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Perché l'Ue rischia l'implosione se non aiuta Italia e Spagna

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Telegraph, Figaro, Pais, Financial Times

30 Marzo 2020 alle 09:40

Perché l'Ue rischia l'implosione se non aiuta Italia e Spagna
Il progetto europeo in "pericolo mortale" se Italia e Spagna abbandonate
Londra, 30 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Il rifiuto della Germania e dei suoi alleati di accettare la proposta avanzata da Italia, Spagna e altri Stati membri dell'Ue per l'emissione di "coronabond" come risposta alla crisi provocata dalla pandemia di coronavirus mette in pericolo la sopravvivenza dell'Unione europea. Lo afferma oggi il quotidiano britannico "The Telegraph", riferendo dello scontro in atto tra i paesi nordici ed il gruppo degli Stati mediterranei, guidati dall'Italia, in merito alla risposta economica da dare alla crisi del coronavirus. Schierato da sempre su posizioni euroscettiche, il "Telegraph" pare augurarsi che la mancata solidarietà tra i paesi membri possa spingere le divisioni all'interno dell'Ue a un punto di non ritorno.
Leggi l'articolo del  Telegraph
  
Lavoratori in nero esclusi da aiuti contro coronavirus
Londra, 30 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Per gli italiani, il decreto "Cura Italia" varato dal governo offre un aiuto al mantenimento del livello di vita minacciato dalla quarantena per il coronavirus. Tuttavia, vi è ancora una vasta fetta di popolazione che avrà difficoltà ad accedere ai sussidi, ossia i lavoratori in nero. Come riferisce oggi il quotidiano britannico "Financial Times", il settore sommerso mantiene un peso importante per l'economia italiana. Se quanti lavorano in nero resteranno fuori dalla rete di sicurezza disposta dal "Cura Italia, il pericolo è che cadano preda della criminalità organizzata. In questo modo, le organizzazioni criminali rafforzerebbero la presa in quelle regioni dove sono già potenti.
 
Tra 10 giorni riduzione significativa contagi
Madrid, 30 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha stimato che il numero di infezioni da nuovo coronavirus in Italia inizierà a registrare un netto calo entro un periodo massimo di 10 giorni. "Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un aumento dei casi dovuto ad un incremento dei test effettuati", ha spiegato Sileri un’intervista all'emittente radiotelevisiva britannica “Bbc”, ripresa dal quotidiano spagnolo “El Mundo”. "Siamo al culmine dell'epidemia e penso che tra una settimana, massimo 10 giorni, vedremo una significativa riduzione dei casi", ha dichiarato il viceministro della Salute. A sua volta, il virologo Fabrizio Pregliasco ha concordato con questa previsione, affermando: "Sebbene il valore numerico dei contagi stia aumentando, stiamo chiaramente percependo un rallentamento della crescita”.
L'Italia si sente abbandonata dall'Ue nella crisi del coronavirus
Parigi, 30 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Nella crisi provocata dalla pandemia di coronavirus, l'Italia si sente ancora una volta abbandonata dall'Unione europea. Lo scrive il quotidiano francese “le Figaro”, spiegando che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiede alla Commissione europea un finanziamento eccezionale per far fronte all'emergenza del contagio. “Se non ci sarà un risposta dell'Europa entro dieci giorni ce la caveremo da soli”, ha detto il capo del governo. A sua volta, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è ha ricordato che, nella gestione della pandemia, per l'Ue si tratta di interessi comuni. La mancanza di solidarietà è più evidente sul piano sanitario. Quando l'Italia ha richiesto maschere e altro materiale, nessun paese membro ha risposto. Neanche la Francia ha reagito, nonostante avesse più volte sottolineate “la storica amicizia” con l'Italia.
  
Conte a “El Pais”, Europa rischia di perdere la fiducia dei cittadini
Madrid, 30 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avverte l’Unione europea che in un momento cruciale come questo, in piena crisi per la pandemia di coronavirus, rischia di perdere definitivamente la fiducia dei cittadini se non agisce subito e in maniera incisiva contro il contagio. In un’intervista al quotidiano spagnolo “El Pais”, Conte mette in guardia dal fatto che l’Ue si sta avvicinando a un punto di non ritorno mentre si trova a giocare una partita storica. “E’ tempo di introdurre uno strumento di debito europeo comune che ci consenta di superare questa guerra il più presto possibile e rilanciare l'economia. Nessun paese, anche quelli che credono di subire ora un impatto minore, può evitare questa grave crisi”, continua Conte rispondendo a una domanda sull'introduzione dei "coronabond". Il presidente del Consiglio ribadisce poi che nessuno chiede all'Europa di farsi carico dei debiti sovrani degli Stati membri, ma solo di agire in maniera unitario “per uscire da questo tsunami economico e sociale” costituito dalla pandemia di coronavirus. Il capo del governo si chiede, dunque, “se l'Ue non è all'altezza della sua vocazione e del suo ruolo in questa situazione storica, i cittadini non avranno più fiducia in essa o la perderanno definitivamente?”. A tal riguardo, Conte esprime preoccupazione per “gli istinti nazionalisti” e “antieuropeisti” che potrebbero emergere. Infine, il presidente del Consiglio ha poi espresso vicinanza al governo e al popolo spagnolo, duramente colpito dalla pandemia. “Voglio esprimere la nostra vicinanza e solidarietà al governo spagnolo e alla sua popolazione. È un dramma che conosciamo molto bene e posso immaginare le difficoltà che affrontano. Vogliamo uscire da questa crisi il più presto possibile, tra l'altro, per aiutare altri paesi come la Spagna con medici, respiratori e dispositivi di protezione individuale”, ha affermato Conte.
Leggi l'articolo del Pais
 
L'Albania invia 30 medici in Italia
Madrid, 30 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - L'Albania ha inviato 30 medici e infermieri in Italia per aiutare il paese contro la pandemia di nuovo coronavirus, che ha causato la morte di oltre 10.000 persone. "È vero che tutti si sono chiusi nei loro confini e paesi molto ricchi hanno voltato le spalle agli altri, ed è perché noi non siamo ricchi e perché abbiamo memoria che non possiamo permetterci di non mostrare all'Italia che gli albanesi non abbandonano mai il loro amico in difficoltà", ha detto il primo ministro albanese, Edi Rama. Il presidente del governo italiano, Giuseppe Conte, ha pubblicato il messaggio di Rama sui propri canali social con la parola: "Grazie". “I fratelli e le sorelle italiane ci hanno salvato, ci hanno adottato e ci hanno accolto nella loro casa quando in Albania si soffriva", ha continuato. Durante gli anni '90, decine di migliaia di albanesi sono arrivati ​​in Italia su grandi navi dopo la caduta della dittatura e attualmente la popolazione albanese nel paese è di oltre 400.000 persone.
Leggi l'articolo della  Vanguardia

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Commenti all'articolo

  • mussini

    31 Marzo 2020 - 18:10

    Tutto bene, cari amici, ma qualcuno dovrà spiegare ai Tedeschi, che vanno in pensione a 65 anni, perché con i loro soldi devono finanziare gli Italiani che hanno quota 100 e per giunta quella scemenza del reddito di cittadinanza.

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  • albertoxmura

    30 Marzo 2020 - 13:42

    Olandesi e tedeschi debbono mettersi in testa che la solidarietà comporta mettere mano al portafogli. Va detto senza mezzi termini che i coronabond farebbero gravare parte del peso economico dell'epidemia di covid-19 nel meridione d'Europa sui contribuenti dei paesi del nord. Qualcuno si è lamentato degli scarsi aiuti americani. Ma gli Stati Uniti non sono tenuti a nulla. I partners europei invece sì. Altrimenti non vedo perché esercitarsi nella retorica vana dell'europeismo quando l'UE non è che un club di Stati e nazioni in competizione tra loro e per nulla disposti ad aiutarsi concretamente nel momento del bisogno. Occorre rilanciare subito l'idea di una Costituzione europea che, tra l'altro, fissi l'obbligo alla solidarietà e alla condivisione dei debiti contratti per via di calamità impreviste. Se i Paesi del Nord non ci stanno, allora tanto vale fare una'Europa più piccola ma più coesa sulla base di una Costituzione federale con Parlamento e Governo eletti democraticamente.

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