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La manovra gialloverde ha il respiro sempre più corto

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Pais, Guardian, Financial Times, Point...

13 Novembre 2018 alle 08:58

La manovra gialloverde ha il respiro sempre più corto

Foto Imagoeconomica

Il governo italiano e la politica dal corto respiro

Madrid, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - L’Europa ha respinto il bilancio dell'Italia concedendole tre settimane di tempo per correggere i suoi conti. I termini scadono oggi ma, a quanto pare, il governo non apporterà alcuna modifica alla sua manovra per il 2019, incorrendo così nella procedura di infrazione della Commissione europea per deficit eccessivo. Lo scrive il quotidiano economico “Cinco Dias”, in un articolo in cui sottolinea che l’Italia sta cercando di emulare la politica espansiva degli Stati Uniti ma difficilmente riuscirà a trarne gli stessi benefici. Da qui la critica mossa al governo gialloverde che, secondo il giornale spagnolo, starebbe offrendo politiche economiche dal respiro corto che non faranno crescere il paese.

Leggi l’articolo del Cinco dias

 

L'Europa deve trovare un grande compromesso con l'Italia

Londra, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano economico britannico"Financial Times" pubblica un intervento in cui il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, sostiene che per risolvere il braccio di ferro tra il governo di Roma e la Commissione europea e per evitare lo scoppio di un'altra crisi dell'euro è necessario che l'Ue trovi una soluzione di compromesso che preveda profonde riforme strutturali in Italia in cambio dell'accettazione da parte di Bruxelles del fatto che le politiche di austerità non sono la giusta risposta ai problemi economici e sociali della Penisola.

Leggi l’articolo del Financial Times

l preludio della crisi in Italia

Madrid, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - Nel “Giulio Cesare” di William Shakespeare, Bruto afferma che "l'abuso di grandezza si presenta quando si separa il rimorso dal potere". E in Italia non c'è leadership degna della grandezza del Paese e della sua storia, né pentimento o pudore nell'esercizio del potere populista. Lo scrive oggi il quotidiano spagnolo “El Pais”, in un articolo di commento dal titolo “Preludio della crisi in Italia”, in cui avverte che Roma sta “facendo ammalare” l’intera Europa. L'euro – segnala – è crollato ieri al suo valore più basso rispetto al dollaro dal giugno del 2017 mentre il vicepresidente della Banca centrale europea (Bce), Luis de Guindos, ha ammesso che la situazione italiana introduce maggiore incertezza nei mercati del debito. In Europa non c’è pedagogia, ovvero non si insegna la responsabilità durante l'esercizio dei diritti. L'assenza di impegno nei confronti di noi stessi, come progetto europeo e come economia, ci riduce a protestare continuamente contro lo stesso progetto. Ci getta tra le braccia di un male superiore: la mancanza di controllo. L'Italia è stata protagonista di capitoli importanti della storia ma ora è il simbolo della demagogia economica. Questa è la settimana della seconda possibilità offerta dalla Commissione europea a Roma per correggere i suoi conti ma il governo transalpino non ha la minima intenzione di modificare il suo bilancio.

Leggi l’articolo del Pais

Italia: il Movimento 5 Stelle attacca la stampa

Parigi, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - In Italia il Movimento 5 Stelle è in guerra contro i giornali. Lo scrive “Le Point” sul suo sito, spiegando che mentre il vicepremier Luigi Di Maio vuole punire “gli sciacalli dell’informazione” dopo l’assoluzione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, Silvio Berlusconi “si trasforma nel paladino della libertà di stampa”. Nonostante l’assoluzione della prima cittadina di Roma, il processo ha condannato a quattro anni Raffaele Marra, il suo principale collaboratore. “Gli sciacalli della stampa vogliono far cadere il governo con una strategia ben precisa: esaltare la Lega e massacrare il movimento” ha affermato Di Maio. Ma il settimanale nota che, sebbene non siano mai stati teneri con il movimento, i media non hanno fatto altro che prendere atto della realtà politica.

Leggi l’articolo del Point

Il vertice italiano sulla Libia dimostra l’inefficienza dell’Occidente nel processo di pace

Madrid, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - A sei mesi di distanza dal tentativo della Francia di favorire l’avvio di accordi di pace in Libia, anche l’Italia tenta la fortuna. Lo scrive il quotidiano spagnolo “El Pais”, spiegando che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato per ieri e oggi a Palermo i leader della fazioni in guerra e diversi rappresentanti della comunità internazionale con l’obiettivo di superare lo stallo e prevenire una nuova escalation di violenza. Nonostante i buoni propositi, però, nel primo giorno di lavori, il governo italiano non è stato in grado neanche di garantire la presenza del generale Khalifa Hafter, che controlla la parte orientale della Libia con il sostegno di Egitto. Solo verso la fine della giornata il militare è apparso a Palermo e si è riunito con Conte, facendo tirare un respiro di sollievo all'esecutivo italiano, dal momento che senza questa figura chiave, qualsiasi accordo di pace sarebbe stato lettera morta. Tuttavia, le possibilità reali che Roma centri il suo obiettivo sono davvero scarse. Il governo di Giuseppe Conte avrebbe voluto ospitare un vertice internazionale per costruire la pace. L'idea era di ricevere a Palermo i capi di Stato e di governo più importanti, da Donald Trump e Emmanuel Macron, insieme ai leader delle due fazioni libiche, il generale Hafter e il primo ministro Fayez El Serraj, ma la ridotta lista di presenze, tuttavia, dà un'immagine perfetta della lontananza di una soluzione rispetto a un conflitto che riguarda direttamente l'Italia in materia migratoria ed economica.

Leggi l’articolo del Pais

Il vertice italiano sulla Libia in confusione mentre Trump e Putin non partecipano

Londra, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - I diplomatici italiani stanno lavorando freneticamente per iniettare fiducia nel vertivce sulla Libia che è iniziato in un clima di totale confusione: così il quotidiano britannico "The Guardian" descrive l'apertura della conferenza sul futuro del paese nordafricano a Palermo ieri sera lunedì 12 novembre, in un reportage dei suoi inviati Lorenzo Tondo e Patrick Wintour. Il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, voleva usare il vertice per confermare il ruolo-guida dell'Italia nella soluzione della crisi libica ed aveva programmato l'incontro subito dopo le cerimonie a Parigi per il 100esimo anniversario della fine della Prima guerra mondiale, nella speranza di veder arrivare a Palermo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello della Russia, Vladimir Putin: ma sei ore dopo l'apertura della conferenza la lista dei partecipanti era ancora molto fluida. Conte stesso non è arrivato che nel tardo pomeriggio, mentre il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero ha sorpreso gli osservatori volando a Bruxelles; inoltre il generale Khalifa Haftar, che è il principale personaggio della Cirenaica, la regione orientale secessionista della Libia , è sì sbarcato nel capoluogo siciliano ma non è ancora chiaro se prenderà parte ai lavori della conferenza. L'ufficio di Conte ha fatto sapere che il premier vedrà separatamente Haftar ed il primo ministro libico Fayez al-Sarraj in incontri bilaterali: il generale Haftar non si è seduto al tavolo della cena di lavoro insieme alle altre delegazioni, molte delle quali sono guidate da capi di Stato o di governo; del resto nei giorni scorsi l'uomo forte della Cirenaica aveva detto di essere contrario alla presenza della delegazione del Qatar. La diplomazia italiana ad ogni modo punta molto sulla pertecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, dell'Alto commissario per la Politica estera dell'Unione Europea, Federica Mogherini, del presidente dell'Egitto Abdel Fatah al-Sisi e del primo ministro russo Dimitri Medvedev. Conte ha offerto ad Haftar la tenuta di una riunione focalizzata sulle questioni di sicurezza aldifuori del programma formale del vertice, nel tentativo di superare le sue obiezioni ad una conferenza che a parere del generale vede una eccessiva presenza di islamisti e di rappresentanti occidentali; a convincere Haftar a venire a Palermo è stata probabilmente la presenza del presidente egiziano Al Sisi, uno dei suoi principali sponsor politici. Intanto gli incontri di ieri sono stati dedicati alle materie tecnico-economiche, ai contrasti religiosi tra le fazioni libiche ed alle questioni della sicurezza sul terreno, con la partecipazione delle principali istituzioni locali e dei rappresentanti delle potenze straniere, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.

Leggi l’articolo del Guardian

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Warren Buffett espande il suo impero immobiliare a Milano e Dubai

New York, 13 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - Una delle società di brokerage immobiliare del magnate statunitense Warren Buffett, Berkshire Hathaway HomeServices, ha unito le forze questo mese con la società londinese Kay & Co, il suo secondo franchise europeo dopo Rubina Real Estate a Berlino. La società punta ad espandere la propria rete a Milano, Vienna e Dubai entro la fine dell'anno. Berkshire ha anche intrapreso un confronto con potenziali partner a Parigi e Madrid, e guarda con interesse a Città del Messico, Hong Kong e Tokyo.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

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