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Elena Ferrante diventa una nuova columnist del Guardian

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Pais, Guardian, New York Times, Times

19 Gennaio 2018 alle 09:15

Elena Ferrante diventa una nuova columnist del Guardian

Trump vorrebbe assomigliare a Berlusconi

 

Madrid, 19 gen - (Agenzia Nova) - Gran parte dell’opinione pubblica internazionale sosteneva, durante la campagna elettorale negli Stati Uniti, che Silvio Berlusconi fosse l’antecedente più evidente del fenomeno Trump: entrambi ricchi, con un fiuto straordinario per gli affari, ma anche sessisti e proni alle brutte figure in pubblico. Lo scrive il quotidiano spagnolo “El Pais” in un articolo che accomuna i due personaggi politici secondo l’opinione di Pau Luque Sanchez, professore di Filosofia del Diritto presso l’Università autonoma nazionale del Messico (Unam). Dopo un anno di Trump come presidente degli Usa, continua “El Pais”, le somiglianze paiono limitarsi al candidato-personaggio. Nonostante gli attuali Stati Uniti possano sembrare a volte una continuazione dell’Italia di Berlusconi, caratterizzata dalla "retorica del 'noi' contro 'loro'" e dall'accavallamento degli interessi pubblici e privati, c’è una differenza fondamentale tra Berlusconi e Trump, sostiene il quotidiano spagnolo, secondo cui il Cavaliere "senza essere un animale politico, era un politico efficace", mentre Trump sarebbe inconsistente dal punto di vista politico. 

 

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L'Università di Cambridge difende la tutor di Giulio Regeni

 

Londra, 19 gen - (Agenzia Nova) - Il vice cancelliere dell'Università di Cambridge (equivalente al vice rettore, ndr), Stephen Toope, ieri giovedì 18 gennaio ha attaccato con durissime parole la "vergognosa campagna di denigrazione" scatenata a suo dire da alcuni media e uomini politici italiani contro la professoressa Maha Abdelrahman, la tutor di Giulio Regeni torturato e ucciso al Cairo nel febbraio del 2016: lo riporta oggi, con grande risalto in prima pagina, il quotidiano "The Times". Dopo aver ribadito che l'Università inglese e l'intera comunità accademica britannica sono ancora scioccati per l'orrenda morte del "promettente giovane ricercatore" italiano, e rinnovato i sentimenti della loro vicinanza al dolore della sua famiglia, il vice-rettore di Cambridge ha bollato come "molto preoccupante" il tentativo di coinvolgere la professoressa Abdelrahman nella vicenda: sia lei che l'Università, ha rivendicato il professor Toope, hanno offerto piena collaborazione all'inchiesta condotta dalla magistratura italiana e non hanno niente da nascondere. Tra i media italiani che hanno sollevato dubbi sul ruolo della tutor di Regeni nelle circostanze che hanno portato al suo assassinio, il "Times" cita in particolare il quotidiano "La Repubblica" e tra gli uomini politici l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi: sarebbero loro, questa è l'implicita accusa, ad alimentare la "vergognosa campagna pubblica di denigrazione per pura opportunità politica" denunciata dalle parole del vice rettore di Cambridge. Il quale, sentito dal giornalista del "Times" Nicola Woolcock, ha spiegato che finora la sua Università non ha mai espresso pubblici commenti sull'indagine giudiziaria perché obbligata a rispettare il segreto istruttorio: un obbligo "apertamente ignorato da alcune altre parti", ha accusato il professor Toope in chiaro riferimento agli italiani. L'articolo del giornale inglese si conclude infine con questa dichiarazione del vice rettore di Cambridge: "Il brutale omicidio di Regeni chiede giustizia, ma all'ottenimento della giustizia non possono certo contribuire questi tentativi di ostacolare l'unica cosa che ha guidato la breve e ispirata carriera di Giulio: e cioè la ricerca della verità". 

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Elena Ferrante diventa una nuova columnist del "Guardian"

 

Londra, 19 gen - (Agenzia Nova) - La scrittrice italiana Elena Ferrante per la prima volta scriverà regolarmente per un quotidiano, il britannico "The Guardian": avrà una rubrica settimanale nel supplemento domenicale "Guardian Weekend", in cui esprimerà i suoi commenti su una grande varietà di argomenti, tra cui l'infanzia, l'invecchiamento, questioni sessuali e di genere; il suo primo contributo tratterà del primo amore. Elena Ferrante, un nome che in realtà è uno pseudonimo, ritornerà così a scrivere un anno dopo la controversa affermazione di un giornalista che sostiene di averne scoperta la vera identità: l'autrice di molti romanzi di successo ambientati a Napoli sostiene che l'anonimia è essenziale per il suo lavoro, perché la libera dalla "ansietà della notorietà".

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Crimini e corruzione i protagonisti delle serie tv

 

Madrid, 19 gen - (Agenzia Nova) - Una banda criminale che riuscì a tenere la capitale italiana in sospeso per più di due decenni, con tentacoli su tutto il territorio nazionale, la spietata guerra per il controllo di Napoli tra due clan mafiosi e i legami tra la Chiesa cattolica, lo Stato italiano e il crimine organizzato sono i principali protagonisti delle nuove serie tv che hanno conquistato telespettatori dentro e fuori i confini italiani. Quattro prodotti diversi (Roma criminale, Gomorra, 1992 e Suburra), quattro storie e ambientazioni diverse con un potente comun denominatore: il crimine organizzato. Esordisce così l’articolo del quotidiano spagnolo “El Pais” dedicato a quella che viene definita come l’età d’oro delle serie televisive italiane. 

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Le forze dell'ordine sgominano un'organizzazione della mafia cinese

 

New York, 19 gen 08:36 - (Agenzia Nova) - La polizia italiana ha sgominato il 18 gennaio un’organizzazione della mafia cinese, arrestando 33 persone sospettate di associazione a delinquere di stampo mafioso nel trasporto di prodotti cinese in Europa, finanziato con gioco d'azzardo, l'usura, le estorsioni, lo spaccio di sostanze stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione. Gli arresti, sostiene il quotidiano “New York Times”, hanno attirato l’attenzione proprio nel paese dal quale la mafia ha avuto origine ed hanno offerto uno squarcio degli intrecci tentacolari della criminalità cinese in Europa. In quartier generale dell’organizzazione si trovava a Prato, in Toscana, dove da tempo si è insediata la manifattura cinese a basso costo. Il ministro degli Interni italiano, Marco Minniti, ha dichiarato che l’operazione di polizia ha colpito al cuore una “organizzazione pericolosa che usava la forza per controllare il trasporto merci su strada finanziato con gli introiti delle proprie attività criminali”.

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