Cosa complica l'accordo per una Grande coalizione in Italia

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Handelsblatt, Confidencial, Faz

8 Febbraio 2018 alle 09:34

Cosa complica l'accordo per una Grande coalizione in Italia

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Coalizioni, un "Italian job"

Londra, 8 feb 08:39 - (Agenzia Nova) - Le grandi coalizioni non sono un'esclusiva della Germania: per molto tempo un'alleanza tra il Partito democratico (Pd) di centrosinistra di Matteo Renzi e il partito Forza Italia di centro-destra di Silvio Berlusconi è stata considerata come l'esito più probabile delle elezioni italiane del 4 marzo prossimo; ma negli ultimi giorni la possibilità di una Grosse Koalition all'italiana ha perso terreno, mentre aumentano le chance di due altre ipotesi politiche: una vittoria netta dell'alleanza dei partiti di centro-destra oppure un rapido ritorno alle urne. Così il quotidiano economico britannico "The Financial Times" vede le prospettive politiche dell'Italia, secondo i suoi corrispondenti da Roma, James Politi, e da Bruxelles, Mehreen Khan, che in un articolo riferiscono le più recenti dichiarazioni fatte sull'argomento da Berlusconi e da Renzi: i due leader avevano sempre evitato di evocare l'ipotesi di una alleanza governativa post-elettorale, per non demoralizzare le rispettive basi e per evitare di suscitare reazioni negative nelle urne; ma ora entrambi si sono detti fortemente contrari all'idea di un accordo dopo il voto. A contribuire all'affossamento della prospettiva di una coalizione governativa tra Pd e Forza Italia, scrive il "Financial Times", sono innanzitutto le difficoltà insite nell'idea stessa, che incontrerebbe una fiera opposizione da parte dei partiti di estrema sinistra e di estrema destra, oltre che del Movimento 5 stelle; ma soprattutto non è affatto certo che i due maggiori partiti riusciranno a conquistare in Parlamento abbastanza seggi da avere la maggioranza. Inoltre, dal punto di vista di Berlusconi, l'idea di un accordo con il Pd di Renzi è davvero un remoto "piano B", soprattutto ora che la maggioranza assoluta in base ai sondaggi è a portata di mano dell'alleanza da lui guidata e che include l'euroscettica Lega nord ed il partito Fratelli d'Italia. Speculari i calcoli politici di Renzi: se sopravviverà a un voto che si prospetta assai deprimente per il suo Pd, un secondo lancio dei dadi elettorali potrebbe essere la carta migliore per evitare che il suo partito imploda a causa di un accordo con Berlusconi. Una grande coalizione tra i due partiti infatti è considerata in Italia come innaturale, sarebbe vista come un accordo calato dall'alto, avrebbe difficoltà a funzionare e getterebbe ulteriore discredito sui partiti tradizionali, aumentando la possibilità di una vittoria dei populisti dell'M5s nelle inevitabili successive elezioni anticipate: dopotutto, conclude il "Financial Times", forse è davvero meglio lasciare le grandi coalizioni alla Germania.

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Gentiloni guarda a Berlino

Berlino, 8 feb 08:39 - (Agenzia Nova) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier italiano uscente, Paolo Gentiloni, potrebbero essere protagonisti anche del prossimo vertice bilaterale. Se ci sarà una grande coalizione in Italia dopo le elezioni di marzo, è probabile che il primo ministro Paolo Gentiloni guiderà anche il prossimo Esecutivo di Roma. Gli imprenditori, così come la comunità finanziaria, apprezzano la misura e la chiarezza del presidente del Consiglio. Il leader del suo partito ed ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è calato nel favore degli elettori, e il leader della coalizione di centro destra Silvio Berlusconi non può correre alla carica a causa di precedenti penali. Tuttavia la nuova legge elettorale difficilmente consentirà l'emersione di una maggioranza assoluta; secondo il quotidiano "Handelsblatt", le larghe intese sono quasi inevitabili, e i dinieghi dei leader dei principali partiti sono pura retorica. Un lungo periodo di instabilità politica è altrettanto dannoso per Roma come lo è per l’Europa. I problemi del paziente italiano sono ben noti: un enorme debito pubblico, poca disciplina sul fronte della spesa, un cammino di riforma ancora incompiuto e una crescita endemicamente debole. A ciò vanno aggiunte le sofferenze bancarie, prevedibilmente ancora maggiori dopo la fine dell’immissione di capitali da parte della Bce. La campagna elettorale è accesa, il tema del razzismo e dell'immigrazione domina il dibattito pubblico e il risultato delle elezioni è più che mai aperto. I sondaggi non sono ancora significativi e il numero degli indecisi e non votanti è ancora molto ampio. In nessun caso vengono dati per vincenti i 5 Stelle o la Lega. Il presidente del Consiglio italiano guarda all'esito dei colloqui di coalizione in Germania, che contribuiranno a determinare lo scenario post-elettorale anche in Italia

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PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Il piano italiano per risolvere la crisi europea: parlare con la Russia

Madrid, 8 feb 08:39 - (Agenzia Nova) - "Nel 2018, il vero banco di prova per l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) sarà l' Ucraina", ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano durante l'inaugurazione della presidenza italiana dell'Osce. Lo sottolinea il quotidiano spagnolo "El Confidencial" che sottolinea come non sia un segreto per nessuno la relazione storica che unisce Roma a Mosca, né sorprende che la prima visita di Alfano all'estero, come rappresentante ufficiale dell'Osce, sia stata a Kiev, e successivamente a Mosca. L'idea proposta dal governo italiano è quella di un "dialogo strutturato" con la Russia con l'obiettivo di creare una "comunità di sicurezza" nell'area euroasiatica che includa anche la Russia.

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La Bce esorta le banche a presentare piani per la Brexit

Berlino, 8 feb 08:39 - (Agenzia Nova) - Le banche straniere che vogliono rimanere attive nella zona euro dopo la Brexit devono affrettarsi. “Tutte le banche che desiderano trasferirsi dal Regno Unito all’eurozona dovrebbero aver presentato la loro domanda di licenza bancaria molto tempo fa. Se questo non è ancora avvenuto, andrebbe fatto entro la fine del secondo trimestre”, ha detto mercoledì scorso a Francoforte Sabine Lautenschlager, vice capo della vigilanza bancaria presso la Banca centrale europea (Bce). Il tempo sta per scadere, perché non è chiaro se ci sarà un periodo transitorio per le banche con sede a Londra, per operare nella Ue come hanno fatto fino ad oggi. Finora otto banche hanno formalmente chiesto una licenza per operare nella zona euro, e quattro istituti hanno in programma una significativa espansione delle proprie attività nell’area della moneta unica. Attualmente sono in corso colloqui intensivi, alcuni in fase avanzata, con oltre 50 banche, ha affermato l’ex vicepresidente della Bundesbank. La Brexit entro il marzo del 2019 rappresenta un problema per le istituzioni finanziarie con sede a Londra: la Lautenschlager e il francese Daniel Nouy hanno invitato le banche a cancellare dai propri bilanci i crediti inesigibili il più rapidamente possibile. Il monte dei crediti deteriorati sta ostacolando la ripresa del settore finanziario. Inizialmente la Bce aveva previsto che a partire da gennaio, le banche avrebbero dovuto coprire tutti i prestiti a rischio d’insolvenza. L'Eurotower si è scontrata però con delle resistenze, specie dall'Italia. Alla fine del terzo trimestre del 2017 le grandi banche dell’area dell’euro avevano ancora crediti in sofferenza per un totale di 760 miliardi di euro, per un quarto negli istituti italiani. In Grecia, secondo i dati, quasi la metà di tutti i crediti sono inesigibili, e tra il 12 e il 18 per cento in Portogallo, Irlanda e Slovenia. Molti di questi prestiti problematici sono un retaggio di anni di rallentamento economico, soprattutto nei paesi dell’Europa meridionale. 

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La Spagna vuole De Guindos come vice della Bce

Berlino, 8 feb 08:39 - (Agenzia Nova) - La Spagna ha proposto il ministro dell’Economia Luis de Guindos per la carica di vicepresidente della Banca centrale europea (Bce). Un documento corrispondente con la candidatura del 58enne è stato consegnato al capo dell’eurogruppo, Mario Centeno, secondo quanto riportato a Madrid lo scorso mercoledì. Alla fine di maggio scadrà il mandato dell’attuale vicepresidente, il portoghese Vitor Constancio. De Guindos, un economista laureato a Madrid, è membro del Partito popolare conservatore (Pp) del primo ministro Mariano Rajoy. Dal 2011 è ministro degli Affari economici del Paese. Secondo gli osservatori, se l’Europa meridionale ottenesse questo incarico nella Bce, ciò aumenterebbe le possibilità di Jens Weidmann di sostituire Draghi.

Leggi l’articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung

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