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Sono 75 i simboli in corsa alle prossime elezioni

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Financial Times, Pais, Telegraph

24 Gennaio 2018 alle 09:04

Sono 75 i simboli in corsa per le prossime elezioni

Italia, il ministero dell’Interno approva 75 dei 103 simboli elettorali

Mosca, 24 gen 08:37 - (Agenzia Nova) - Il ministero dell'Interno italiano ha approvato 75 dei 103 simboli presentati dai partiti, i movimenti e i gruppi politici che intendono partecipare alle elezioni parlamentari del 4 marzo. Lo ha reso noto il ministero tramite una nota pubblicata sul suo sito web nella serata di martedì. In 19 casi, l'accettazione del simbolo è stata vincolata alla modifica di alcune caratteristiche del logo, o alla presentazione di una dichiarazione di trasparenza entro 48 ore. A causa della mancanza di documentazione necessaria, nove simboli sono stati respinti. I partiti dovranno ora presentare le loro liste elettorali ai tribunali cittadini dei capoluoghi. Secondo la nuova legge elettorale, tutte le liste approvate verranno pubblicate sul sito del Ministero dell’Interno nella sezione "elezioni trasparenti" entro 10 giorni dalla data di scadenza della loro presentazione, vale a dire l'8 febbraio.

Leggi l’articolo del Parlamentskaja Gazeta

Berlusconi, il precursore di Trump

Berlino, 24 gen 08:37 - (Agenzia Nova) - Se qualcuno può definirsi il precursore spirituale di Donald Trump, questi è sicuramente l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scrive la "Sueddeutsche Zeitung". Tutto ciò che il presidente Usa ha esibito durante la campagna elettorale del 2016, era già stato perfezionato dall’italiano due decenni prima. Anche Berlusconi ha lanciato la sua avventura politica proponendosi come avversario dell’establishment e del politicamente corretto, lanciando strali contro la sinistra "comunista", ponendosi in contrapposizione frontale con la giustizia, disprezzando lo Stato, esibendo la propria ricchezza personale e la propria controversa condotta privata. Quando alla fine del 2011 ha dovuto dimettersi, i politici europei lo hanno deriso. Non c’era davvero nulla da ridere, ammette il quotidiano tedesco. L'Italia post-berlusconiana appariva "divisa, con una cultura politica in putrefazione, esposta al collasso finanziario". Nell'Ue molti pensavano, erroneamente, che Berlusconi non sarebbe mai tornato al centro della politica italiana. Al contrario, l'ex presidente del Consiglio è al centro della campagna in vista delle elezioni del 4 marzo, appare convinto della vittoria dello schieramento di destra alle prossime elezioni, e sta corteggiando i leader conservatori di Bruxelles, tra cui il cristiano sociale Manfred Weber (Csu), definito statista, un grande europeo e un baluardo contro il populismo di destra. I sondaggi per le elezioni italiane del 4 marzo fotografano la crisi del Partito democratico, il Movimento 5 stelle primo partito, e la coalizione guidata da Berlusconi vicina alla soglia per governare autonomamente. Berlusconi non potrà assumere direttamente una carica istituzionale, ma sarà determinante nella scelta del prossimo presidente del Consiglio. Il quotidiano tedesco, però, ribadisce la propria ostilità all'ex premier italiano, che accusa di proporre ricette economiche insostenibili e di cui denuncia l'amicizia personale con il presidente russo, Vladimir Putin.

Leggi l’articolo della Sueddeutsche Zeitung

Libano: l'Italia contende alla Spagna il comando dell'Unifil

Madrid, 24 gen 08:37 - (Agenzia Nova) - La richiesta della Spagna di assumere il comando della Forza ad interim delle Nazioni Unite per il Libano (Unifil), una volta che il generale irlandese Michael Beary terminerà l'attuale mandato il prossimo luglio, ha incontrato un ostacolo inatteso: la rivalità dell'Italia. Lo riferisce il quotidiano spagnolo "El Pais" che aggiunge come la Spagna sia il terzo maggior contributore dell'Unifil dopo Italia e Francia. Tre degli ultimi cinque comandanti dei 12.000 Caschi blu che separano l'Esercito israeliano dalla milizia sciita libanese Hezbollah sono stati italiani: Claudio Graziano, Paolo Serra e Luciano Portolano. Nel 2016 la Spagna si aspettava che fosse finalmente arrivato il suo turno al comando, ma la posizione è stata assunta da Beary, nonostante l'Irlanda contribuisca alla missione con la metà delle truppe rispetto alla Spagna. Ora il governo spagnolo ha presentato il generale Luis Cebrian e ha annunciato che aumenterà il contingente, attualmente composto da 100 soldati, fino a 750. La Spagna si è inoltre detta disposta a partecipare, per la prima volta, alla forza navale delle Nazioni Unite che monitora l'embargo delle armi su Hezbollah con una nave leggera e 90 membri di equipaggio, se il generale spagnolo assumerà il comando della missione. Il nome del nuovo capo dell'Unifil non è deciso sul campo ma negli uffici delle Nazioni Unite a New York, ed è per questo che la decisione dell'Italia di presentare il proprio candidato ha allarmato Madrid. Oltre al Libano, la Spagna ha dichiarato che raddoppierà il proprio contingente in Mali, portandolo da 140 a 292 soldati, tra cui 140 fanti di marina, in coincidenza con il comando della missione di addestramento dell'Unione europea assunto dal generale spagnolo Enrique Millán Martínez. Il ministro della Difesa spagnolo, María Dolores de Cospedal, apparirà oggi, mercoledì 24 gennaio, davanti al Congresso per chiedere l'autorizzazione, anche se diversi gruppi parlamentari hanno affermato ieri di non aver ricevuto la lettera con la relativa richiesta.

Leggi l’articolo del Pais

Gianni Agnelli, un re senza corona in versione statunitense

Madrid, 24 gen 08:37 - (Agenzia Nova) - L'impero Fiat e il suo imperatore, Gianni Agnelli, sono i protagonisti del film prodotto dalla Hbo, diretto da Nick Hooker e trasmesso dalla rete televisiva Sky Atlantic in coincidenza del quindicesimo anniversario della morte di quello che viene considerato un monarca italiano senza corona. Lo riferisce il quotidiano spagnolo "Abc" in un articolo dedicato al film documentario "Agnelli" che include un intervista al nipote Lapo Elkan.

Leggi l’articolo dell’Abc

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

L'Euro-foria richiede riforme che rafforzino l'Eurozona

Londra, 24 gen 08:37 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano economico britannico "The Financial Times" pubblica oggi mercoledì 24 gennaio un intervento di Alberto Gallo, responsabile strategico del Fondo Algebris, sull'euforia che è tornata a dominare i mercati dell'Eurozona e sulla riconquistata fiducia nel futuro dell'Unione europea. Secondo Gallo, nonostante i dati macro-economici che attestano il ritorno di una crescita stabile l'Europa ha ancora bisogno di riforme. Nel suo intervento, l'analista del Fondo Algebris dedica ampio spazio alla situazione dell'Italia: sebbene siano assai scarse le prospettive di una vittoria dell'euroscettico Movimento 5 stelle nelle elezioni del 4 marzo prossimo, ciò non esime il paese dal dover affrontare alcuni antichi nodi che ne bloccano lo sviluppo: in particolare la Penisola, a suo parere, dovrebbe varare profonde riforme della giustizia, del suo sistema bancario e delle pensioni.

Leggi l’articolo del Financial Times

Professori britannici si appellano all'Ue contro la discriminazione salariale nelle università italiane

Londra, 24 gen 08:37 - (Agenzia Nova) - Il Parlamento europeo ieri martedì 23 gennaio ha esaminato il ricorso contro la discriminazione salariale subita nelle università italiane presentato da un'associazione di professori britannici e di altri paesi Ue, in un dibattito che evidenzia il continuo infrangimento delle regole sul mercato comune. L'Italia è stata condannata ben sei volte dalla Corte europea di giustizia perché le sue università pagano i professori stranieri la metà dei loro colleghi italiani, in base a una legge che li classifica come tecnici di laboratorio. Molti docenti stranieri hanno fatto causa nei tribunali italiani e si sono visti riconoscere compensazioni che però le università hanno rifiutato di pagare. I governi che si sono succeduti a Roma sono accusati di non aver fatto nulla per porre termine a questa discriminazione, nonostante le pressioni in tal senso esercitate dagli altri paesi Ue e così ieri la questione è stata portata all'attenzione dei parlamentari europei: lo scozzese David Petrie, presidente dell'Associazione dei docenti stranieri in Italia (Allsi), ha parlato davanti alla commissione per le Petizioni.

Leggi l’articolo del Telegraph

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