notte estiva, le stelle ci guardavano benigne e lui, Pier, ci stava benissimo.

 

- Mi è simpatico perché è sempre totalmente eguale a se stesso, tanto da ingenerare il sospetto di essere in realtà un altro.  

 

- Mi è simpatico perché è in Parlamento da 32 anni senza dar fastidio a nessuno, una severa lezione ai rottamatori e alle loro ansie di palingenesi. Sono da sempre favorevole alla permanenza degli stessi, la maschera funebre del faraone Tutankhamon conservata nel museo del Cairo è quanto di più giovane ed eterno si possa immaginare, mai oro fu tanto bene speso che sul volto di quel diciottenne. Abolirei la pretenziosa Camera dei deputati non si sa bene a che, e lascerei quella dei senatori, nominandoli a vita tra i cittadini assorti esclusivamente nella propria bellezza. Solo così possono elargirla al popolo, che per lo più è bruttissimo.

 

- Mi è simpatico Casini che in politica ha fatto un po’ di errori senza far male a nessuno, e semmai qualche svarione c’è stato… nessuno se n’è accorto: i suoi passi sono lievi e di questo silenzio va ringraziato.

 

- Mi è simpatico Casini perché da quando è nato punta a diventare presidente della Repubblica, e questo è un bel segnale di ambizione, virtù che solo i mascalzoni nascondono. Gli sciocchi pensano che Pier proprio perché è l’uomo giusto per il Quirinale sia inadatto, quando invece talora – quando l’ora è tacita e composta – accade che proprio l’uomo giusto si riveli tale. E’ il miracolo di cui Nostro Signore si compiace quando vuole confondere gli ideologi e i saccenti.

 

- Mi è simpatico Casini perché era ed è amico e allievo, nella buona e nella cattiva sorte, del simpatico Arnaldo Forlani, il coniglio mannaro.

 

- Infine Pier Ferdinando Casini mi è particolarmente simpatico e direi necessario, perché il giorno in cui sarà eletto presidente della Repubblica s’inchinerà davanti al Papa baciandogli la mano, riconoscendo in lui il vicario di Cristo. La bacerai a lungo, Pier, è la mano che ha spezzato il pane, la mano che è stata crocifissa. Padre Georg ne sarà estasiato, sorpreso Papa Francesco lascerà fare, ritrovando tutto d’un colpo la fede in se stesso. L’umile inchino di Azzurra sarà più irresistibile di un Concilio sicché guardando e riguardando quelle sante immagini persino il temibile sultano del Borneo rifletterà sul da farsi.

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