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Flat tax e lavoro, le ricette di Berlusconi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Times, Les Echos, Handelsblatt

16 Gennaio 2018 alle 09:08

Flat tax e lavoro, le ricette di Berlusconi

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Gentiloni potrebbe guidare anche il prossimo esecutivo

 

New York, 16 gen - (Agenzia Nova) - Il governo italiano che emergerà dalle elezioni politiche del 4 marzo prossimo potrebbe essere guidato da un leader politico il cui nome non figura nemmeno in cima alla lista elettorale del suo partito: lo scrive "Bloomberg" riferendosi al premier uscente, Paolo Gentiloni; questi, ricorda il quotidiano economico Usa, era stato posto alla guida del governo nel dicembre 2016 dal suo predecessore e leader del Pd, Matteo Renzi, in attesa di riprendere le redini del governo. Nei mesi scorsi, però, le cose sono andate diversamente: la modesta ripresa economica e occupazionale non è giovata al Partito democratico e al suo leader, in crisi di consensi in vista delle prossime elezioni, mentre Gentiloni, che stando ai sondaggi è il politico italiano che gode della maggior fiducia da parte degli elettori, potrebbe assumere la guida di un governo di larghe intese nel caso le urne non delineino una maggioranza ben definita.

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Flat tax e lavoro, le ricette di Berlusconi per il rilancio della crescita

 

New York, 16 gen - (Agenzia Nova) - "Bloomberg" passa in rassegna le ricette economiche promosse dall'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi in vista delle elezioni politiche del prossimo marzo, soffermandosi in particolare sulla proposta di una Flat tax per le imprese e sugli interventi per creare due milioni di nuovi posti di lavoro. L'agenzia economica Usa ha ottenuto una bozza del programma elettorale di Forza Italia, che cita l'obiettivo di una crescita annua del Pil nell'ordine del 3 per cento entro la fine della prossima legislatura, ma che non menziona "i vincoli fiscali dell'Unione europea all'economia e alle finanze pubbliche".

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L'Italia vuole reprimere i massoni dopo la scoperta di legami con la mafia

 

Londra, 16 gen - (Agenzia Nova) - I politici italiani saranno costretti a dichiarare la loro appartenenza alla Massoneria in base alle nuove regole proposte dalla commissione parlamentare Antimafia, dopo la scoperta che i capi del clan malavitosi si sono infiltrati nelle logge per fare affari con i funzionari pubblici e con gli imprenditori che ne fanno parte: lo scrive sul quotidiano inglese "The Times" il corrispondente da Roma Tom Kington, in un articolo in cui ricorda che le recenti indagini della polizia su quattro delle maggiori logge massoniche in Sicilia e in Calabria hanno rivelato i nomi di 193 iscritti legati alla criminalità organizzata. Dopo queste rivelazioni, la Commissione parlamentare ha proposto regole secondo le quali i magistrati non potrebbero più essere iscritti alla Massoneria e tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici dovrebbero dichiarare se ne fanno parte. La presidente della Commissione, Rosy Bindi, spera anche di riuscire a costringere le logge massoniche a rendere trasparenti e pubblici gli elenchi dei loro iscritti: "circa il 25 per cento dei nomi trovati sulle liste di massoni sono solo iniziali o pseudonimi", ha dichiarato. "Non c'è alcuna trasparenza e noi crediamo che tutte le associazioni debbano tenere elenchi chiari completi degli iscritti", ha aggiunto la Bindi. La minaccia di porre fine alla segretezza che tradizionalmente circonda la Massoneria tuttavia ha provocato una tempesta di proteste da parte dei suoi aderenti che, come ricorda l'articolo di Tom Kington, accusano le nuove regole di essere ispirate alle leggi adottate dal dittatore fascista Benito Mussolini nel 1925: "si tratta di una vera e propria minaccia alla democrazia in quanto tale" ha dichiarato Stefano Bisi che è il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, la principale organizzazione massonica italiana con circa 23 mila membri. Sentito dal "Times", Bisi afferma il diritto dei massoni italiani di mantenere segreta la propria appartenenza a causa dei pregiudizi di cui sono vittime e che risalgono non solo all'epoca fascista ma anche all'aperta ostilità della Chiesa cattolica, che li scomunicò nel 1738. Il gran maestro ammette che la reputazione della Massoneria italiana è stata compromessa negli anni '70 dalla scoperta della loggia P2: legata agli ambienti dell'estrema destra e coinvolta in numerosi casi di corruzione e nel sospetto omicidio a Londra del banchiere Roberto Calvi. Tra i suoi adepti annoverava anche diversi capi dei servizi segreti e un giovane Silvio Berlusconi. Tuttavia Bisi ricorda che attualmente i massoni sono perlopiù attivi nelle attività di volontariato e rivendica: "ogni cittadino è libero di non dichiarare pubblicamente che va in chiesa, alla moschea, in una loggia o persino nei boy scout; perché solo noi dovremmo essere obbligati a farlo?".

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Sergio Marchionne: “Sono stanco, voglio fare qualcos’altro”

 

Berlino, 16 gen - (Agenzia Nova) - Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler, è convinto sia possibile raddoppiare la redditività del gruppo. In un’intervista all’agenzia stampa “Bloomberg” al salone dell’auto di Detroit, l'ad ha spiegato che tale aumento potrebbe essere trainato dai Suv del marchio Jeep. Le azioni della compagnia sono salite lunedì fino ad un più 2,7 percento, a 19,65 euro, un valore record. Oltre al successo del Suv, si aggiungono le imposte societarie ridotte statunitensi. Marchionne ha anche annunciato di volersi ritirare all’inizio del 2019, dopo 15 anni alla guida del gruppo che ha trasformato la Fiat in un produttore di rilevanza globale dopo la fusione con Chrysler. Un rigoroso controllo dei costi e lo sviluppo di vetture fuoristrada hanno creato una strategia di crescita che sarà promossa dal suo successore. Jeep vende 5 milioni di veicoli all’anno e l’ad vede la possibilità del raddoppio dei profitti entro il 2022 e a 7 miliardi di euro. “Sono stanco e voglio fare qualcosa di diverso”, ha dichiarato il 65 enne imprenditore. A succedergli dovrebbe essere una figura interna al gruppo. Gli investitori ritengono che il direttore finanziario Richard Palmer sia fra i papabili assieme al capo della Jeep, Mike Manley e al capo europeo Alfredo Altavilla. Per quanto riguarda Ferrari, Marchionne ha dichiarato: “Devo finire ciò che ho iniziato”. La nuova strategia quinquennale di Fiat verrà presentata il primo giugno. Questo è il giorno in cui Marchionne è stato assunto come amministratore delegato nel 2004, nelle ore drammatiche successive alla morte di Umberto Agnelli.

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Il Viminale annuncia protocollo per integrare i giovani migranti attraverso il calcio

 

Parigi, 16 gen - (Agenzia Nova) - Ieri il ministero dell’Interno e la Federazione italiana gioco calcio (Figc) hanno firmato un protocollo di intesa “volto a promuovere la cultura del rispetto” presso i giovani stranieri “attraverso la pratica del calcio, l’inclusione sociale dei minorenni stranieri e di quelli diventati da poco maggiorenni”. Lo riporta “Les Echos”, spiegando che l’iniziativa ha avuto anche il sostegno dell’Associazione dei comuni italiani (Anci). “La pratica dello sport rappresenta in sé un valore intrinseco per la promozione dei comportamenti eticamente corretti” affermano fonti del Viminale. Il ministero si occuperà di individuare le strutture sul territorio, la Figc organizzerà dei corsi di formazione e l’Anci sarà il legame con le istituzioni municipali. 

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