Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Il fiasco di Di Maio sulla Libia, visto dalla stampa estera

La rassegna dei giornali internazionali sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Figaro, Economist, Faz, Daily Mail

Libia: “Faz”, il fallimento dell'Italia come mediatore

Berlino, 10 gen - (Agenzia Nova) - Già potenza coloniale in Libia, dove ha importanti interessi economici, l'Italia vorrebbe agire come mediatore nel conflitto in corso nel paese. Tuttavia, questo tentativo di “colpo diplomatico” è fallito, generando imbarazzo. In questo modo, il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung” commenta la mancata riuscita del vertice sulla Libia organizzato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi nella giornata dell'8 gennaio scorso. Dopo tre ore di colloqui con il generale Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Conte avrebbe voluto ricevere anche il presidente del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Sarraj. L'obiettivo, politico e simbolico, era giungere a Roma a una stretta di mano tra i capi delle parti in conflitto in Libia. Tuttavia, quando ha saputo della presenza di Haftar a Palazzo Chigi, di cui non era stato informato, Al Sarraj, in volo da Bruxelles a Roma, ha deciso di invertire la rotta verso Tripoli. Durante la sua visita a Bruxelles, il presidente del Gna aveva, infatti, già chiesto all'Ue sostegno contro Haftar. Come nota la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, i partiti di opposizione in Italia hanno salutato con gioia “l'errore da principiante” della diplomazia compiuto dal governo. Secondo il protocollo e le consuetudini diplomatiche, Conte avrebbe dovuto ricevere prima Al Sarraj, come capo del governo libico riconosciuto dall'Onu, e soltanto dopo Haftar, comandante di una forza ribelle come l'Lna. Per la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, l'Italia intende giocare “un ruolo da protagonista in Libia, ma difficilmente riesce a farsi sentire nello sciame di attori politici e soprattutto militari” attivi nel paese. Roma “è dalla parte di Al Sarraj, ma parla anche con Haftar e alla fine, in maniera piuttosto dilettantesca, si offre come onesto sensale” tra le parti in conflitto in Libia.

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Libia: fiasco diplomatico dell'Italia

Parigi, 10 gen - (Agenzia Nova) - Sul dossier libico l'Italia incassa un “fiasco diplomatico”. Lo scrive il quotidiano francese “Le Figaro”, dopo che l'8 marzo scorso il capo del Governo di accordo nazionale (Gna), Fayez al Sarraj, si è rifiutato di incontrare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, perché irritato dalla presenza del generale Khalifa Haftar, comandante dell'Esercito nazionale libico (Lna), a Roma. Una mossa sbagliata da parte dell'Italia, che così facendo conferma le indiscrezioni che la vedono intenzionata ad avvicinarsi ad Haftar. L'obiettivo di Roma è quello di riguadagnare l'influenza persa nella sua ex colonia, dove l'Eni controlla molti pozzi di petrolio. A questo si aggiunge poi la questione migratoria , visto che il paese è il principale crocevia dei flussi nel Mediterraneo.

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La politica estera annaspa a causa dei fallimenti in Libia

Londra, 10 gen - (Agenzia Nova) - L'Italia sta cercando disperatamente di salvare la propria credibilità diplomatica dopo che il suo tentativo di giocare un ruolo centrale nella risoluzione del conflitto in Libia è deragliato, rivelando tutta la approssimazione al centro dell'azione del governo. In questo modo, il quotidiano britannico "Daily Mail" descrive oggi i fallimenti nella gestione della questione libica registrati negli ultimi giorni sia dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sia dal ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. Nella giornata dell'8 gennaio scorso, il presidente del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Sarraj, ha rifiutato di incontrare Conte a Roma avendo appreso che il suo rivale, il generale Khalifa Haftar comanda l'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), era già stato ricevuto a Palazzo Chigi. A sua volta, Di Maio si è trovato isolato alla riunione sulla Libia tenuta al Cairo con i ministri degli Esteri di Francia, Egitto, Grecia e Cipro e ha rifiutato di firmare la dichiarazione finale. Secondo il titolare della Farnesina, il documento era, infatti, eccessivamente sbilanciato a favore di Haftar. Questi sviluppi hanno mostrato come il governo sia "ignorato a livello internazionale e anche diviso al proprio interno". Per il "Daily Mail", si è trattato di un doppio colpo potenzialmente letale per gli sforzi diplomatici di Roma volti a portare la pace in una Libia in preda al caos. Nella giornata di ieri 9 gennaio, Conte e Di Maio si sono incontrati per discutere dei prossimi sviluppi. Tuttavia, per il "Daily Mail", l'Italia ha ormai perso l'iniziativa sulla LIbia a favore di Russia, Turchia e Francia. Intanto, i partiti di opposizione accusano il governo di essere inetto.

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Salvini studia strategia per riconquistare potere

Parigi, 10 gen - (Agenzia Nova) - Il leader della Lega, Matteo Salvini, parte alla conquista del potere. Lo scrive il quotidiano francese “Le Figaro”, spiegando che Salvini sta studiando quale strategia adottare in un momento in cui il paesaggio politico nazionale si mostra instabile. La Lega dopo la vittoria ottenuta alle ultime elezioni regionali in Umbria punta all'Emilia Romagna, dove si andrà al voto il 26 gennaio prossimo. Una vittoria di Salvini in questo feudo storico della sinistra rappresenterebbe un duro colpo per la coalizione di governo formata da Movimento 5 Stelle e Lega. Salvini in questi ultimi anni ha saputo posizionarsi al centro del gioco politico attraverso una comunicazione mirata e massiccia. “La Lega che ha vinto le elezioni europee nel maggio 2019 con il 34,33 per cento dei voti ed era data nei sondaggi al 37 per cento all'inizio dell'estate è ricaduta al 30 per cento e attraversa un momento delicato”, spiega Nando Pagnoncelli, direttore dell'istituto Ipsos Italia. 

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Atlantia rischia di perdere concessioni autostradali

Londra, 10 gen - (Agenzia Nova) - Il settimanale britannico "The Economist" ripercorre le traversie della famiglia Benetton e della società Atlantia, di cui è il maggiore azionista con il gruppo Edizione, seguite al crollo del Ponte Morandi a Genova, che il 14 agosto del 2018 provocò 43 vittime, 11 feriti e 566 sfollati. "The Economist" si chiede come andrà a finire lo scontro tra Atlantia e il governo, che pare intenzionato a revocare ad Autostrade per l'Italia (Aspi), controllata dalla società dei Benettton, la licenza di gestione di gran parte della rete autostradale italiana. La minaccia si è fatta più concreta dopo che il 31 dicembre scorso il governo ha varato un decreto con cui verrebbe sensibilmente ridotta l'eventuale compensazione versata dallo Stato per il ritiro delle concessioni di Aspi. Ad aggravare la situazione, il 6 gennaio scorso, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accusato Aspi di "seria negligenza", prima ancora che si sia conclusa l'inchiesta ufficiale sulla tragedia di Genova. Tuttavia, come osserva "The Economist", il partito Italia Viva di Matteo Renzi ha annunciato che voterà contro il decreto con cui Aspi verrebbe privata delle licenze autostradali. Secondo Italia Viva, infatti, il provvedimento allontanerebbe gli investitori stranieri dall'Italia. Inoltre, il Movimento 5 Stelle (Ms5), strenuo oppositore di Atlantia, è in preda al caos interno. Per "The Economist", 'esito più probabile è la conferma delle concessioni ad Aspi, ma ad un prezzo notevolmente maggiore e in cambio di un aumento degli investimenti per la manutenzione e di una diminuzione dei pedaggi autostradali. Secondo "The Economist", questa soluzione danneggerebbe la società, ma non in maniera fatale e sarebbe molto ben accolta dagli utenti delle autostrade. Infine, secondo "The Economist", non sarebbe affatto facile trovare una società che sostituisca Atlantia nella gestione della rete autostradale italiana.

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