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Il vertice sui migranti visto dalla stampa estera

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Faz, Guardian, Vanguardia, Spiegel

29 Giugno 2018 alle 09:08

Il vertice sui migranti visto dalla stampa estera

Foto LaPresse

Vertice Ue: raggiunto accordo sui migranti dopo 14 ore di negoziati

 

Madrid, 29 giu - (Agenzia Nova) - Dopo 14 ore di negoziati, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha annunciato su Twitter che i 28 Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo sulle conclusioni del vertice di Bruxelles. I lavori erano finiti in stallo a causa del premier italiano, Giuseppe Conte, che aveva fatto sapere che avrebbe posto il suo veto qualora non si fosse raggiunta prima un’intesa sulla gestione comune della crisi migratoria. La notizia trova ampio spazio su tutti i principali quotidiani spagnoli. A seguito della decisione dell’Italia, Tusk e il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, avevano cancellato la conferenza stampa prevista nella serata di giovedì. Secondo “El Mundo”, il veto dell’esecutivo di Roma avrebbe messo in pericolo la stabilità del governo tedesco e dell’Unione europea in generale. I leader di Francia e Spagna, Emmanuel Macron e Pedro Sanchez, si erano immediatamente mobilitati per appoggiare il cancelliere Angela Merkel di fronte al rischio di crisi dell’intera Eurozona. Sanchez aveva dichiarato che è “prioritario che il Consiglio Ue mostri solidarietà specialmente alla Germania”.

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Migrazioni, Consiglio Ue: la difficile ricerca di un compromesso

 

Berlino, 29 giu - (Agenzia Nova) - Donald Tusk, il Presidente del Consiglio europeo, si è recato di recente nelle capitali europee per esplorare le opportunità di un compromesso nella disputa europea sui rifugiati. Si è tenuto lontano dall’incontro dei 16 capi di Stato e di governo di domenica scorsa per non dare l’impressione che la sua istituzione legittimasse "circoli esclusivi". Nella lettera d’invito al vertice di giovedì e venerdì, scrive la "Frankfurter Allgemeine Zeitung", Tuck ha sottolineato che dal 2015 sono stati compiuti diversi progressi e che da allora il numero di attraversamenti illegali delle frontiere nella Ue è diminuito del 96 per cento. Tusk ha aggiunto: “Tuttavia dobbiamo compiere ulteriori sforzi per controllare completamente le nostre frontiere esterne”. L’obiettivo è quello di ridurre la pressione migratoria sull’Europa e offrire soluzioni per il problema della “migrazione secondaria” transfrontaliera di profughi già registrati in un paese della Ue. Il nuovo governo italiano chiede di concentrarsi sulla protezione dei confini esterni: ridurre drasticamente il numero degli ingressi risolverebbe a sua volta il problema della migrazione secondaria. La posizione dei paesi di Visegrad (Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria) appare simile. Tuttavia, mentre Roma è favorevole alla distribuzione degli immigrati che giungono in Europa, i paesi dell'Est Europa sono categoricamente contrari a un sistema di quote. Non è ancora chiaro se il piano di Tusk e, probabilmente, del cancelliere tedesco, la cristiano democratica Angela Merkel, possa arrivare fino a Bruxelles. Potrebbero essere adottate solo 5 delle 7 regole sulla revisione del sistema europeo comune di asilo, e difficilmente la richiesta di superare il sistema di Dublino, avanzata da paesi come l'Italia, potrà essere accolta. Germania, Francia, Italia e Spagna paiono quantomeno concordi nel rendere effettivo e vincolante il principio della “responsabilità e solidarietà”. La Germania ha sempre detto che il principio di solidarietà “può trovare espressione in diverse manifestazioni”. Ciò potrebbe riguardare l’accoglienza dei rifugiati, ma anche i contributi alla protezione delle frontiere esterne o il sostegno ai paesi non europei. Indipendentemente dalla controversia fondamentale sull’interpretazione del termine “solidarietà”, molte altre questioni a Bruxelles sembrano non avere risposta. La proposta di Tusk di portare i rifugiati salvati nelle operazioni di soccorso marittimo principalmente nei centri internazionali, che non sono stati deliberatamente designati come “campi” dai diplomatici della Ue mercoledì, gode di un vasto sostegno tra i partner europei. L’obiettivo è quello di operare una distinzione preliminare tra rifugiati economici e rifugiati che hanno diritto alla protezione internazionale in collaborazione con l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Finora, tuttavia, nessun paese, europeo o extra-europeo, si è detto disponibile a istituire tali campi. Controversa è anche la proposta franco-spagnola di istituire centri di accoglienza negli Stati rivieraschi del Mediterraneo settentrionale. L'ipotesi di centri extra-europei, invece, è stata categoricamente bocciata dalla Commissione europea.

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Vertice Ue: il vero problema non è l’euro ma il collasso dei valori fondamentali

 

Madrid, 29 giu - (Agenzia Nova) - Il vertice Ue, iniziato giovedì a Bruxelles, era inizialmente destinato a riformare l’euro ma la crisi migratoria ha ampliato sostanzialmente la sua portata. Ci sarà tempo per parlare dell’Eurozona ora però “è più importante condividere l’angoscia per la vittoria dei movimenti populisti, nazionalisti o semplicemente razzisti” che si nutrono del conflitto migratorio. È quanto si legge in un editoriale pubblicato oggi dal quotidiano “La Vanguardia”. Affinché nessuno lo dimentichi – scrive l’autore Josep Oliver Alonso – i vincitori di questa crisi sono i Paesi dell’est, l’Italia di Matteo Salvini, l’Austria di Sebastian Kurz e la loro vittoria è segno che “sono tornati i fantasmi che credevamo sepolti molto tempo fa”. Quello che è successo, è il collasso degli accordi del 2016 sulla gestione dei flussi migratori. Niente di nuovo in fondo se si pensa ai segnali lanciati dalle ultime elezioni in Olanda, Austria, Francia, Germania e Italia. E se tutto ciò non fosse abbastanza – sottolinea il giornalista – a Berlino è esplosa un’altra crisi che potrebbe portare alla caduta di Angela Merkel: la Csu bavarese ha minacciato di rompere la coalizione di governo se il cancelliere non accetterà la politica di tolleranza zero sull’immigrazione. Dati questi presupposti, che accordo verrà fuori dal vertice europeo? Un accordo che non ci farà sentire orgogliosi. 

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Il presidente del Parlamento Ue Tajani: “chiudere i confini uccide il mercato interno”

 

Amburgo, 29 giu - (Agenzia Nova) - In una lunga intervista, rilasciata poco prima del Consiglio Ue, ai quotidiani “Der Spiegel” e “Handelsblatt”, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha parlato delle aspettative dell’incontro. Il vertice, secondo il presidente, è un incontro importante per il cancelliere tedesco, la cristiano democratica Angela Merkel, ma non è compito dell’istituzione europea intromettersi nella disputa politica interna tedesca. Chiunque voglia chiudere i confini uccide il mercato interno dell’Unione, avverte però Tajani. Anziché controllare quelli interni, bisogna proteggere quelli esterni, afferma il presidente del Parlamento Ue. Occorre realizzare hotspot in Nord Africa e anche nei Balcani occidentali, al di fuori della Ue. Il tutto va fatto con il coinvolgimento delle Nazioni Unite e con il necessario impiego di risorse economiche. Solo in Libia occorrerebbero 6 di miliardi, lo stesso che si spende per la Turchia. Ma è solo l’inizio. C’è bisogno, secondo Tajani, di un piano Marshal per l’Africa di 40 miliardi, per infrastrutture, digitalizzazione, lotta al cambiamento climatico e alla povertà. Occorre parlare con questi paesi per convincerli. Gli sforzi fatti dalla Ue a Agadez, in Niger, sono un modello per le piattaforme future. Lì c’è un centro che presta consulenza ai migranti affinché tornino nei loro paesi d’origine. Inoltre si decide chi abbia diritto e chi no all’asilo. Secondo il presidente anche i Paesi del gruppo di Visegrad si dovranno accorgere che 2,5 miliardi di persone in Africa nel 2050 non sono solo un problema per la Germania o l’Italia. Ad ogni modo si può pensare di offrire loro un periodo di transizione. Anche il governo di Roma è a favore della riforma del sistema europeo di asilo. Se non si arrivasse ad una soluzione congiunta il rischio di rottura dell’Unione è concreto. Ogni giorno senza una soluzione, conclude Tajani, è un gradino verso un po’ meno Europa.

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Siria, l'Italia accusata di aver ricevuto il capo dei servizi segreti di Assad

 

Londra, 29 giu - (Agenzia Nova) - Il governo italiano è accusato di aver incontrato il principale consigliere militare del presidente siriano Bashar al Assad: lo scrive il quotidiano progressista britannico "The Guardian", riferendo il contenuto della denuncia presentata ieri giovedì 28 giugno alla Commissione europea di Bruxelles da parte del Centro europeo per i diritti umani e costituzionali (Ecchr). Secondo la ricostruzione dell'Ecchr, nello scorso mese di gennaio l'allora ministro dell'Interno italiano, Marco Minniti, ebbe in Italia un incontro clandestino con Ali Mamlouk, il capo dell'Ufficio nazionale per la sicurezza della Siria (i servizi segreti siriani, ndr), contravvenendo alle sanzioni decise nel 2011 dall'Unione Europea contro l'alto esponente del regime siriano: nell'occasione, Mamlouk sarebbe stato condotto a Roma a bordo di un aereo appartenente ad una compagnia privata legata ai servizi segreti italiani; all'incontro avrebbe partecipato anche Alberto Manenti, il direttore dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise, il servizio segreto militare italiano). Notizie del presunto incontro erano già circolate alla fine di marzo; la riunione degli 007 italiani e siriani avrebbe avuto per oggetto questioni di sicurezza nazionale dell'Italia.

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