La Borsa di Francoforte (foto Imagoeconomica)

Gli economisti tedeschi dicono che gli stati Ue “devono proteggersi” dall'Italia

Redazione

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Deutschlandfunk, Standard, Focus, Vanguardia, Mundo e Echos

Ue: presidente istituto tedesco Ifo, Stati membri “devono proteggersi” da Italia
Berlino, 12 ott 08:29 - (Agenzia Nova) - Gli altri Stati membri dell'Unione europea “devono proteggersi” dall'Italia perché, con la legge di bilancio approvata nella serata di ieri, 11 ottobre, dal parlamento italiano, è “possibile” che il governo di Roma intenda “deliberatamente far scoppiare una crisi economica confidando di ricevere poi aiuti dall'esterno”. È quanto sostenuto da Clemens Fuest, presidente dell'Ifo, l'Istituto Leibniz per la ricerca economica presso l'Università di Monaco di Baviera. In un'intervista all'emittente radiofonica tedesca “Deutschlandfunk”, Fuest ha affermato che gli Stati membri dell'Ue “devono proteggersi” dall'Italia “vendendo titoli di Stato italiani ora, prima della crisi”.
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Italia: stampa austriaca, il paese si avvicina a nuova crisi bancaria
Vienna, 12 ott 08:29 - (Agenzia Nova) - Il settore bancario dell'Italia “si sta avvicinando a una nuova crisi” che potrebbe essere innescata a breve dal continuo aumento del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. È quanto scrive il quotidiano austriaco “Der Standard”, citando analisti della società di servizi finanziari Credit Suisse. Importanti istituti di credito italiani, come la Cassa di risparmio di Genova (Carige) o il Monte dei Paschi di Siena (Mps), affrontano gravi criticità. Carige è infatti “sull'orlo della bancarotta”, mentre Mps avrà bisogno di altri fondi pubblici. La situazione delle banche italiane potrebbe andare del tutto fuori controllo qualora lo spread tra i titoli pubblici di Italia e Germania raggiungesse i 400 punti, evento “probabile” secondo “Der Standard”. Un tale sviluppo “potrebbe richiedere aumenti di capitale a molte banche” dell'Italia, che detengono circa 360 miliardi di euro in titoli di Stato italiani.

 

Italia: Salvini, squadre di calcio pagheranno per sicurezza stadi
Berlino, 12 ott 08:29 - (Agenzia Nova) - Le società di calcio italiane contribuiranno alle spese per la sicurezza degli stadi. È quanto proposto dal vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, secondo quanto riferisce oggi il settimanale tedesco “Focus”. Lamentando ogni fine settimana “migliaia di agenti di polizia debbano garantire l'ordine pubblico durante le partite di calcio gravando sulle casse dello Stato”, in un videomessaggio sulla sua pagina Facebook, Salvini ha affermato: “Chiederemo alle società, che spendono milioni di euro per i loro giocatori, di impiegare tra il 5 e il 10 per cento dei proventi dei biglietti in spese per la sicurezza”. Secondo il ministro dell'Interno, “non è giusto che tutti gli italiani debbano pagare per evitare che i tifosi si scontrino negli stadi”. Poiché hanno “un patrimonio sufficiente, le squadre di calcio possono dare certamente il loro contributo” alla sicurezza negli stadi, ha affermato Salvini.
Ue: il gruppo Alde chiede all’Italia un'alleanza liberale contro il nazionalismo europeo
Madrid, 12 ott 08:29 - (Agenzia Nova) - Il vice presidente del gruppo liberale Alde al Parlamento europeo, lo spagnolo Luis Garicano, ha chiesto a diversi partiti italiani di creare "una vasta alleanza progressista" contro il nazionalismo in vista delle prossime elezioni europee che si terranno a maggio. Garicano, scrive “La Vanguardia”, ha lanciato il suo appello intervenendo al forum celebrato a Roma dal titolo "Nuova Europa contro la Vecchia Europa: più unione, democrazia e lavoro per sconfiggere sovranismo e populismo". All’evento hanno partecipato vari rappresentanti dei partiti liberali e pro Europa italiani fra cui l'ex segretario agli Affari europei del precedente governo del Partito Democratico (centro-sinistra), Sandro Gozi, l'ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, e portavoce il di Forza Italia, Renato Brunetta.
Il Fmi critica duramente la politica fiscale italiana
Madrid, 12 ott 08:29 - (Agenzia Nova) - A quattro giorni dalla data i cui tutti gli Stati membri dell’Unione europea dovranno presentare i bilanci per il 2019 a Bruxelles, il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Commissione europea hanno duramente criticato la politica fiscale italiana, con particolare riferimento all'aumento del deficit che il governo di Giuseppe Conte ha in programma di realizzare per il prossimo anno. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Mundo”. Dall’Indonesia, dove il Fmi sta celebrando la sua Assemblea generale, la direttrice Christine Lagarde ha avvertito che "quando si fa parte di un club e si decide di continuare ad appartenere a quel club, allora bisogna rispettare le regole”. “Questo – ha aggiunto – vale per l'impegno preso dall’Italia in termini di disciplina fiscale". Dello stesso avviso, il commissario europeo per l'Economia nonché membro dell’Assemblea generale del Fmi, Pierre Moscovici, che ha affermato che il bilancio italiano "rischia una deviazione importante rispetto alle norme dell'Ue".
Ue: ex premier Renzi, in Europa si sta compiendo un processo storico
Parigi, 12 ott 08:29 - (Agenzia Nova) - “Sono consapevole dei limiti, dei ritardi, delle incertezze nel processo di integrazione (europeo, ndr). Ma non dobbiamo farci ingannare da queste difficoltà: un processo storico si sta compiendo”. È quanto afferma l‘ex presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in un editoriale sul futuro dell’Unione europea pubblicato da “Les Echos”. “Penso che nel 2038 avremo bisogno di più Europa, e non di meno Europa” continua Renzi evocando le sfide del futuro, come l’intelligenza artificiale, la creazione di nuovi tipi di lavoro e i temi ambientali. “L’Europa a 27 non potrà basarsi sul diritto di veto. Avremo probabilmente un’Europa a due velocità”, ha poi aggiunto l’ex premier. “Per ogni euro investito nella sicurezza, dovremo investire un euro nella cultura, nella scuola, nella ricerca e nell’università”, si legge nell’editoriale.
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