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La battaglia del grano è una lotta di tutti contro tutti

Redazione

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Telegraph, Vanguardia, Financial Times, Sueddeutsche Zeitung 

Il nuovo governo dell'Austria provoca una polemica secessionista nel nord dell'Italia

Londra, 19 dic 08:43 - (Agenzia Nova) Il nuovo governo dell'Austria già nel suo primo giorno ieri lunedì 18 dicembre ha provocato una disputa diplomatica con l'Italia. A innescare la polemica sono state le dichiarazioni di Werner Neubaur, un parlamentare del Partito della libertà di estrema destra che fa parte della coalizione governativa guidata dal 31enne cancelliere Sebastian Kurz. Neubaur ha dichiarato che al massimo entro il 2019 l'Austria garantirà il proprio passaporto ai cittadini di lingua tedesca della regione italiana del Sud Tirolo (Alto Adige, ndr): l'offerta della doppia cittadinanza rischia di riaprire vecchie ferite tra i due paesi confinanti, nota il quotidiano britannico "The Telegraph" ricordando come la regione del Sud Tirolo fu annessa dall'Italia al termine della Prima Guerra Mondiale. Il governo di Roma ha impiegato decenni per integrarne la popolazione, in maggioranza di lingua e cultura tedesca, ma ci sono ancora molti che vorrebbero la secessione e l'annessione all'Austria. L'Italia ha ovviamente reagito aspramente all'idea, affermando che il nuovo governo austriaco si sta avviando su una strada molto pericolosa: il nuovo governo, scrive il "Telegraph", ha anche annunciato di voler bloccare l'immigrazione illegale, tra l'altro espellendo immediatamente i profughi ai quali non sia garantito asilo politico.

 

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Italia: Luigi Di Maio voterebbe a favore dell’uscita dall’Euro
Madrid, 19 dic 08:43 - (Agenzia Nova) - Luigi Di Maio, candidato del Movimento 5 stelle (M5s) per le prossime elezioni politiche in Italia, ha dichiarato ieri che voterebbe contro la permanenza dell’Italia nell’euro in un ipotetico referendum. Lo ha riferito ieri il quotidiano spagnolo “La Vanguardia” che aggiunge come per Di Maio un eventuale referendum sulla moneta unica sarebbe un atto estremo, mentre attualmente si intravedono grandi opportunità nell’Unione europea per un governo italiano forte, capace di operare per cambiare al meglio le politiche monetarie.
   
Padoan denuncia i tentativi di inasprire le regole Ue per le banche
Londra, 19 dic 08:43 - (Agenzia Nova) - Il ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, ha attaccato i tentativi di inasprire le regole dell'Eurozona per le banche: lo scrive il quotidiano britannico "The Financial Times" riferendo i contenuti della sua audizione, ieri lunedì 18 dicembre, davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sulla crisi delle banche creata nello scorso mese di settembre per esaminare le cause del fallimento di diversi istituti di credito. Le audizioni della commissione, davanti alla quale comparirà oggi il presidente della Banca d'Italia Ignazio Visco, sono diventate un vero e proprio spettacolo politico in vista delle elezioni parlamentari previste per i prossimo mese di marzo. Padoan ha ammesso che l'Italia ha beneficiato della "flessibilità" delle regole europee che hanno permesso a Roma di iniettare miliardi di euro nel salvataggio di diverse banche, come Paschi di Siena e gli istituti regionali del Veneto: ora però questo stato di cose "viene contestato da alcuni in Europa", ha spiegato ai commissari parlamentari citando le proposte di revisione dei criteri per la "ricapitalizzazione precauzionale" delle banche in difficoltà e i tentativi di imporre il sistema del "bail-in" in tutti i casi di liquidazione degli istituti falliti. "E' necessario preservare la flessibilità delle regole Ue per consentire di utilizzare l'attuale fase di transizione come un passo verso l'unione bancaria", ha dichiarato Padoan, spiegando che "se i costi della risoluzione delle crisi dovessero essere sostenuti solo a livello nazionale, ciò minerebbe alla base l'obbiettivo dell'unione bancaria". A margine dell'ultimo vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione europea tenutosi nello scorso fine settimana a Bruxelles, ricorda il "Financial Times", il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno proposto un ultra-ambizioso piano di riforme dell'Eurozona da realizzare entro il prossimo mese di marzo come pietra angolare del rilancio dell'Ue: ma ci sono ancora grandi divergenze di approccio e gli esponenti di diverse capitali hanno avvertito che sarà difficile appianarle prima che si concludano le trattative in Germania per la nascita di un governo di coalizione. Da parte sua Roma, nota il quotidiano economico britannico, sostiene che le proposte per ridurre i rischi del sistema bancario debbano essere accompagnate da misure per condividere quei rischi tra tutti i paesi della moneta unica. In particolare si chiede che ci sia un approccio uniforme al fallimento delle banche e che venga istituito un fondo comune di sicurezza. L'Italia inoltre ha resistito alla spinta della Banca centrale europea per costringere le proprie banche ad aumentare i capitali propri al livello dei crediti a rischio, sostenendo che ciò danneggerebbe la ripresa dell'economia italiana.
 
  
La battaglia del grano
Berlino, 19 dic 08:43 - (Agenzia Nova) - Da aprile le confezioni dei prodotti lattiero-caseari venduti in Italia devono identificare chiaramente il paese di origine del latte. In estate il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (PD) ha esteso per due anni l’obbligo di etichette di provenienza per pasta, riso e conserve di pomodoro. Roma ha sfidato la Commissione europea. Se ti piacciono le tagliatelle al dente, non si può fare a meno del grano importato, dicono però i produttori. Ogni anno i produttori italiani di pasta vendono 4,7 miliardi di euro in spaghetti e maccheroni. “Se producessimo pasta solo con grano duro italiano, la produzione sarebbe ridotta del 30-40 per cento”, afferma Paolo Barilla. Gli industriali sottolineano che il grano straniero è indispensabile. In Italia, il grano duro viene coltivato su 1,3 milioni di ettari. Gli italiani consumano 23,5 chili di pasta pro capite all’anno. La produzione annuale di grano duro italiano è di 4 milioni di tonnellate e l’industria ne usa 7 milioni di tonnellate. Inoltre, non tutto il grano italiano soddisfa i requisiti di qualità dei produttore. La legge alimentare prescrive un contenuto proteico della pasta del 10,5 percento. Solo il 60 percento del raccolto interno soddisfa questo requisito. Il grano italiano si mescola con il grano super-duro dei granai nordamericani dell’Arizona o del Canada, ma i produttori non lo scrivono sull’etichetta. Quindi è una lotta di tutti contro tutti. L’organizzazione degli agricoltori Coldiretti sottolinea che il 96 per cento dei consumatori italiani vuole conoscere l’origine del cibo. I produttori italiani di pasta hanno presentato ricorso presso il tribunale amministrativo chiedendo la sospensione della disposizione, ma Martina ha vinto e la disposizione entrerà in vigore il 17 febbraio 2018. La scorsa settimana, l’industria ha risposto presentando una denuncia alla Commissione europea perché si prenda cura del mercato interno con le adeguate tutele. I prodotti italiani non possono reggere la competizione sul mercato internazionale sul fronte del prezzo, ma su quella della qualità. La domanda dall’estero per il “Made in Italy” è in forte aumento. Le esportazioni sono aumentate nel 2016 a 38 miliardi di euro, e la contraffazione costa agli italiani molti miliardi di euro ogni anno. "Se potessimo vendere i nostri prodotti anziché le imitazioni straniere, potremmo facilmente incassare altri 100 miliardi di euro”, stima Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentari.
  
La ripresa a Pesaro, il "ground zero" della crisi dell'Eurozona
Londra, 19 dic 08:43 - (Agenzia Nova) - Il "Financial Times" prosegue il suo viaggio attraverso la ripresa economica dell'Europa pubblicando un reportage sul distretto industriale di Pesaro, definito il "ground zero" della crisi dell'Eurozona: attraverso interviste agli operatori economici di questa zona delle Marche, il corrispondente da Roma del quotidiano economico britannico James Politi delinea l'attuale situazione dell'economia italiana, le sue luci e ombre e indica i rischi politici che l'Italia deve fronteggiare.

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